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La comunità gay di Padova vittima dell’epidemia di epatite A

(di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.itSi conferma in Italia l‘allarme epatite A per la comunità LGBT+. Dopo l’appello all’immediata vaccinazione per tutti i maschi omosessuali,emesso dall’Istituto Superiore della Sanità, l’allerta viene ora confermata e rilanciata dalla dottoressa Annamaria Cattelan, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive e tropicali dell’Azienda ospedaliera di Padova.

COMUNITA’ GAY DI PADOVA VITTIMA DI EPATITE A

Secondo la Cattelan la comunità gay padovana sarebbe infatti al centro di una vera e propria pandemia di epatite A che dall’inizio dell’anno ha già comportato 35 casi, con 24 ricoveri e 1 paziente colpito da una forma fulminante del virus salvatosi per miracolo.

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All’origine dell’epidemia, in corso in tutta Europa,  secondo lo stesso Istituto Superiore della Sanità, vi sarebbe il mega “Gay Pride” europeo, svoltasi ad Amsterdam dal 29 luglio a 6 agosto 2016, come ribadito anche da un recente articolo, pubblicato nella sezione “Scienze” del quotidiano online Today, dal titolo Epidemia di epatite A in Italia: “Europride ha ‘amplificato’ la diffusione del virus”, dove si legge:

A partire dal mese di agosto 2016, in Europa e nel nostro Paese, si è registrato un importante incremento dei casi di Epatite A, che da dicembre 2016 ha avuto un’ulteriore impennata. In Italia, nel periodo agosto 2016-febbraio 2017, sono stati notificati  583 casi, un numero di quasi 5 volte maggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente“.

Lo si legge nel rapporto che porta come prima autrice Maria Elena Tosti, del Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta. I dati sono ancora parziali e quindi gli esperti non escludono che i risultati possano essere suscettibili di “ulteriori incrementi”.

La denuncia dell’Istituto Superiore della Sanità viene dunque ora confermata dalla dottoressa Cattelan, che precisa come il virus abbia colpito esclusivamente i maschi che hanno rapporti sessuali con altri maschi, esortando anche lei quest’ultimi a sottoporsi al più presto alla vaccinazione contro l’epatite A:

«I 35 casi che abbiamo registrato da inizio anno sono tutti di pazienti maschi che si sono dichiarati omosessuali e tutti di Padova e dintorni. Il virus si è diffuso all’interno della comunità gay dove i rapporti sessuali sono promiscui, spesso fuori da coppie fisse. Queste persone sono state sottoposte a uno screening per tutte le altre malattie e infezioni trasmesse sessualmente e ne sono state riscontrate diverse. Abbiamo avuto anche un caso di epatite acuta fulminante che fortunatamente si è risolto. L’uso del profilattico va sempre raccomandato, tuttavia va detto che non è garante di protezione assoluta come una stretta e scrupolosa igiene. La Regione ha diramato una circolare in cui informa che per tutti i soggetti a rischio il vaccino contro l’epatite A viene somministrato gratuitamente. Il mio appello è di farlo».

La Cattelan sottolinea inoltre come il contagio del virus non sia limitato alla città di Padova, ma ben più esteso, sia in Italia che in altri paesi Europei, tutti vittime dell’Europride di Amsterdam dello scorso agosto, autentico focolaio ed epicentro di diffusione del virus:

«Ci sono diverse epidemie sia in Italia che in altri stati europei, soprattutto Spagna e Germania da quanto si è potuto ricostruire il contagio si sarebbe diffuso a partire dall’Europride di Amsterdam lo scorso agosto».

L’ITALIA IL PAESE PIU’ COLPITO

In particolare, l’Italia è tra i paesi più colpiti dal virus e, a far cadere più di un sospetto sul mega raduno gay di Amsterdam è stato il fatto che i quattro ceppi descritti in Europa non erano mai stati rilevati nel nostro paese prima dell’agosto 2016.

Secondo gli esperti, la partecipazione di circa mezzo milione di persone all’Europride di Amsterdam avrebbe infatti giocato un ruolo cruciale nella diffusione e amplificazione di micro-epidemie, già conclamate nelle comunità LGBT+ dei paesi europei più “avanti” nella “liberazione” omosessuale come Regno Unito, Olanda e Germania.  Da qui la rapida propagazione di tali ceppi agli altri paesi europei, Italia in primis.

EMERGENZA SANITARIA

Alla luce di ciò, è dunque allerta massima per l’altro grande appuntamento LGBT+ oramai alle porte, il Gay Pride mondiale, che si terrà a Madrid, tra il 23 giugno e il 2 luglio 2017 che, sempre secondo gli specialisti, “potrebbe rappresentare un rischio di ulteriore amplificazione se l’epidemia fosse ancora in corso nella comunità“.

Ancora una volta la realtà sbugiarda l’ideologia mettendo a nudo, con i fatti, le vere e concrete conseguenze del tanto celebrato stile di vita gay. (di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.it)