Scomunica per scisma di mons. Carlo Maria Viganò: il testo integrale del decreto penale e le motivazioni

Decreto
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Per completezza di informazione – dopo il decreto di citazione (QUI) ed il comunicato stampa del Dicastero per la Dottrina della fede (QUI) – pubblichiamo di seguito il decreto penale del 4 luglio 2024, prot. N. 194/2024, a carico di S.E.R. mons. Carlo Maria Viganò, Arcivescovo titolare di Ulpiana, nel processo penale extragiudiziale ex canone 1720 CICcoramDicastero per la Dottrina della fede.

Nuovamente precisiamo che «vien detto […] scisma, il rifiuto della sottomissione al Sommo Pontefice o della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti» (canone 751 c.d.c.).

Ricordiamo che, a norma del canone 1331 § 1 c.d.c., «allo scomunicato è proibito:

1º di celebrare il Sacrificio dell’Eucaristia e gli altri sacramenti;

2º di ricevere i sacramenti;

3º di amministrare i sacramentali e di celebrare le altre cerimonie di culto liturgico;

4º di avere alcuna parte attiva nelle celebrazioni sopra enumerate;

5º di esercitare uffici o incarichi o ministeri o funzioni ecclesiastici;

6º di porre atti di governo».

Inoltre, a norma del canone 1331 § 2 c.d.c., «il reo:

1º se vuole agire contro il disposto del § 1, nn. 1-4, deve essere allontanato o si deve interrompere l’azione liturgica, se non si opponga una causa grave;

2º pone invalidamente gli atti di governo, che a norma del § 1, n. 6, sono illeciti;

3º incorre nella proibizione di far uso dei privilegi a lui concessi in precedenza;

4º non acquisisce le retribuzioni possedute a titolo puramente ecclesiastico;

5º è inabile a conseguire uffici, incarichi, ministeri, funzioni, diritti, privilegi e titoli onorifici».

L.V.

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