Il vescovo Schneider lancia una Crociata internazionale per la riparazione eucaristica - Corrispondenza romana
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Il vescovo Schneider lancia una Crociata internazionale per la riparazione eucaristica

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(Aldo Maria Valli, Duc in Altum – 21 luglio 2020) Il vescovo Athanasius Schneider chiede al clero cattolico e ai laici di tutto il mondo di unirsi in una crociata di riparazione dei peccati contro Gesù nella Santa Eucaristia. La chiamata arriva quando casi di profanazione e sacrilegio contro il Santissimo Sacramento sono saliti alle stelle a causa delle risposte al coronavirus e dopo cinque decenni di quelli che il vescovo definisce abusi senza precedenti contro il Signore Eucaristico.

In una dichiarazione il vescovo Schneider, ausiliare di Astana, in Kazakistan, afferma che tale abuso include la pratica diffusa della “Comunione nella mano”, l’accoglienza dell’Eucaristia “da parte di coloro che non hanno ha ricevuto il sacramento della Penitenza per molti anni” e “l’ammissione alla Santa Comunione delle coppie che vivono in uno stato pubblico e oggettivo di adulterio”, ovvero i cattolici divorziati risposati.

“Nell’attuale cosiddetta emergenza pandemica Covid-19, gli orribili abusi del Santissimo Sacramento sono aumentati ancora di più”, aggiunge. “Molte diocesi di tutto il mondo hanno imposto la Comunione nella mano e in quei luoghi il clero, in modo spesso umiliante, nega ai fedeli la possibilità di ricevere il Signore in ginocchio e sulla lingua, dimostrando così un deplorevole clericalismo ed esibendo il comportamento di rigidi neo-pelagiani.

Nella sua dichiarazione, monsignor Schneider denuncia anche la pratica – decretata dal governo italiano in consultazione con la Conferenza episcopale italiana – di sacerdoti che indossano guanti usa e getta per distribuire l’ostia sacra. “L’adorabile Corpo eucaristico di Cristo è distribuito dal clero e ricevuto dai fedeli con guanti domestici o usa e getta. Il trattamento del Santissimo Sacramento con guanti adatti al trattamento della spazzatura è un indicibile abuso eucaristico”.


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Attingendo alla saggezza dei grandi santi eucaristici della Chiesa, nonché agli scritti di Papa Giovanni Paolo II sulla Santa Eucaristia, il vescovo Schneider spiega che Gesù “è colpito e toccato nel suo Sacro Cuore dagli abusi e dagli oltraggi contro la divina maestà e l’immensità del suo amore nel Santissimo Sacramento”. “Gesù Cristo continua in modo misterioso la sua Passione nel Getsemani attraverso i secoli nel mistero della sua Chiesa e anche nel mistero eucaristico”.

Il vescovo Schneider esorta pertanto i cattolici a imitare l’esempio dei bambini di Fatima e a “consolare Gesù nascosto”, cioè il Signore Eucaristico. “Nessun vero vescovo, prete o fedele laico cattolico può rimanere indifferente e semplicemente stare a guardare”, scrive. “Deve essere iniziata una crociata mondiale di riparazione e consolazione del Signore Eucaristico”.

Concretamente, il vescovo Schneider suggerisce che ogni cattolico “prometta di offrire mensilmente almeno un’ora intera di adorazione eucaristica, prima del Santissimo Sacramento nel tabernacolo o prima del Santissimo Sacramento esposto nell’ostensorio”. Ha anche composto una preghiera di riparazione che può essere offerta a Gesù nel Santissimo Sacramento.


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Ha inoltre affermato che sarebbe “pastoralmente urgente” e “spiritualmente fruttuoso” che la Chiesa istituisse una Giornata annuale di riparazione per i crimini contro la Santissima Eucaristia.

Monsignor Schneider ha spiegato l’iniziativa dicendo: “Penso che dovrebbe essere una crociata di riparazione aperta a tutti i cattolici del mondo, in particolare ai semplici cattolici, che sono disprezzati ed emarginati dal clero a causa del loro amore e riverenza per il Signore Eucaristico”.

In particolare, il vescovo ha invitato sacerdoti e seminaristi a partecipare e promuovere la crociata, aggiungendo che “farà appello in modo speciale anche alle monache di clausura”.


