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Requiem per gli stati uniti, che si sono ridotti a paladini della sodomia

usa(di Paolo Deotto su Riscossa Cristiana) Faccio parte di quella generazione che ha vissuto per decenni nel mondo suddiviso nei due “blocchi”. A Est, l’impero sovietico, l’immenso lager che stritolava metà Europa nella miseria, nella menzogna e nell’oppressione,  e che esportava nel mondo sovversione e disordine. A Ovest gli Stati Uniti, che difendevano la libertà, che vivevano nel benessere, che rappresentavano il bastione di difesa contro l’espansione del virus comunista.

A Est l’ateismo di Stato, le persecuzioni contro la Chiesa, a Ovest la libertà. A Est la miseria generalizzata, a Ovest il benessere alla portata di tutti.

Poi iniziarono ad accadere alcune cose e oggi siamo arrivati all’epilogo. Cadde il muro di Berlino e il castello di carte dell’impero comunista si disfò in poco tempo. Tutto il mondo libero ne esultò, e a ragione. Si alzò allora la voce – ricordate? – del Beato Giovanni Paolo II, e ammonì il mondo. Quel grande Pontefice ci ricordò che, se la caduta del comunismo era di certo un bene, ciò non voleva dire che l’impero del dollaro ci avrebbe dato la felicità. Aveva proprio ragione.

Oggi la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato il Defence Marriage Act (DOMA), la legge federale americana secondo cui il matrimonio è solo tra uomo e donna, spiegando come sia incostituzionale, in quanto viola il quinto emendamento sulla difesa delle libertà individuali. Da oggi quindi il matrimonio tra omosessuali diviene lecito su tutto il territorio degli USA, con la sola eccezione della California, la cui legislazione interna peraltro si scontrerà presto, con esiti prevedibili, con la sentenza valida per tutta l’Unione.

Immediata ed entusiasta la reazione dell’incosciente che guida il Grande Paese. Obama ha detto ai giudici della Corte Suprema di essere “orgoglioso” per quello che hanno fatto per la causa dell’uguaglianza. “Siamo tutti orgogliosi di voi. Con il vostro lavoro – ha detto il presidente – le cose hanno preso la strada giusta. Dovreste essere molto orgogliosi di quello che avete fatto oggi”.

“E’ un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra nazione”, si legge nel comunicato della conferenza episcopale americana firmato dal presidente, l’arcivescovo di New York Timothy Dolan.

Qui non interessa il fatto che le “nozze” tra invertiti saranno con ogni probabilità poche. Gli omosessuali intrattengono sempre rapporti volatili, né del resto può avere basi stabili, per la contraddizion che nol consente, un rapporto che in sé stesso è perverso.

La sciagura è costituita dal fatto che questa folle distorsione della realtà sia sancita a livello ufficiale, sia oltretutto dichiarata come una “vittoria della libertà”, mentre è un tuffo nel delirio. Quando un comportamento viene ufficializzato a livello normativo, entra inevitabilmente a far parte della “morale” di una Nazione.

Gli Stati Uniti sono la più grande potenza mondiale, hanno un poderoso esercito, hanno un ricco arsenale, convenzionale e atomico. Tutta questa potenza è in mano ormai a un gruppo dirigente moralmente corrotto. Oltretutto gli Stati Uniti restano per molti l’esempio per antonomasia e lo sono da tempo anche per la sinistra, obbligata ad adorare tutto ciò che viene da Obama, per il classico razzismo alla rovescia, per cui ciò che fa un negro è per definizione bello e buono. Tutto può accadere e, date le premesse, non accadrà nulla di buono.

Ma sarà bene che gli americani e soprattutto gli sciagurati che li guidano, riflettano su una elementare verità: non è possibile continuare a farsi beffa di Dio e delle Sue leggi e pensare che, prima o poi, non arrivi il conto. Esiste, e sempre esisterà, ciò che ci ricordavano i nostri genitori (e soprattutto i nostri nonni) e che oggi sembra che sia vietato nominare: il castigo di Dio. Oggi gli Stati Uniti, con la grande responsabilità che hanno davanti al mondo, hanno firmato una terribile cambiale.

Dobbiamo intensificare le nostre preghiere, che restano l’arma più poderosa che abbiamo. E dobbiamo continuare a gridare la nostra protesta assoluta e totale contro questa ondata di liquame che rischia di soffocare il mondo occidentale, e di lasciarlo facile preda di un mondo islamico che già profondamente ci disprezza, e che da oggi ha un motivo in più per farlo.

Preghiamo e continuiamo a proclamare la Verità. Non cadiamo nella trappola diabolica del “dialogo” con chi ha già dimostrato ampiamente le intenzioni distruttive della Società. Grazie al Cielo, non tutto il mondo cristiano è corrotto. A Est, decenni e decenni di comunismo non sono riusciti a cancellare le sane regole della vita, impresse dal Signore nel cuore di tutti gli uomini. Le recenti misure legislative prese in Russia, la difesa delle radici cristiane proclamata nella Costituzione ungherese, mostrano che la follia non ha ancora il dominio totale.

In Italia arriveremo presto al redde rationem. Stiamo pronti.

Preghiamo per un mondo che corre verso l’abisso, per gli Stati Uniti che oggi si sono firmati il certificato di morte. Preghiamo per avere la forza di continuare a proclamare la Verità che la Chiesa cattolica da sempre custodisce. E alziamo la voce, il più possibile, anche se tanti Pastori miti e timidi, stringendo in mano un santino di Don Abbondio, ci diranno di sussurrare e magari di tacere. Ricordiamoci che nessuna legge e nessun provvedimento di autorità può violare la legge di Dio.

È in gioco il destino della civiltà.