Il Vaticano blocca il sito che accusa il Papa di "sette eresie" - CR - Agenzia di informazione settimanaleCR – Agenzia di informazione settimanale
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Il Vaticano blocca il sito che accusa il Papa di “sette eresie”

Lo riporta l’Ansa, secondo cui la pagina web che contiene il testo della petizione non sarebbe raggiungibile dai computer che si trovano all’interno delle mura vaticane.

“L’accesso alla pagina web che state cercando di visitare è stato bloccato in accordo alle politiche di sicurezza istituzionali”, sarebbe l’avviso comparso sui pc di chi, all’interno della Santa Sede ha tentato di accedere al sito della “correzione”, scrive l’agenzia di stampa. Al momento, quindi, nessuno all’interno del Vaticano potrebbe connettersi al sito www.correctiofilialis.org.

Nella lettera decine di sacerdoti e laici hanno invitato il Papa a correggere sette posizioni “sostenute” nell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia e “mediante altre parole, atti e omissioni ad essa collegate”, bollate dagli estensori del documento come “eretiche”. Le presunte posizioni non in linea con il magistero cattolico riguardano, secondo i firmatari, “il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti”. E Papa Francesco, si legge nella Correctio Filialis, avrebbe “causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica”.

Il principale oggetto del contendere, in sintesi, sarebbero le affermazioni contenute nell’Amoris Laetitia riguardo l’accesso alla comunione per i divorziati e risposati che convivono more uxorio. Le stesse che erano state oggetto dei cinque “dubia” presentati al Papa dai cardinali Carlo Caffarra, Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Joachim Meisner. Attraverso queste asserzioni, si legge nel riassunto del documento, il Papa avrebbe permesso “direttamente o indirettamente”, “che si credesse che l’obbedienza alla Legge di Dio possa essere impossibile o indesiderabile e che la Chiesa talvolta dovrebbe accettare l’adulterio in quanto compatibile con l’essere cattolici praticanti”.

Non solo, nel testo i firmatari attribuiscono l’attuale crisi in corso nella Chiesa al “modernismo“, che teologicamente “sostiene che Dio non ha consegnato verità definite alla Chiesa”, e “all’apparente influenza delle idee di Martin Lutero su Papa Francesco”, in particolare su ” matrimonio, divorzio, perdono e legge divina”.

La “correzione filiale” arriva da decine di appartenenti all’universo tradizionalista. Tra questi, spiccano alcuni nomi celebri come quello dell’ex presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, del superiore della Fraternità San Pio X, il lefebvriano Bernard Fellay, di monsignor Antonio Livi, illustre teologo, dello storico e vice presidente del CNR, Roberto De Mattei e del presidente dell’Associazione Avvocati Cattolici Americani, Christopher Ferrara.

Nessun porporato però ha scelto di apporre la sua firma in calce al documento, anche se, in passato, il cardinale Burke aveva ipotizzato la possibilità di presentare una “correzione formale” a Papa Francesco, qualora il Santo Padre non avesse risposto ai “dubia” sull’Amoris Laetitia.

Lo scopo della correzione, tuttavia, ha spiegato ieri Gotti Tedeschi a La Stampa, non è quello di “dare dell’eretico al Papa”, ma di salvaguardare il “bene della Chiesa” e del Papa stesso.

 

Alessandra Benignetti

Il Giornale