La Chiesa di Svezia adotta il Dio “gender neutral” - CR - Agenzia di informazione settimanale
Stampa la Notizia

La Chiesa di Svezia adotta il Dio “gender neutral”

(di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.it) La Chiesa Evangelica Luterana di Svezia, la principale religione professata nel paese che con i suoi circa 6 milioni di fedeli rappresenta la Chiesa luterana più numerosa al mondo, ha invitato i propri seguaci ad utilizzare un linguaggio neutro quando ci si riferisce a Dio.

Il suo primate, la sacerdotessa Antje Jackelén, intervistata dall’agenzia di stampa svedese TT, ha motivato la rivoluzionaria decisione sottolineando la necessità di adattarsi al nuovo verbo globale del gender per il quale rappresenterebbe una discriminazione, nei confronti delle donne, rivolgersi al “Signore” in termini unicamente maschili:

«Dal punto di vista teologico, ad esempio, sappiamo che Dio va ben oltre qualsiasi determinazione di genere. Dio va al di là del concetto di genere, Dio non è umano».

La risoluzione, presa giovedì 23 novembre nel corso di un lungo meeting di 8 giorni al quale hanno preso parte le massime autorità luterane, diventerà effettiva a partire dal prossimo 20 maggio 2018, in occasione nel giorno di Pentecoste. Da quella data la Chiesa svedese “bandirà” dunque la connotazione maschile e liturgie, preghiere, inni e canti si rivolgeranno ad un generico e politically correct Dio gender-free.

RELATIVISMO E LUTERO

La Chiesa luterana di Svezia, che nell’ottobre 2009 ha registrato il triste primato di essere la prima chiesa cristiana al mondo a riconoscere e celebrare ufficialmente i matrimoni tra persone dello stesso sesso, con la folle e ridicola decisione di adottare il linguaggio gender neutral all’interno delle proprie celebrazioni liturgiche, s’inchina dunque al “gender diktat” del mondo contemporaneo, sempre più inebetito dal pensiero unico relativista il cui germe originario è da ricercarsi proprio nella riforma protestante di 500 anni fa.

I principi luterani di una chiesa senza dogmi, del primato della coscienza e del primato della prassi sono infatti gli assunti teorici alle base del relativismo soggettivo e della società secolarizzata e nichilista di oggi che è, si può dire, figlia delle idee di Lutero. Il primato del pensiero sull’essere e della coscienza, intesa come percezione soggettiva, sulla realtà, costituiscono infatti il nocciolo ideologico della filosofia del gender e della rivendicazione di ogni presunto “diritto”, in nome dell’infinita e illimitata autodeterminazione individuale, al di là del bene e del male. (di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.it