Riflessioni durante la Settimana Santa

Semana Santa – Horto das Oliveiras – Ravenna
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di Plinio Corrêa de Oliveira

La vera pietà deve impregnare l’intera anima umana e deve quindi risvegliare e stimolare l’emotività.

Ma la pietà non è solo emozione, nemmeno è principalmente emozione. La pietà sgorga dall’intelligenza seriamente formata da un accurato studio catechetico, da una esatta conoscenza della nostra Fede e, quindi, delle verità che devono reggere la nostra vita spirituale. La pietà risiede anche nella volontà. Dobbiamo volere seriamente quel bene che conosciamo. Ad esempio, non ci basta sapere che Dio è perfetto. Dobbiamo amare la perfezione di Dio e quindi dobbiamo desiderare per noi qualcosa di questa perfezione: questo è il desiderio della santità. “Desiderare” non significa solo provare vaghe e sterili velleità. Vogliamo seriamente qualcosa solo quando siamo disposti a fare tutti i sacrifici per ottenere quello che vogliamo. Così, vogliamo seriamente la nostra santificazione solo quando siamo disposti a fare tutti i sacrifici per raggiungere questa meta suprema. Senza questa disposizione, ogni “volere” non è che illusione e menzogna. Possiamo provare la massima tenerezza nel contemplare qualche verità o mistero della Religione; ma se non ne traiamo serie ed efficaci risoluzioni, questa nostra pietà non ci servirà a nulla. Questo vale specialmente per il periodo della Settimana Santa. Non serve a nulla il solo accompagnare con tenerezza i vari episodi della Passione; questo è eccellente, ma non sufficiente. In questi giorni, dobbiamo dare a Nostro Signore sincere prove della nostra devozione e del nostro amore. Queste prove, diamole facendo il proposito di emendare la nostra vita e di lottare con tutte le nostre forze per la Santa Chiesa Cattolica.

La Chiesa è il Corpo Mistico di Cristo. Quando Nostro Signore interpellò san Paolo sulla via per Damasco, gli chiese: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Saulo perseguitava la Chiesa. Nostro Signore gli diceva che stava perseguitando Lui stesso.

Se perseguitare la Chiesa equivale a perseguitare Gesù Cristo, e se anche oggi la Chiesa viene perseguitata, ancor oggi Cristo è perseguitato. In qualche modo, la Passione di Cristo si ripete nei nostri giorni.

Come viene perseguitata la Chiesa? Attentando ai suoi diritti o lavorando per allontanarne le anime. Ogni atto con cui si allontana un’anima dalla Chiesa è un atto di persecuzione a Cristo. Nella Chiesa, ogni anima è un membro vivo della Chiesa. Strappare un’anima dalla Chiesa è, in un certo senso, fare a Nostro Signore quanto ci farebbero strappandoci le pupille degli occhi.

Se dunque vogliamo dolerci della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, meditiamo pure quanto soffrì, ma non dimentichiamoci tutto quanto ancor oggi si fa per ferire il suo Cuore divino.

Tanto più che, durante la sua Passione, Nostro Signore previde tutto quello che sarebbe successo in futuro. Previde quindi tutti i peccati di tutte le epoche e anche i peccati dei nostri giorni. Egli previde i nostri peccati e per essi soffrì anticipatamente. Noi siamo stati presenti nell’Orto degli Ulivi come aguzzini e come tali seguimmo la Passione passo dopo passo, fino alla cima del Golgota.

Pentiamocene, dunque, e piangiamo.

La Chiesa sofferente, perseguitata, vilipesa, sta davanti ai nostri occhi indifferenti o crudeli. Essa sta davanti a noi, come Cristo davanti alla Veronica. Addoloriamoci per le sue sofferenze. Con la nostra tenerezza, consoliamo la Santa Chiesa per tutto quanto soffre. Possiamo star certi che, in questo modo, daremo a Cristo stesso una consolazione identica a quella che gli diede la Veronica.

Incredulità

Cominciamo dalla Fede.

Alcune verità riguardanti Dio e il nostro eterno destino, possiamo conoscerle mediante la semplice ragione. Altre le conosciamo perché è stato Dio a insegnarcele. Nella sua infinità bontà, Dio si è rivelato agli uomini nell’Antico e nel Nuovo Testamento, insegnandoci non solo ciò che la nostra ragione non potrebbe scoprire, ma anche molte verità che potremmo conoscere razionalmente, ma che, colpevolmente, di fatto l’umanità ormai non conosceva più.