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“Dovrebbe essere una catena vivente, adorante ed espiatoria in tutto il mondo, nel maggior numero possibile di tabernacoli”.

Il vescovo Schneider, che ha dedicato un capitolo del libro Christus vincit ai santi angeli, ha concluso dicendo: “Dovremmo invitare i santi angeli ad accompagnarci in questa crociata”.

Di seguito è riportato il testo della dichiarazione del vescovo Atanasio Schneider e della preghiera di riparazione.

Diane Montagna

*

I peccati contro il Santissimo Sacramento e la necessità di una crociata di riparazione eucaristica

A cura del vescovo Athanasius Schneider

Nella storia della Chiesa non c’è mai stato un tempo in cui il sacramento dell’Eucaristia è stato abusato e oltraggiato in misura così allarmante e grave come negli ultimi cinquant’anni, soprattutto dall’introduzione ufficiale e dall’approvazione papale nel 1969 della pratica della Comunione nella mano. Questi abusi sono aggravati, inoltre, dalla pratica diffusa in molti paesi di fedeli che, non avendo ricevuto il sacramento della penitenza per molti anni, ricevono comunque regolarmente la Santa Comunione. L’apice degli abusi della Santa Eucaristia consiste nell’ammissione alla Santa Comunione delle coppie che vivono in uno stato pubblico e oggettivo di adulterio, violando in tal modo i loro indissolubili legami matrimoniali sacramentali validi, come nel caso dei cosiddetti “divorziati e risposati”, tale ammissione essendo in alcune regioni ufficialmente legalizzata da norme specifiche e, nel caso della regione di Buenos Aires in Argentina, persino approvate dal Papa. Oltre a questi abusi, viene praticata l’ammissione ufficiale alla Santa Comunione dei coniugi protestanti nei matrimoni misti, per esempio in alcune diocesi tedesche.

Dire che il Signore non sta soffrendo a causa degli oltraggi commessi contro di Lui nel sacramento della Santa Eucaristia può portare a minimizzare le grandi atrocità commesse. Alcuni dicono: Dio è offeso dall’abuso del Santissimo Sacramento, ma il Signore non soffre personalmente. Questa è, tuttavia, una visione teologicamente e spiritualmente troppo ristretta. Sebbene Cristo sia ora nel suo stato glorioso e quindi non sia più soggetto alla sofferenza in modo umano, è tuttavia colpito e toccato nel Suo Sacro Cuore dagli abusi e dagli oltraggi contro la Divina maestà e l’immensità del Suo Amore nel Santissimo Sacramento. Nostro Signore ha espresso ad alcuni santi le sue lamentele e il suo dolore per i sacrilegi e gli oltraggi con cui gli uomini lo offendono. Si può capire questa verità dalle parole del Signore pronunciate a Santa Margherita Maria Alacoque, referite da Papa Pio XI nell’enciclica Miserentissimus Redemptor:

Nel manifestarsi a Margherita Maria, Cristo, mentre insisteva sull’immensità del proprio amore, al tempo stesso, in atteggiamento addolorato, si lamentò dei tanti e tanto gravi oltraggi a sé fatti dall’ingratitudine degli uomini, con queste parole, che dovrebbero sempre essere colpite nel cuore delle anime buone né mai cancellarsi dalla memoria: “Ecco — disse — quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e li ha ricolmati di tutti i benefìci, ma in cambio del suo amore infinito, anziché trovare gratitudine, incontrò invece dimenticanza, indifferenza, oltraggi, e questi arrecatigli talora anche da anime a lui obbligate con il più stretto debito di speciale amore”.

