XXVII Convegno della Tradizione nella Fedelissima Civitella del Tronto. Giornate di Fede, di Cultura e di Giovinezza - Corrispondenza romana
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XXVII Convegno della Tradizione nella Fedelissima Civitella del Tronto. Giornate di Fede, di Cultura e di Giovinezza

civitella(di Vinicio Catturelli su Riscossa Cristiana) “1815 – 2015 : dall’Europa della Restaurazione all’Europa della dissoluzione è stato il tema di questo riuscitissimo e felice XXVII Convegno della Tradizione cattolica della “Fedelissima” Civitella del Tronto, organizzato come i precedenti da Paolo Deotto, Ascanio Ruschi e  Pucci Cipriani  – Direttore del periodico “Controrivoluzione” (il cui primo numero uscì nel 1989, e che, dopo sei anni di “assenza”, riprenderà le pubblicazioni , tra breve, grazie all’Editore Solfanelli).

Da quando furono istituiti, i Convegni di Civitella richiamano da tutta Italia, e non solo dall’Italia (quest’anno la “Palma” per la distanza tocca al Prof. Regazzoni giunto, con la sua Lancia, da Basilea), decine e decine di persone fedeli alla Tradizione che si ritrovano entusiasti in questa Cittadella “Fedelissima”,  carica di Storia e di memorie, dove un pugno di soldati difesero, sino al’estremo sacrificio, il glorioso Regno del Sud, invaso dai lanzichenecchi piemontesi, ivi mandati dai “Grembiulini” rivoluzionari “comprati – secondo lo storico Maddalonese Giacinto de Sivo – dall’oro inglese e massonico” .

Ricordo  di aver partecipato, insieme al collega p. Raoul Sanchez Abelende, a uno dei primi Incontri di Civitella del Tronto – gl’Incontri, ideati dal Prof. Paolo Caucci, iniziarono alla fine degli anni Sessanta, assai prima dei Convegni di Pucci Cipriani – durante i quali cominciò quel meritorio e sano “Revisionismo storico” del cosiddetto Risorgimento Italiano che, insieme alla Rivoluzione francese, segnò l’avvento   della Seconda Rivoluzione, dopo la così detta Riforma (Prima Rivoluzione) e prima del Comunismo (Terza Rivoluzione) e  del Nihilismo o autodistruzione (Quarta Rivoluzione).

Si distinsero particolarmente in questi studi, che tentarono anche di dare una consistenza alla Destra italiana, liberandola dalle scorie tricolorate del Fascismo e del Liberalismo, alcuni studiosi tra cui: gli stessi p. Sanchez Abelende, Paolo Caucci e il compianto Maestro Elias de Tejada insieme a Silvio Vitale, Piero Vassallo, Franco Cardini, Francesco Leoni, Pino Tosca, Massimo de Leonardis, Roberto de Mattei, Gabriele Fergola, Mario Spataro,  Angela Pellicciari, Massimo Viglione, Carlo Alberto Agnoli, Gianni Turco, Paolo Taufer, Domenico Del Nero, Giuseppe Borgioli, Gabriele Marzocco, Stefano Carusi, Guido Vignelli, Fulvio Izzo, Gigi Di Fiore, Pucci Cipriani, Gianandrea de Antonellis, Elena Bianchini Braglia, Domenico Rosa, don Bruno Lima… e, forse, anche la modesta persona del sottoscritto.

E anche quest’anno il Convegno di Civitella del Tronto non ha davvero deluso, nonostante i convegnisti siano giunti più numerosi di sempre nella Piazzaforte borbonica , impavesata di bandiere del Regno del Sud, con quasi un metro di neve senza luce e senza acqua… ma, come ha fatto ben rimarcare il M.R. don Mauro Tranquillo che ha seguito, in qualità di Cappellano dell’ANTI 89, i lavori del Convegno, celebrando la S. Messa e la Via Crucis di venerdì al “lume di candela”: “Questi piccoli sacrifici che voi state sopportando ci facciano partecipi di quelli  ben più grandi patiti dai Martiri della Tradizione che si immolarono sugli spalti di Civitella in difesa di Dio, della Patria, del Re, ovvero del Trono e dell’Altare… e ci facciano, soprattutto, partecipi delle sofferenze e del Sacrificio estremo di Nostro Signor Gesù Cristo immolatosi sulla croce per i nostri peccati, sofferenze che rievocheremo in questa suggestiva Via Crucis sotto la neve…”

Non a caso il Convegno di quest’anno è stato fatto nel ricordo di Mario Palmaro (5 giugno 1968 – 9 marzo 2014), nel primo anniversario della morte di un amico di tante battaglie che, come   è stato ricordato, fu: “…lo scrittore cattolico che, con Alessandro Gnocchi, ha osato per primo mettere pubblicamente nero su bianco perplessità e critiche sul pontificato bergogliano. Ma è stato anche lo studioso e il Maestro che ha mostrato come nel campo della bioetica sia possibile tenere una condotta cattolicamente ineccepibile al servizio della fede, della ragione e della legge naturale. Ed è stato, con Gnocchi, l’inventore di un genere letterario capace di mettere alla berlina i vizi, tic, errori e tradimenti di un cattolicesimo sempre più refrattario alla buona dottrina e arrendevole al mondo. E poi è stato anche molto altro ancora, a cominciare dal marito e dal padre capace di tradurre nella vita di tutti i giorni ciò che scriveva e insegnava. Fino alla morte, il momento in cui ha testimoniato come muore un cristiano”.

