Il parroco di Gallignano celebra Messa davanti ai fedeli: arrivano i carabinieri, ma lui va avanti lo stesso

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(Chiesa e post concilio – 20 aprile 2020) Una Messa travagliata quella celebrata questa mattina nella chiesa di San Pietro Apostolo dal parroco don Lino Viola a Gallignano, frazione di Soncino. Pochi fedeli, una quindicina soltanto, ma comunque troppi per le regole stringenti che hanno imposto il divieto alle celebrazioni religiose e ad ogni altra forma di assembramento. Invece stamattina la messa è iniziata, ma appena è girata la voce in paese, è scattato il controllo dei carabinieri. Inutile però il tentativo di far cessare la celebrazione: don Lino ha continuato, e i militari hanno chiamato il sindaco al telefono, confidando in un suo intervento persuasivo. Ma, come mostra il breve video registrato da uno dei presenti, don Lino non è arretrato.

La sanzione arriverà quasi sicuramente: circa 270 euro per ciascuno dei presenti, stando alle norme in vigore. Il video registrato da uno dei fedeli e pubblicato su Facebook, nel pomeriggio ha suscitato opposte reazioni, molte delle quali in solidarietà del parroco.

Don Lino Viola:«Il decreto ministeriale non proibisce le celebrazioni, basta che non ci sia affollamento. Eravamo in quattordici, distanziati, con mascherine e guanti: otto tra cantori, lettori e collaboratori e sei fedeli: due famiglie e un’altra signora, tutti che hanno avuto dei lutti nei giorni scorsi. Celebravo la messa anche in ricordo dei loro cari – ha spiegato al Corriere della Sera – Se arriverà una multa? La parrocchia la pagherà».
Ma  si tratta di uno scempio del culto sacro dovuto a Dio di cui i fedeli devono chieder conto sia ai vescovi che al governo. E ora la Diocesi prende le distanze (QED)

 

Caso analogo a Piacenza

“Non pagate le multe, non abbiate paura di venire a messa. Quello a cui ci hanno messo di fronte è anticostituzionale, è qualcosa di oppressivo”. Così don Pietro Cesena, parroco della chiesa dei Santi Angeli Custodi di Piacenza, nel quartiere di Borgotrebbia, si è rivolto a diversi fedeli che erano presenti all’interno della chiesa durante la funzione domenicale. Messa che non doveva essere celebrata a porte aperte per le norme anti-coronavirus.

Al termine della celebrazione è arrivata la polizia. Agenti in borghese della questura di Piacenza hanno raccolto elementi che serviranno per successivi accertamenti. Al momento, comunque nessun provvedimento è stato ancora adottato, né nei confronti del sacerdote, né verso i cittadini che erano presenti a messa (rispettando le distanze di sicurezza interpersonali) nonostante le disposizioni che le funzioni religiose vengano celebrate a porte chiuse. È intervenuto il vescovo con una lettera ribadendo le disposizioni prese d’intesa con le autorità governative e vaticane. Lo scempio continua.

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