Frère Michel de la Sainte Trinité ha dato una profonda spiegazione teologica del significato della “sofferenza” o “tristezza” di Dio a causa delle offese che i peccatori commettono contro di Lui:

Questa ‘sofferenza’, questa ‘tristezza’ del Padre celeste, o di Gesù dalla sua Ascensione, devono essere compresi in modo analogico. Non sono sofferti passivamente come per noi, ma al contrario liberamente voluti e scelti come la massima espressione della misericordia verso i peccatori chiamati alla conversione. Sono solo una manifestazione dell’amore di Dio per i peccatori, un amore che è sovranamente libero e gratuito e che non è irrevocabile” (Tutta la verità su Fatima, vol. I, pp. 1311-1312)

Questo significato spirituale analogico della “tristezza” o della “sofferenza” di Gesù nel mistero eucaristico è confermato dalle parole dell’Angelo nella sua apparizione nel 1916 ai bambini di Fatima e in particolare dalle parole e dall’esempio della vita di san Francisco Marto. I bambini sono stati invitati dall’Angelo a riparare le offese contro Gesù Eucaristico e a consolarlo, come possiamo leggere nelle Memorie di Suor Lucia:

Mentre eravamo li, ci apparve per la terza volta, tenendo in mano un calice e su di esso un’Ostia, dalla quale cadevano nel calice alcune gocce di sangue. Lasciando il calice e l’Ostia sospesi in aria, si prostrò per terra e ripeté per tre volte l’orazione: – Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo… Dopo, alzatosi, prese di nuovo in mano il calice e l’Ostia e diede a me l’Ostia, quel che c’era nel calice lo diede da bere a Giacinta e a Francesco, dicendo allo stesso tempo: – Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio” (Memorie di Suor Lucia. Volume I., Fatima 2007, p. 167)

Riferendo della terza apparizione del 13 luglio 1917, suor Lucia sottolineava come Francisco percepisse il mistero di Dio e la necessità di consolarlo a causa delle offese dei peccatori:

Ciò che più l’impressionava o assorbiva era Dio, la Santissima Trinità, in quella luce immensa che ci penetrava nell’intimo dell’anima. Poi diceva: – Noi stavamo ardendo in quella luce che è Dio, ma non ci bruciavamo! Come è Dio!!! Non si può dirlo! Questo sì che noi non lo potremo mai dire! Ma che pena che Lui sia così triste! Se io potessi consolarLo!” (Memorie di Suor Lucia, p. 143).

Suor Lucia ha scritto come Francisco abbia percepito la necessità di consolare Dio, che ha capito essere “triste” a causa dei peccati degli uomini:

Francesco, a te cosa piace di più: consolare il Signore, o convertire i peccatori, perché non (vadano) più anime all’inferno? – Mi piace di più consolare il Signore. Non hai notato come la Madonna anche nell’ultimo mese, diventò così triste quando disse di non offendere più il Signore Dio, che è già tanto offeso? Io vorrei consolare il Signore e poi convertire i peccatori, affinché non l’offendessero più” (Memorie di Suor Lucia, p. 152).

Nelle sue preghiere e nell’offerta delle sue sofferenze, san Francisco Marto ha dato priorità all’intenzione di “consolare Gesù nascosto”, cioè il Signore Eucaristico. Suor Lucia riferì queste parole di Francisco, che le disse: “ Quando esci da scuola va’ un po’ da Gesù nascosto, e poi torna da sola”. Quando Lucia chiese a Francisco delle sue sofferenze, rispose: “Si, ma soffro per consolare il Signore. Prima offro per consolare il Signore, la Madonna; e poi, offro per i peccatori e per il Santo Padre. io voglio piuttosto consolarLo” (Memorie di Suor Lucia, p. 153; 159).

Gesù Cristo continua in modo misterioso la sua Passione nel Getsemani attraverso i secoli nel mistero della sua Chiesa e anche nel mistero eucaristico, il mistero del suo immenso Amore. Nota è l’espressione di Blaise Pascal: “Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo. Non dobbiamo dormire durante quel periodo” (Pensées, n. 553). Il cardinale Karol Wojtyła ci ha lasciato una profonda riflessione sul mistero delle sofferenze di Cristo nel Getsemani, che in un certo senso continuano nella vita della Chiesa. Il cardinale Wojtyła ha anche parlato del dovere della Chiesa di consolare Cristo:

E ora la Chiesa cerca di recuperare quell’ora nel Getsemani – l’ora perduta da Pietro, Giacomo e Giovanni – in modo da compensare la mancanza di compagnia del Maestro che ha aumentato la sofferenza della sua anima. Il desiderio di recuperare quell’ora è diventato un vero bisogno di molti cuori, specialmente per coloro che vivono nel modo più completo possibile il mistero del cuore divino. Il Signore Gesù ci permette di incontrarlo in quell’ora e ci invita a condividere la preghiera del suo cuore. Di fronte a tutte le prove che l’uomo e la Chiesa devono affrontare, c’è un costante bisogno di tornare al Getsemani e intraprendere quella condivisione nella preghiera di Cristo nostro Signore” (Segno di contraddizione, capitolo 17, “La preghiera nel Getsemani”).