La Virtù con la quale crediamo nella Rivelazione è la Fede. Nessuno può compiere un atto di Fede senza l’aiuto soprannaturale della Grazia divina. Questa Grazia, Dio la dà a tutte le creature e, con torrenziale abbondanza, ai membri della Chiesa Cattolica. Questa Grazia è la condizione della loro salvezza. Nessuno che respinga la Fede può ottenere l’eterna beatitudine. Mediante la Fede, lo Spirito Santo abita nei nostri cuori. Respingere la Fede è respingere lo Spirito Santo, è espellere Gesù Cristo dalla propria anima.

Vediamo ora, intorno a noi, quanti cattolici respingono la Fede. Erano stati battezzati, ma, nel corso del tempo, hanno perso la Fede. L’hanno persa colpevolmente, perché nessuno la perde senza colpa, anzi senza colpa mortale. Ed eccoli che, indifferenti od ostili, pensano, sentono e vivono come pagani. Sono nostri parenti, nostri prossimi, forse nostri amici! La loro sciagura è immensa. In loro, resta indelebile il segno del Battesimo. Sono marchiati per il Cielo, eppure camminano verso l’Inferno. Nella loro anima redenta è marchiata l’aspersione del Sangue di Cristo, nessuno la cancellerà. In un certo senso, è lo stesso Sangue di Cristo ch’esse profanano, quando in queste anime riscattate accolgono principi, massime, norme contrarie alla dottrina della Chiesa. Il cattolico apostata ha qualcosa del sacerdote apostata: trascina dietro di sé i resti della propria grandezza, li profana, li degrada e si degrada con essi; ma non li perde.

E noi? Ce ne importa qualcosa? Ne soffriamo? Preghiamo per la conversione di queste anime? Facciamo penitenze? Facciamo apostolato? Dove sta il nostro consiglio? Dove il nostro argomentare? Dove la nostra carità? Dove la nostra fiera ed energica difesa delle verità da loro negate od offese?

Il Sacro Cuore ne sanguina, sanguina per la loro apostasia e per la nostra indifferenza. Una indifferenza doppiamente censurabile, perché è rivolta verso il nostro prossimo e soprattutto verso il nostro Dio.

Cospirazione

Quante anime, nel mondo intero, vanno perdendo la Fede? Pensiamo all’innumerevole numero di giornali e trasmissioni empie, delle quali solitamente è pieno il mondo. Pensiamo agl’innumerevoli operai di Satana che, dalle cattedre, dai focolari domestici, dai luoghi di riunione o di divertimento, propagano idee empie. Chi potrebbe sostenere che tutto questo sforzo non produce nulla? Gli effetti di tutto questo ci stanno davanti. Ogni giorno le istituzioni, i costumi, le arti vanno scristianizzandosi, indizio innegabile che il mondo stesso va perdendosi rispetto a Dio.

In tutto questo, non ci sarà una grande congiura? Tutti questi sforzi, coordinati fra loro, uniformi nei metodi, negli obiettivi e negli sviluppi, saranno frutto di mere coincidenze? Dove e quando mai intuizioni disarticolate potrebbero produrre coordinatamente la più formidabile offensiva ideologica vista nella storia, la più completa, ordinata, estesa, ingegnosa, uniforme nella sua essenza, nei suoi fini, nel suo sviluppo?

A questo non pensiamo, anzi nemmeno lo percepiamo. Tutto il giorno dormiamo nella indolenza della nostra vita. Perché non siamo più vigilanti? La Chiesa soffre tutti i tormenti, ma rimane sola. Noi Le restiamo lontani, ben lontani. E’ la scena dell’Orto degli Ulivi che si ripete.

A dire il vero, la Chiesa non ebbe mai così tanti nemici e, paradossalmente, nemmeno così tanti “amici”. I nemici della Chiesa dicono che non fanno guerra a nessuna religione, tantomeno al Cattolicesimo. Tuttavia, dalla mattina alla sera, la vita di costoro non è altro che una cospirazione contro la Chiesa. Sebbene abbiano le labbra pronte per il bacio, nella loro mente hanno già deciso da tempo di sterminare la Chiesa di Dio.

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