Nuova Zelanda, sfregiato il poster della Madonna che fa il test di gravidanza

(di Francesco Tortora su Il Corriere della Sera del 20/12/2011) MILANO – Che avesse diviso fortemente la comunità dei credenti neozelandesi era evidente già qualche ora dopo la sua esposizione. Ma neppure i più critici si aspettavano che qualche fedele intransigente si potesse scagliare contro il poster della “madonna che fa il test di gravidanza”, messo in mostra a pochi passi dalla chiesa anglicana di St Matthew’s in the City a Auckland e in pochi secondi lo avrebbe distrutto.

Invece domenica scorso Arthur Skinner, membro del “Gruppo dei cristiani cattolici” di Auckland è stato protagonista di questo episodio d’iconoclastia moderna. Poche ore dopo la distruzione del manifesto 100 membri dello stesso gruppo, sotto una pioggia battente, si sono riuniti davanti al poster sfregiato e in ginocchio hanno cominciato a pregare.

Tutto è iniziato lo scorso 14 dicembre quando il reverendo Glynn Cardy ha deciso di far appendere vicino alla chiesa anglicana il cartellone intitolato “Mary is in the pink” sul quale campeggiava l’immagine della Vergine Maria mentre fa il test di gravidanza e scopre con stupore di essere incinta. Il poster scatena una bufera e il sito web della chiesa è in poche ore subissato di commenti sia favorevoli che critici.

Lo scontro tra chi è pro e chi è contro degenera domenica scorsa quando Skinner prima sfregia il poster e poi lo taglia in due. Il gesto è stato condannato anche da Lyndsay Freer, portavoce del Catholic Action Group: «Nei giorni scorsi ho criticato il messaggio del poster – dichiara la Freer – ma non mi sono mai sognata di distruggerlo». Il fervente cattolico non si è pentito della sua azione, ma anzi, ammonisce che se il cartellone sarà riesposto, lui tornerà a distruggerlo: «Il poster è qualcosa di satanico – dichiara al New Zealand Herald – È l’attacco finale di Satana che si scaglia contro il suo peggior nemico, la Vergine Maria».

Per Skinner la chiesa anglicana di St Matthew’s in the City è un covo di eretici: «È gestita da un gay e da una lobby femminista – continua il membro del gruppo cattolico neozelandese – Essi affermano di essere cristiani, eppure hanno messo un’immagine blasfema della Madonna, attaccando la sua verginità e il fatto che lei sia la madre di Cristo, il Dio fattosi uomo.

Skinner ha cercato di arringare la folla dei fedeli cattolici che si è riunita poche ore dopo la distruzione del manifesto: «Noi siamo cattolici tradizionalisti – ha gridato il fedele neozelandese – Non cerchiamo guai, ma dobbiamo fare attenzione ogni qual volta capitano episodi del genere». Infine se l’è presa con l’agenzia pubblicitaria contattata dal reverendo Cardy che ha ideato il poster affermando che sarebbero «sicuramente bruciati all’inferno» se non si fossero pentiti di quello che hanno fatto.

Rammaricato si dichiara il reverendo Cardy che all’indomani dell’esposizione del manifesto aveva confidato ai giornalisti di voler stimolare, attraverso quest’immagine, la riflessione dei fedeli: «Sono deluso che non ci sia più tolleranza verso punti di vista diversi – dichiara amaramente il vicario che già due anni fa aveva diviso il popolo dei credenti esponendo nello stesso luogo un altro poster choc in cui si vedeva la Vergine Maria a letto con Giuseppe mentre su i due campeggiava la scritta «Povero Giuseppe, è duro seguire Dio».

Le recenti critiche non sembrano scalfire le sue idee sull’argomento: «I poster sono stati progettati per far parlare la gente e per comunicare un messaggio – continua il reverendo – La nostra pagina Facebook è stata consultata da 21,5 milioni di persone e i commenti sono abbastanza equilibrati. Da qualche giorno si è creato un interessante dibattito e per rendersene conto basta andare sul sito web».

Francesco Tortora

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