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Vescovi americani hanno respinto il candidato di Bergoglio

vescovi americani hanno votato per l’arcivescovo Joseph Naumann preferendolo al cardinale Blase Cupich, che è considerato un uomo di Chiesa vicinissimo a Papa Bergoglio.

La commissione pro vita dell’episcopato americano non sarà guidata, quindi, dall’arcivescovo metropolita di Chicago: Cupich è stato creato cardinale da Francesco nel concistoro del 19 novembre 2016, successivamente alla nomina ad arcivescovo. Il Catholic Herald ha definito la scelta di Naumann come frutto di un “voto di sorpresa”. La particolarità della notizia sta anche nel fatto che l’organo istituzionale in questione è stato posto sotto la guida di un cardinale sin dagli anni 80′. Scegliere un arcivescovo per questo ruolo, quindi, rappresenta un’importante novità oltre che un possibile segnale al Papa. La votazione dell’episcopato americano assume, infatti, un valore di carattere politico: con questa scelta i vescovi americani sembrano aver disegnato un solco distanziante il loro approccio ai temi bioetici e quello di di Papa Francesco. Lo scarto tra i due candidati – ha riportato sempre il già citato magazine cattolico – è stato minimo: 92 preferenze per Naumann, 86 per Cupich.

“Il voto aveva attirato più attenzione di ogni altro nell’ assemblea generale dei vescovi – ha specificato il Catholic Herald- “Il cardinale Cupich è considerato un “vescovo di Papa Francesco” e ha posto l’aborto allo stesso livello di altre questioni sociali”. Blase Cupich, insomma, sarebbe finito al centro delle polemiche alimentate dai tradizionalisti, per aver equiparato la tematiche riguardanti la bioetica a quelle dell’immagrazione, del razzismo, della povertà e della disoccupazione. L’arceviscovo Naumann, invece, è il rappresentante di una visione per cui alla bioetica sarebbe necessario attribuire sempre una certa priorità pastorale rispetto gli altri argomenti affrontati dottrinalmente dalla Chiesa cattolica. Un voto, insomma, che ha contrapposto due modi diversi di intepretare le urgenze culturali del cattolicesimo.

Blase Cupich, peraltro, è un prelato noto per aver combattuto ferocemente la pedofilia nella Chiesa. Posto da Benedetto XVI a capo della diocesi di Spokane, ha guidato una causa contro lo studio legale che si era inizialmente occupato di rispondere legalmente alle accuse mosse contro la stessa diocesi americana. La sede suffraganea della di Seattle, infatti, era finita coinvolta in una lunga serie di accuse di abusi sessuali per cui la Chiesa americana aveva anche offerto alle vittime un rimborso di 48 milioni di dollari, ma prescindendo dall’impegno di Cupich contro la pedofilia, la scelta dei vescovi americani è ricaduta su un esponente maggiormente tradizionalista.

 

Francesco Boezi

Il Giornale