Gesù Cristo nel mistero eucaristico non è indifferente e insensibile al comportamento che gli uomini mostrano nei suoi confronti in questo Sacramento dell’Amore. Cristo è presente in questo Sacramento anche con la sua anima, che è ipostaticamente unita alla sua Divina Persona. Il teologo romano Antonio Piolanti ha presentato una valida spiegazione teologica a questo proposito. Anche se il corpo di Cristo nell’Eucaristia non può vedere né sentire sensibilmente ciò che accade o ciò che viene detto al luogo della sua presenza sacramentale, Cristo nell’Eucaristia “ascolta tutto e vede con una conoscenza superiore”. Piolanti cita quindi il cardinale Franzelin:

La beata umanità di Cristo… vede tutte le cose in virtù dell’abbondantissima scienza infusa dovuta al Redentore del genere umano, al giudice dei vivi e dei morti, al Primogenito di ogni creatura, al Centro di tutta la storia celeste e terrena. Tutti questi tesori della visione beatifica e della scienza infusa sono certamente nell’anima di Cristo, anche in quanto si trova nell’Eucaristia. Oltre a questi motivi, per un altro speciale titolo, proprio in quanto formalmente è nell’Eucaristia, per lo stesso scopo dell’istituzione del mistero, vede tutti i cuori degli uomini, tutti i pensieri ed affetti, tutte le virtù e tutti i peccati , tutte le necessità della Chiesa intera e dei singoli membri, le fatiche, le ansie, le persecuzioni, i trionfi, in una parola, tutta la vita interna ed esterna della Chiesa, sua sposa, nutrita con la sua carne e con il suo prezioso sangue. Quindi per un triplice titolo (se così si dire dire) Cristo nello stato sacramentale vede ed in un certo modo divino percepisce tutti i pensieri e gli affetti, il culto, gli ossequi e anche le ingiurie e i peccati di tutti gli uomini in genere, di tutti i suoi fedeli in specie e dei suoi sacerdoti in modo particolare; ossequi e peccati che direttamente si riferiscono a questo ineffabile mistero di amore.” (De Eucharistia, pagg. 199-200, citato in Il Mistero Eucaristico, Firenze 1953, pagg. 225-226).

Uno dei più grandi apostoli dell’Eucaristia dei tempi moderni, San Pietro Julian Eymard, ci ha lasciato le seguenti profonde riflessioni sugli affetti dell’amore sacrificale di Cristo nell’Eucaristia:

Istituendo il suo sacramento, Gesù perpetuò i sacrifici della sua passione. … Conosceva tutti i nuovi Giuda; Li contava tra i suoi, tra i suoi amati figli. Ma nulla di tutto ciò poteva fermarlo; Voleva che il suo amore andasse oltre l’ingratitudine e la malizia dell’uomo; Voleva andare oltre la malizia sacrilega dell’uomo. Conosceva in anticipo la tiepidezza dei suoi seguaci: conosceva la mia; Sapeva quale piccolo frutto avremmo raccolto dalla Santa Comunione. Ma voleva amare lo stesso, amare più di quanto fosse amato, più di quanto l’uomo potesse ricambiare. C’è niente altro? Ma non conta nulla che abbia adottato questo stato di morte quando ha la pienezza della vita, una vita glorificata e soprannaturale? Non è niente da trattare e considerare come un morto? In questo stato di morte Gesù è senza bellezza, movimento o difesa; È avvolto nelle Sacre Specie come in un sudario e deposto nel tabernacolo come in una tomba. Lui è lì, comunque; Vede tutto e sente tutto. Si sottomette a tutto come se fosse morto. Il suo amore getta un velo sul suo potere, la sua gloria, le sue mani, i suoi piedi, il suo bel viso e le sue labbra sacre; ha nascosto tutto. Gli è rimasto solo il suo cuore per amare noi e il suo stato di vittima per intercedere in nostro favore.  (La Presenza reale. Il Santissimo Sacramento non è amato!, III)

