Perché difendere un Occidente decadente?

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di John Horvat

In seguito al crollo dell’ordine liberale del dopoguerra, sembra probabile uno scontro di proporzioni monumentali. Ciò potrebbe accadere se gli attuali punti critici in Ucraina, Israele, Corea del Nord e Taiwan si espandessero e coinvolgessero le grandi potenze e le loro sfere di influenza.

Pertanto, molti analisti inquadrano adeguatamente il coinvolgimento dell’America nei conflitti odierni come una difesa dell’Occidente. La posta in gioco è infatti alta, poiché ogni esplosione minaccia non solo le singole nazioni, ma lo stato attuale del mondo.

Difendere l’Occidente

Tuttavia, alcune correnti di pensiero non vedono la battaglia in questo modo. Mettono in dubbio il bisogno di difendere l’Occidente dato il suo attuale stato di decadenza e, in alcuni casi, potrebbero persino giungere a simpatizzare con gli ayatollah iraniani e con altri avversari dell’Occidente che vedono l’America come il “Grande Satana”, responsabile dei mali del mondo.

In effetti, le nazioni occidentali sembrano aver fatto molto per corrompere il mondo con le loro reti globalizzate, le mode immorali e le culture decadenti. Un establishment guidato da Davos promuove ovunque le agende woke ed ecologiche. Ci sono potenze antioccidentali come la Russia e la Cina che affermano di rappresentare culture che si oppongono a queste tendenze allarmanti.

Così, alcuni affermano erroneamente, che non bisogna difendere l’Occidente a causa della sua decadenza e ritengono che sia meglio ritirarsi nell’isolazionismo e lasciare che il sistema globalizzato, con le sue élite corrotte, cada a pezzi.

Siamo davanti a una Rivoluzione universale che riguarda tutti

Questo atteggiamento è sbagliato perché non considera tre punti principali che mettono in prospettiva questa grande lotta.

Il primo punto è che una crisi mondiale universale affligge tutto il mondo. Né l’Oriente né l’Occidente sono esenti dal suo dominio. Essa attacca, in misura diversa, tutti gli Stati, le culture e i sistemi.

Il pensatore e leader cattolico brasiliano  Plinio Corrêa de Oliveira ha chiamato questa crisi Rivoluzione” (con la “R” maiuscola), un processo storico iniziato con la Rivoluzione protestante e proseguito con le Rivoluzioni francese e comunista. Oggi si manifesta con la Rivoluzione culturale. Il suo obiettivo è estinguere ogni traccia di cristianesimo.

Questa crisi morale nel profondo dell’anima dell’uomo moderno è guidata da passioni disordinate di orgoglio e sensualità. È una rivolta contro Dio che colpisce tutti. Le reti globalizzate di oggi facilitano la sua diffusione in tutto il mondo e non lasciano nessuno indenne.

Sostenere che alcune regioni come la Russia, la Cina o l’Iran siano esenti dalla sua influenza è una pia illusione. Infatti, la piaga morale dell’aborto procurato, della pornografia e della promiscuità si trova in questi luoghi come ovunque. L’irreligione, l’egualitarismo e il nichilismo sono altrettanto dilaganti su entrambi i fronti di questi conflitti.

Pertanto, la lotta va vista in questo contesto in cui entrambe le parti sono infettate dallo stesso germe della detta Rivoluzione, anche se si manifesta in modo e tappe diversi.

La rivoluzione non è l’Occidente

In secondo luogo, la detta Rivoluzione non può essere equiparata all’Occidente. Anzi, il bersaglio principale della Rivoluzione è piuttosto la civiltà cristiana occidentale. La Rivoluzione, questo sì, si inserisce nelle strutture occidentali che hanno una influenza determinante nel mondo, come un tumore canceroso. I suoi germi ideologici contaminano e metastatizzano tutto il mondo.

Pertanto, la vera crisi è molto più interna a queste strutture occidentali che non uno scontro tra Oriente e Occidente. Ciò a cui il mondo sta assistendo è la distruzione causata dalle filosofie del XIX secolo, come il socialismo, il liberalismo e l’hegelismo, che hanno deteriorato le anime di tutte le nazioni, a Est e a Ovest. In questa tappa più recente, il nichilismo e le idee “woke” stanno prendendo di mira e distruggendo le narrazioni occidentali, le nozioni di identità e le strutture sociali ovunque si trovino.

La Rivoluzione istiga anche altre culture ad attaccare l’Occidente. Esse sono spinte non a distruggere la Rivoluzione (che sarebbe un’ottima cosa), ma la civiltà cristiana che un tempo l’Occidente rappresentava in modo così vivace.

Se si vuole che il mondo torni all’ordine, tutti devono attaccare il nemico comune, che è questa Rivoluzione morale. Per farlo, la vera lotta consiste nell’individuare e contrastare le manifestazioni più radicali della Rivoluzione che portano avanti il suo processo distruttivo.

Difendere l’Occidente o ciò che ne rimane

Per questo l’America deve difendere l’Occidente – o meglio, ciò che ne rimane. Finché l’Occidente come ideale esiste, minaccia questa Rivoluzione.

L’Occidente, come ideale, rappresenta quella famiglia di nazioni, soprattutto in Europa, che sono state influenzate dalla morale e dalle credenze cristiane. Il punto di unità dinamica dell’Occidente era la Cristianità sotto la guida della Chiesa cattolica. Queste nazioni si sono riunite intorno a Nostro Signore Gesù Cristo che, con il suo Vangelo, ha trasformato il mondo.

Questo stesso Occidente ha generato istituzioni cristiane, filosofie, arti, cultura e modi di essere che sopravvivono ancora incorporati nella vita quotidiana. L’attuale scopo della Rivoluzione è cercare di cancellare queste cose. Queste strutture sociali e culturali sono anche il bersaglio dell’ostilità russa, cinese e iraniana molto più della decadenza morale, giustamente condannata, che trova pure una grande opposizione da parte degli attivisti controrivoluzionari in Occidente.

Per questo motivo, le nazioni occidentali sono in condizioni migliori per combattere la Rivoluzione con i loro resti di civiltà cristiana rispetto ai Paesi antioccidentali che sopprimerebbero tutti questi resti insieme all’Occidente. Inoltre, come prima detto, l’Occidente trova ancora anime disposte a combattere per questi ideali, a opporsi alla Rivoluzione e a implorare l’aiuto della grazia di Dio.

L’alleanza tra il comunismo cinese, l’islam politico iraniano e la mistica filosofia di governo della “Quarta Teoria Politica” russa rappresenta un progresso nel processo rivoluzionario. Il suo oscuro ed enigmatico trionfo metterebbe in serio pericolo una risposta veramente controrivoluzionaria.

Ecco perché l’America deve difendere questo declinante ideale cristiano dell’Occidente, anche nel suo attuale stato di decadenza. L’Occidente rimane la grande piattaforma su cui una resistenza, con l’aiuto della grazia di Dio, può ancora essere risvegliata e alimentata.

Finché esiste qualche brace ardente di civiltà cristiana, una Contro-Rivoluzione può alimentarla fino a farla diventare un fuoco impetuoso, privando la Rivoluzione di tutte le condizioni per prevalere e assicurando così il ritorno all’ordine.

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