Roberto de Mattei: Tradizione e Provocazione - Corrispondenza romana
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Roberto de Mattei: Tradizione e Provocazione

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(Leonardo Rizzo, Electomagazine – 5 giugno 2021) Roberto de Mattei, liberato ormai da qualche anno dai suo precedenti e prestigiosi impegni istituzionali (ricordiamo che è stato tra l’altro per otto anni vice-presidente del Consiglio nazionale delle ricerche e docente nelle Università di Cassino, Sapienza ed Europea di Roma), può adesso convogliare il suo dinamismo culturale e intellettuale nelle attività che lo hanno sempre visto molto prolifico e attivo: la scrittura e l’organizzazione. Si è pertanto dedicato in maniera esclusiva alla Fondazione Lepanto e alle Edizioni Fiducia, con le quali sono usciti di recente tre volumi ai quali se ne aggiunge un quarto uscito con Lindau.

Partiamo da quest’ultimo la biografia di Papa Pio V “storia di un papa santo”, alla quale giungono, riportati in quarta di copertina, gli endorsement di autorevoli quanto particolari rappresentanti del mondo ecclesiale e cattolico come monsignor Athanasius Schneider, il cardinale Raymond Leo Burke e Martin Mosenbach.

Michele Ghislieri, che ascese al soglio pontificio il 7 gennaio 1566 per appena sei anni, non è un riferimento casuale per de Mattei e per la sua Fondazione, poiché si tratta di un inquisitore domenicano che, come recita testualmente il libro, “combatté strenuamente i nemici della cristianità che minavano l’autorità papale da ogni lato, agendo in modo infaticabile per applicare con rigore i dettami della Chiesa stabiliti durante il Concilio di Trento”. In particolare, Pio V rimane nella storia per avere costituito la cosiddetta Lega Santa, cioè un’alleanza con la Spagna e la Repubblica di Venezia che consenti la vittoria nella battaglia di Lepanto del 1571, considerata un punto di svolta nella resistenza contro l’invasione ottomana che minacciava l’intera Europa in modo non simbolico e che anzi l’aveva già raggiunta.

La scelta di questo papa, dopo i due volumi che l’autore ha già dedicato a Pio IX e a Leone XIII, indica con chiarezza una linea di continuità nell’identificazione dei pontefici che hanno difeso l’integrità dottrinale cattolica con piglio particolarmente deciso. Linea che de Mattei nella stesura del testo sposa senza mezzi termini, coerentemente alla radicale, severissima critica che Lepanto muove contro l’attuale pontefice. Possiamo quindi parlare di un libro schierato in modo trasparente ma impeccabile dal punto di vista storiografico, su questo basta la poderosa mole di note e fonti riportate con rigore a piè di pagina ad attestare la serietà scientifica del lavoro.


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Se la biografia di Pio V rientra in una linea editoriale consueta per de Mattei e per il mondo cattolico cosiddetto tradizionalista, del quale è un uno dei principali riferimenti a livello nazionale e non solo, una considerazione analoga si può fare per la pubblicazione da parte delle Edizioni Fiducia di un saggio di Joseph de Maistre “sul principio generatore delle costituzioni politiche e delle altre istituzioni umane”. In questo caso de Mattei ha curato la traduzione, assieme ad Agostino Sanfratello, e l’introduzione. De Maistre è considerato uno dei maestri del pensiero controrivoluzionario cattolico, assieme a Plinio Correa de Oliveira e a Charles Maurras. Questo pensatore e politico savoiardo condusse una vita decisamente movimentata ed è appunto uno dei riferimenti principali del pensiero conservatore o reazionario che dir si voglia. In questo caso, per esempio, la tesi è che in modo inconfutabile il potere delle monarchie derivi da un diritto divino, quindi una tesi diametralmente opposta a quelle democratiche, illuministiche e quindi rivoluzionarie secondo le quali è il consenso popolare, il potere del popolo a eleggere quello di chi lo governa. Due ipotesi rispettivamente top down e bottom up che non possono trovare alcun punto di mediazione.

Decisamente più particolari e inconsueti, rispetto a questi a queste due pubblicazioni, che come detto si inseriscono in maniera lineare nella pubblicistica conservatrice, sono invece due agili volumetti usciti di recente per Fiducia, che potrebbero apparire eretici o quantomeno provocatori rispetto a tale linea. Il primo è davvero curioso: l’autore è coperto dalla dicitura di Anonymous, il titolo “Deus non irridetur” e il sottotitolo “Luther Blissett, l’agente Q e il coronavirus”, introducono il lettore a un testo che de Mattei – il quale si limita a poche righe di presentazione e di epilogo – dichiara essere giunto all’editore da parte di una fonte accertata ma che rimane segreta. Il libro illustra dall’interno, come si trattasse di una sorta di pentito di una cosca o di una cupola, la strategia culturale operata dagli antagonisti anche in relazione alla pandemia, alle elezioni presidenziali americane e ad altri fatti della cronaca recente come il G8 di Genova. Queste considerazioni sono poi intersecate con altre di carattere più culturale che illustrano le radici profonde dell’antagonismo: anche in questo caso si cita Pio V e comunque la lettura appare estremamente interessante ma, certamente, un po’ inconsueta per il lettorato di Fiducia.

Nel caso dell’ultima pubblicazione, poi, la provocazione culturale che de Mattei sembra voler lanciare al proprio mondo di appartenenza è ancora più esplicita. Il pamphlet è infatti firmato direttamente e s’intitola “Sulla liceità morale della vaccinazione, una risposta chiara ed esauriente a coloro che considerano la vaccinazione contro il covid-19 in sé illecita perché funzionale all’aborto”. Non ci addentriamo nella polemica in merito alla quale il volume interviene, poiché si tratta di una vicenda abbastanza interna al mondo cattolico tradizionale, ancorché di un certo interesse, ma colpisce in de Mattei (o, per meglio dire, colpisce chi non lo conosca davvero a fondo) l’essersi esposto, su un tema così controverso per i suoi amici, con una dichiarazione netta di favore alla vaccinazione. Va precisato che la pandemia ha provocato anche nel mondo cattolico tradizionale uno stato di confusione notevole e inevitabile, come quello che hanno vissuto tanti altri ambienti sociali e culturali.


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In conclusione si può dire che tutte queste letture rivestono un grande interesse per chi voglia avvicinarsi al mondo del cattolicesimo tradizionale, o quantomeno conoscerlo, in modo intellettualmente onesto. Senza pregiudizi e senza fideismo.