San Pietro Julian Eymard scrisse la seguente professione commovente e quasi mistica dell’amore eucaristico di Cristo, con un ardente appello alla riparazione eucaristica:

Il Cuore che ha sopportato le sofferenze con così grande amore è qui nel Santissimo Sacramento; non è morto, ma vive e agisce; non è insensibile, ci ama sempre più. Ma ahimè! se Gesù non può più soffrire, gli uomini danno prova verso di lui di una ingratitudine mostruosa! Sì, si vedono cristiani disprezzare Gesù nel Santissimo Sacramento, il Cuore che tanto li ha amati e si consuma d’amore per essi. Profittano, per fargli onta, del velo che lo nasconde! Lo insultano in sua presenza con le irriverenze esterne, con i pensieri, gli sguardi colpevoli. Come già l’empia soldataglia di Caifa, di Erode e di Pilato, abusava, per insultarlo, della sua bontà e pazienza inalterabile che tutto soffre in silenzio! Bestemmiano orrendamente contro il Dio dell’Eucaristia, perché sanno che il suo amore lo fa restare muto. Lo crocifiggono nella loro anima colpevole: lo ricevono, osando gettare quel divin Cuore nel loro putridume e consegnarlo al demonio che li domina. Gesù nella sua Passione non ha sofferto tante umiliazioni quante ne subisce nel suo Sacramento. La terra è per Lui un ignominioso Calvario. Nell’agonia cercava un consolatore; sulla croce chiedeva che si volesse condividere il suo dolore: ora è più che mai necessaria la riparazione onorevole, la riparazione al Cuore adorabile di Gesù! Circondiamo l’Eucaristia del nostro amore e delle nostre adorazioni. Al Cuore di Gesù vivente nel Santissimo Sacramento onore, lode, adorazione e regno per tutti i secoli dei secoli! (La presenza reale. Il Sacro Cuore di Gesù, III)

Nella sua ultima enciclica Ecclesia de Eucharistia papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato esortazioni luminose con le quali ha sottolineato la straordinaria santità del mistero eucaristico e il dovere dei fedeli di trattare questo sacramento con la massima riverenza e amore ardente. Di tutte le sue esortazioni, questa affermazione si distingue: “Non c’è pericolo di esagerare nella cura di questo Mistero, perché «in questo Sacramento si riassume tutto il mistero della nostra salvezza»” (san Tommaso d’Aquino, Summa Theologiae, III, q 83, a. 4c)” (n. 61).

Sarebbe una misura pastoralmente urgente e spiritualmente fruttuosa per la Chiesa stabilire in tutte le diocesi del mondo una “Giornata annuale di riparazione per i crimini contro la Santissima Eucaristia”. Una giornata simile potrebbe essere l’ottava della Festa del Corpus Domini. Lo Spirito Santo darà grazie speciali di rinnovamento alla Chiesa nei nostri giorni se e solo quando il Corpo eucaristico di Cristo sarà adorato con tutti gli onori divini, sarà amato, sarà trattato con cura e difeso come il Santo dei santi. San Tommaso d’Aquino dice nell’inno Sacris solemniis: “O Signore, visitaci nella misura in cui ti veneriamo in questo sacramento” (sic nos Tu visita, sicut Te colimus). E possiamo dire senza dubbio: O Signore, tu visiterai la tua Chiesa ai nostri giorni nella misura in cui la pratica moderna della Comunione nella mano sarà abbandonata e nella misura in cui ti offriamo atti di riparazione e amore.

Nell’attuale cosiddetta “emergenza pandemica Covid-19” gli orribili abusi del Santissimo Sacramento sono aumentati ancora di più. Molte diocesi hanno imposto la Comunione nella mano, e in quei luoghi il clero, in modo spesso umiliante, nega ai fedeli la possibilità di ricevere il Signore in ginocchio e sulla lingua, dimostrando così un deplorevole clericalismo ed esibendo il comportamento di rigidi neo-pelagiani. Inoltre, in alcuni luoghi l’adorabile Corpo eucaristico di Cristo è distribuito dal clero e ricevuto dai fedeli con guanti monouso. Il trattamento del Santissimo Sacramento con guanti adatti al trattamento dei rifiuti è un indicibile abuso eucaristico.

