Schneider: Chiesa e fede più forti delle eresie tedesche - Corrispondenza romana
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Schneider: Chiesa e fede più forti delle eresie tedesche

(Marco Tosatti, Stilum Curiae – 3 febbraio 2020) Cari amici  nemici di Stilum Curiae, su Kath.Net è apparso un interessante intervento del vescovo Athanasius Schneider, imperniato sul Cammino Sinodale tedesco, che è appena cominciato, e che già desta non poco allarme per le sue possibili derive. Qualcuno ha ipotizzato uno scisma di fatto della Chiesa tedesca da quella di Roma. Mons. Schneider non è di questa opinione, ma sottolinea comunque i pericoli di quella che il cardinale Rainer Maria Woelki ha definito un’assemblea protestante…Buona lettura. 

La chiesa universale e la fede cattolica sono più forti della “Via sinodale” della Germania – commento del vescovo Athanasius Schneider

La “Via sinodale” riguarda in definitiva il tentativo di confermare ufficialmente gli errori di fede, con la loro corrispondente pratica sacramentale e pastorale, che da decenni hanno disgregato spiritualmente la vita della Chiesa cattolica in Germania.

In realtà, questo tentativo è più un’eresia che uno scisma, per il momento. Eresia, secondo la legge canonica, significa “la negazione persistente di una verità da credere in virtù della fede divina e cattolica quando si riceve il battesimo, o un insistente dubbio su tale verità della fede” e lo scisma “il rifiuto di sottomettersi al Papa o alla comunità con i membri subordinati della Chiesa”(can. 751).

Nel caso dei vescovi tedeschi, sono ancora formalmente tutti soggetti al papa. Va notato, tuttavia, che non tutti i vescovi tedeschi sostengono il contenuto eretico della “Via sinodale”.

Per fortuna ci sono alcuni vescovi tedeschi, anche se sfortunatamente sono solo pochi, che ovviamente non accetteranno insegnamenti e pratiche eretiche. Il problema cruciale di questi tragici eventi è il fatto che papa Francesco, attraverso il suo silenzio, sembra tollerare quei vescovi tedeschi e, soprattutto, il cardinale Reinhard Marx, che sostengono dottrine e pratiche eretiche, come la benedizione delle coppie omosessuali, l’ammissione delle persone che vivono in adulterio alla Santa Comunione, l’appoggio positivo dato alla consacrazione sacramentale delle donne. La lettera che Papa Francesco scrisse alla Chiesa cattolica tedesca in merito alla “Via sinodale” era buona, ma non abbastanza concreta, e non stabiliva confini per garantire che la “Via sinodale” avesse un vero carattere cattolico, cioè, qualunque cosa fosse creduta da sempre, ovunque e da tutti i cattolici. Nell’adempiere al suo primo incarico come maestro supremo della fede cattolica, come supremo protettore dell’integrità della fede cattolica e come centro visibile di unità, papa Francesco dovrebbe necessariamente intervenire per richiamare tutti i partecipanti alla “Via sinodale” alla professione di quelle verità e della pratica sacramentale ecclesiastica universale richieste che sono messe in discussione dal programma strategico e ideologico della “Via sinodale”.

Il Papa ha un dovere pesante verso i “piccoli”, cioè di proteggere i credenti semplici e quei preti e vescovi in Germania che sono stati posti a margine, “in periferia”, e la cui voce viene lentamente soffocata dalla “nomenklatura” di una nuova casta non-credente e gnostica dei cosiddetti teologi “scientifici”, apparatchik ecclesiastici e di quei vescovi che si sono adattati alla dittatura ideologica dei mass media e della politica. Il Papa non può né essere silenzioso né passivo se, nel caso della “Via Sinodale”, osserva come i “lupi” saccheggiano il gregge e gli incendiari danno fuoco alla casa.

La “Via sinodale” che è iniziata ha già mostrato apertamente che esiste una divisione tra coloro che hanno ancora la fede cattolica e apostolica e quelli che rifiutano o mettono in discussione alcuni dei contenuti essenziali di questa fede. Potrebbe quindi essere una situazione molto realistica che sacerdoti e vescovi in altri paesi non possano restare in comunione ecclesiastica con quei vescovi tedeschi che manifestano insegnamenti eretici.

La confusione potrebbe poi essere aggravata ulteriormente dal fatto che questi vescovi eretici sarebbero ancora formalmente riconosciuti dal Papa. Tuttavia, ci sono stati, sebbene rari, precedenti nella storia della chiesa.

Uno dei precedenti più noti per una tale situazione fu la crisi ariana nel IV secolo, in cui l’episcopato cattolico fu essenzialmente diviso in tre gruppi. Prima c’erano i vescovi cattolici e ortodossi, che hanno chiaramente professato la completa fede tradizionale nella divinità di Gesù Cristo, ed erano la minoranza, con il Papa. Poi c’è stato il secondo gruppo che ha scelto formulazioni ambigue ed erano la maggioranza. Questi vescovi di solito si conformavano all’opinione prevalente del potere politico per correttezza politica.

Il terzo gruppo erano gli ariani radicali e non-credenti, ma erano anch’essi una minoranza. Il criterio e la garanzia di essere veramente cattolici era l’unità con la Sede Apostolica a Roma e con la tradizione immutabile e costante della fede cattolica. Se la “Via sinodale” in Germania approva la consacrazione sacramentale delle donne, la legittimità degli atti omosessuali, la benedizione delle coppie omosessuali, la legittimità degli atti eterosessuali al di fuori di un matrimonio valido, allora ci saranno sicuramente vescovi cattolici e anche molti sacerdoti e laici – e tali ci saranno certamente anche in Germania – che non accetteranno questo e che allora non potrebbero essere in piena comunione con quei vescovi che sostengono tali errori di fede.

Se il Papa non correggerà tali decisioni eretiche della “Via Sinodale”, acconsentirà di fatto ad esse attraverso il suo silenzio. Si presenterà quindi la bizzarra situazione che ci sarà un Papa che riconoscerà allo stesso tempo vescovi eretici e quei vescovi che mantengono ancora la vera fede cattolica.

La chiesa conobbe una situazione del genere già nel IV secolo quando Papa Liberio – anche se per un breve periodo – scomunicò Atanasio, il sostenitore della fede cattolica, e allo stesso tempo entrò in comunione con i vescovi semi-eretici d’Oriente, cioè i semi-ariani. Si può solo sperare e pregare che Dio ci salvi da una situazione così catastrofica ai nostri giorni.

Ma se ciò accadesse e il Papa non intervenisse con un chiaro impegno per la fede cattolica e la costante pratica sacramentale della Chiesa, allora la Chiesa cattolica in Germania avrebbe l’aspetto e la pratica della comunità anglicana o di una chiesa libera protestante, cioè un sistema religioso alla “McDonald” o di un ristorante à la carte. Anche se ciò accadrà – che Dio non voglia! – sarà solo per un tempo relativamente breve. Poiché la Chiesa cattolica è divina e la sua natura è chiarezza, immutabilità e fermezza di fede.

In effetti, fu costruita sulla roccia da Cristo stesso e quindi non può nemmeno essere superata da una “Via sinodale” eretica e scismatica in Germania, anche se questa “via” dovesse avere il tacito consenso del Papa.

Tutta la Chiesa cattolica è più forte e la fede cattolica è vittoriosa perché Maria, la madre della Chiesa, ha sconfitto tutte le eresie in tutto il mondo.

+ Athanasius Schneider, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Santa Maria ad Astana