E poi, dopo la prolusione al Convegno del Direttore di “Controrivoluzione” Pucci Cipriani – che ha ribadito l’importanza di questi Incontri che, da quasi un trentennio, si susseguono presso la “Fedelissima”- i saluti di Don Mauro Tranquillo FSSPX, di Ascanio Ruschi, Presidente della Comunione Tradizionale e di Paolo Deotto, Direttore di Riscossa Cristiana, tutti di grande livello. Ha iniziato Massimo de Leonardis, con una magistrale “lezione” sull’attuale situazione dell’Ucraina e sul fondamentalismo islamico, poi Cristina Siccardi che ha dimostrato,  con la solita bravura, come “il tradimento del pensiero di San Pio X porti alla dissoluzione”; poi Alessandro Gnocchi, Carlo Manetti, Roberto de Mattei, Massimo Viglione, attraverso acute analisi storiche, hanno parlato della crisi della Chiesa, da come dalla ricerca del bene si sia passati al caos perseguito e di come l’avvicinamento ai lontani porti alla persecuzione feroce dei pochi cattolici rimasti, come insegna, non ultima, la vera e propria  “caccia alle streghe” in atto nei confronti dei Francescani dell’Immacolata, che era, forse, l’unico ordine rimasto fedele alla Chiesa.

Assai interessanti anche le due relazioni delle giuriste Patrizia Fermani ed Elisabetta Frezza, che hanno messo in evidenza la decadenza teologica e giuridica del passaggio dall’amore cristiano all’affettività, denunziando anche i recenti tradimenti dei così detti “normalizzatori”, veri e propri spregevoli Quisling di questo triste secolo. Anche Roberto Dal Bosco ha denunziato, con la sua relazione (“La catastrofe episcopale”), i tradimenti e le paure dei tanti vescovi che di fronte all’apostasia tacciono.

Un interessante intervento, in chiave revisionista, anche quello di Luciano Garibaldi sul terrorismo in Italia (1970 – 1980), mentre la relazione di Paolo Deotto (“La degenerazione politica nel dopoguerra in Italia”) sarà pubblicata, mi è stato detto, su Riscossa Cristiana di domani. Infine, i libri con un grande stand allestito dall’Editore Marco Solfanelli, che ha partecipato a tutti i lavori del Convegno, ha presentato le novità editoriali della sua Casa Editrice ed ha annunziato anche la prossima nuova edizione del periodico “Controrivoluzione”, che sarà diretto sempre da Pucci Cipriani.

Rodolfo de Mattei ha presentato il suo libro “Gender Diktat : origini e conseguenze di un’ideologia totalitaria”(Solfanelli), un vero e proprio manuale per chi voglia conoscere e combattere la “dittatura del gender”, che rappresenta una coerente espressione di quella dittatura del relativismo di cui spesso ha parlato Benedetto XVI.

Grande la mia gioia di “vecchio reduce” (novantadue primavere suonate) di Civitella – mi trasferii in Argentina nel 1976, come Docente all’Università di Buenos Aires – nel riabbracciare un mio giovane amico, il prof. Don Stefano Carusi, Superiore dell’Istituto San Gregorio Magno, venuto al Convegno con due suoi confratelli… lo stesso giovane che, allora, nel 2000, ancora studente universitario, mi invitò – durante uno dei miei frequenti ritorni in Italia –  a parlare all’Università di Camerino…

E questo mi fa pensare che l’incontro non sia stato dovuto solo al “caso” in quanto, poco prima – il 16 gennaio, in occasione di una funzione funebre – ho ritrovato l’altro caro amico, Manolo Perry, anche lui, all’epoca, studente presso l’Ateneo camerinense e Presidente del FUAN, ora valente avvocato montecatinese, la città dove risiedono i miei nipoti e , dulcis in fundo, l’Onorevole Fabrizio Di Stefano che, mi dicono Ascanio e Pucci, sia l’unico parlamentare di Destra sensibile ai valori eterni della Tradizione e amico, da sempre, dei Convegni che, molte volte, ha anche patrocinato.

Infine la processione, preceduta dal crocifero, e le bandiere degli Stati preunitari ancora cristiani (ai convegnisti si sono aggiunti, con la bandiera borbonica, i ragazzi di alcune scolaresche di Teramo) con la recita del S. Rosario, sulla piazzaforte, per rendere omaggio ai difensori dell’ultimo baluardo del Regno delle Due Sicilie, procedendo, in fila indiana, per uno scosceso sentiero scavato nella neve fino alla Chiesa di S. Jacopo, dove l’animatore dei prodi soldati monarchici, il francescano p. Leonardo Zili – poi fucilato dai lanzichenecchi tricolorati – celebrava presso quello stesso altare, la S. Messa in rito romano antico, la Messa di sempre e di tutti, celebrata, oggi, da don Mauro Tranquillo…

Vi assicuro che, preso da entusiasmo e commozione a un tempo, ho gridato anch’io, non pensando alle novantadue primavere, con Pucci Cipriani e gli altri presenti, per tre volte Viva Cristo Re ! Viva la Tradizione ! Viva Re Francesco !

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La cartolina commemorativa di Mario Palmaro (5 giugno 1968 – 9 marzo 2014). Il Convegno di quest’anno a Civitella si è tenuto nel ricordo di questo grande amico e grande testimone della Fede

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