In considerazione degli orribili maltrattamenti subiti da nostro Signore Eucaristico – viene continuamente calpestato sotto i piedi a causa della Comunione nella mano, durante la quale quasi sempre piccoli frammenti dell’ostia cadono sul pavimento; viene trattato in modo minimalista, privato della sacralità, come un biscotto, o trattato come immondizia con l’uso di guanti monouso -, nessun vero vescovo cattolico, sacerdote o fedele laico può rimanere indifferente e stare semplicemente a guardare.

Deve essere iniziata una crociata mondiale di riparazione e consolazione del Signore Eucaristico. Come misura concreta da offrire al Signore Eucaristico atti urgentemente necessari di riparazione e consolazione, ogni cattolico potrebbe promettere di offrire mensilmente almeno un’ora intera di adorazione eucaristica, o davanti dal Santissimo Sacramento nel tabernacolo o davanti dal Santissimo Sacramento esposto nell’ostensorio. La Sacra Scrittura dice: “Laddove il peccato abbondava, la grazia abbondava di più” (Rm 5, 20) e possiamo aggiungere analogamente: “Dove abbondavano gli abusi eucaristici, gli atti di riparazione abbonderanno di più”.

Il giorno in cui in tutte le chiese del mondo cattolico i fedeli riceveranno il Signore Eucaristico, velato sotto le specie della piccola ostia sacra, con vera fede e cuore puro, nel gesto biblico dell’adorazione (proskinesis), ovvero inginocchiandosi e nell’atteggiamento di un bambino, aprendo la bocca e lasciandosi cibare da Cristo stesso in spirito di umiltà, senza dubbio l’autentica primavera spirituale della Chiesa si avvicinerà. La Chiesa crescerà nella purezza della fede cattolica, nello zelo missionario della salvezza delle anime e nella santità del clero e dei fedeli. Di fatto, il Signore visiterà la Sua Chiesa con le sue grazie nella misura in cui lo venereremo nel suo ineffabile sacramento dell’amore (sic nos Tu visita, sicut Te colimus).

Voglia Dio che attraverso la crociata eucaristica della riparazione aumenti il numero di adoratori, amanti, difensori e consolatori del Signore Eucaristico. Possano i due piccoli apostoli eucaristici del nostro tempo, san Francisco Marto e il prossimo beato Carlo Acutis (beatificazione il 10 ottobre 2020), e tutti i santi eucaristici, essere i protettori di questa crociata eucaristica. Perché, come ci ricorda san Pietro Julian Eymard, la verità irrevocabile è questa: “Un’età prospera o diminuisce in proporzione alla sua devozione all’Eucaristia. Questa è la misura della sua vita spirituale, della sua fede, carità e virtù”.

+ Athanasius Schneider , vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Maria Santissima ad Astana

* * *

Preghiera della Crociata di riparazione al Cuore eucaristico di Gesù

Mio Dio, credo, adoro, spero e ti amo! Chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano (3 volte).

O Divino Cuore Eucaristico di Gesù, guardaci prostrati con un cuore contrito e adorante davanti alla maestà del tuo amore redentore nel Santissimo Sacramento. Dichiariamo la nostra prontezza a espiare mediante espiazione volontaria, non solo le nostre offese personali, ma in particolare gli indicibili oltraggi, sacrilegi e indifferenze con le quali vieni offeso il Santissimo Sacramento del tuo divino amore in questo nostro tempo, specialmente attraverso la pratica della Comunione nella mano e la ricezione della Santa Comunione in uno stato di incredulità e peccato mortale.

Più l’incredulità attacca la tua Divinità e la tua Presenza Reale nell’Eucaristia, più crediamo in te e ti adoriamo, o Cuore eucaristico di Gesù, in cui abita tutta la pienezza della divinità!

Più i tuoi sacramenti sono oltraggiati, più fermamente crediamo in loro e più riverentemente vogliamo ricevere loro, o Cuore eucaristico di Gesù, fonte di vita e di santità!

Più il tuo Santissimo Sacramento viene denigrato e bestemmiato, più proclamiamo solennemente: “Mio Dio, credo, adoro, spero e ti amo! Chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano, O eucaristico Cuore di Gesù, degnissimo di ogni lode!”.

Più sei abbandonato e dimenticato nelle tue chiese, più vogliamo visitarti, tu che dimori tra noi nei tabernacoli delle nostre chiese, o Cuore eucaristico di Gesù, Casa di Dio e Porta del Cielo!

Più la celebrazione del Sacrificio eucaristico è privata della sua sacralità, più vogliamo sostenere una celebrazione riverente della Santa Messa, orientata esternamente e interiormente verso di te, o Cuore eucaristico di Gesù, Tabernacolo dell’Altissimo!

Più vieni ricevuto nella mano e in piedi, in un modo privo di un segno esteriore di umiltà e adorazione, più vogliamo riceverti in ginocchio e sulla lingua, con l´umiltà del pubblicano e la semplicità di un bambino, o Cuore eucaristico di Gesù, di maestà infinita!

Più vieni ricevuto nella Santa Comunione da cuori impuri nello stato di peccato mortale, più vogliamo fare atti di contrizione e purificare il nostro cuore con una frequente ricezione del Sacramento della Penitenza, O Cuore eucaristico di Gesù, pace e riconciliazione nostra!

Più l’inferno lavora per la perdizione delle anime, più il nostro zelo possa per la loro salvezza bruciare dal fuoco del tuo amore, o Cuore eucaristico di Gesù, salvezza di chi spera in te!

Più la diversità delle religioni viene dichiarata come volontà positiva di Dio e come un diritto basato sulla natura umana, e più cresce il relativismo dottrinale, più confessiamo intrepidamente che tu sei l’unico Salvatore dell’umanità e l’unica via per Dio Padre, o Cuore eucaristico di Gesù, re e centro di tutti i cuori!

Più le autorità della Chiesa continuano a non pentirsi dell’esposizione di idoli pagani nelle chiese e persino a Roma, più confesseremo la verità: “Quale accordo ha il tempio di Dio con gli idoli?” (2 Cor.6: 16), più condanneremo con te “l’abominio della desolazione, stando nel luogo santo” (Matt. 24:15), o Cuore eucaristico di Gesù, Tempio santo di Dio!

Più i tuoi santi comandamenti vengono dimenticati e trasgrediti, più vogliamo osservarli con l’aiuto della tua grazia, o Cuore eucaristico di Gesù, abisso di ogni virtù!

Più sensualità, egoismo e orgoglio regnano tra gli uomini, più vogliamo dedicare la nostra vita a te nello spirito di sacrificio e auto-abnegazione, o Cuore eucaristico di Gesù, saturato di obbrobri!

Più violentemente le porte dell’inferno si infrangono contro la tua Chiesa e la roccia di Pietro a Roma, più crediamo nell’indistruttibilità della tua Chiesa, o Cuore eucaristico di Gesù, fonte di ogni consolazione, che non abbandona la tua Chiesa e la roccia di Pietro anche nelle tempeste più violente!

Più persone si separano l’una dall’altra per odio, violenza ed egoismo, più intimamente noi come membri dell’unica famiglia di Dio nella Chiesa vogliamo amarci l’un l’altro in te, o Cuore eucaristico di Gesù, colmo di bontà e di amore!

O Divino Cuore Eucaristico di Gesù, donaci la tua grazia, affinché possiamo essere fedeli e umili adoratori, amanti, difensori e consolatori del tuo Cuore eucaristico in questa vita, e ricevere le glorie del tuo amore nella beata visione per tutta l’eternità. Amen.

Mio Dio, credo, adoro, spero e ti amo! Chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non ti amano (3 volte).

Nostra Signora del Santissimo Sacramento, prega per noi!

San Tommaso d’Aquino, san Pietro Julian Eymard, San Francisco Marto, san Padre Pio e tutti i santi eucaristici, pregate per noi!

Scritto dal vescovo Athanasius Schneider per la Crociata di riparazione eucaristica