Il cardinale Pell suona l’allarme contro il sinodo dell’Amazzonia. La sua lettera dal carcere - Corrispondenza romana
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Il cardinale Pell suona l’allarme contro il sinodo dell’Amazzonia. La sua lettera dal carcere

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(Sandro Magister, L’Espresso – 13 agosto 2019) Dalla sua cella d’isolamento nella Melbourne Assessment Prison il cardinale George Pell ha scritto ad alcuni amici di essere vivamente preoccupato per l’imminente sinodo dell’Amazzonia.

La sua lettera è riprodotta integralmente più sotto. Pell dice di apprezzare le critiche rivolte all’”Instrumentum laboris” – il documento base del sinodo – dal cardinale Gerhard Müller. E di suo semplicemente lancia un appello alla Chiesa perché non permetta che “una confusione, e tanto meno un insegnamento contrario, danneggi la Tradizione Apostolica”.

Ma è bastato questo per aggiungere il cardinale australiano alla lista dei porporati che si sono pronunciati apertamente contro l’”Instrumentum laboris”, assieme a Müller e a Walter Brandmüller.

Papa Francesco non ha finora degnato di un cenno queste critiche.


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Della lettera di Pell si sono prontamente occupate, invece, le autorità carcerarie, per accertare se il prigioniero non abbia violato il divieto di accedere ai social media.

In realtà la lettera, che porta la data del 1 agosto, è entrata nei giorni successivi nel circuito on line ad opera di coloro che l’hanno ricevuta.

A darne notizia su larga scala è poi stata Catholic News Agency con un primo servizio del 9 agosto e poi, il 12 agosto, con la pubblicazione integrale del testo.


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Il cardinale Pell è in attesa della sentenza sul suo ricorso in appello contro la condanna.

Il processo d’appello si è celebrato lo scorso giugno e ha messo ancor più in evidenza la fragilità delle accuse. La sentenza è attesa da un giorno all’altro.

Ecco dunque la lettera del cardinale.


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Melbourne Assessment Prison
1 agosto 2019

Cara Kathy e cari fratelli e sorelle in Cristo del gruppo di “Sostegno del Cardinale Pell”,

Prima di tutto, lasciate che vi ringrazi per le vostre preghiere e i messaggi di sostegno. Questi portano immensa consolazione, umanamente e spiritualmente.

Una parola di spiegazione. Ho ricevuto tra 1500 e 2000 lettere e a tutte sarà data risposta. Finora ho risposto solo alle lettere dei miei compagni di prigionia (a quasi tutti quelli che mi hanno scritto) e ad alcune altre in casi speciali. La vostra gentilezza non è dimenticata e sarà sempre ricordata con affetto.

La mia fede nel nostro Signore, come la vostra, è una fonte di forza. La consapevolezza che la mia piccola sofferenza può essere usata per buoni scopi attraverso l’unione alla sofferenza di Gesù mi dà uno scopo e una direzione. Le sfide e i problemi nella vita della Chiesa devono essere affrontati con un simile spirito di fede.

Dobbiamo sempre ricordare che la Chiesa è una, non solo nel senso che le buone famiglie stanno unite indipendentemente dalle loro differenze, ma perché la Chiesa di Cristo ha fondamento nella Chiesa cattolica, che costituisce il Corpo di Cristo. Un antico detto insegna che deve esserci unità nell’essenziale – l’essenziale di Gesù –, mentre può esserci diversità nelle cose non essenziali. Ma ovunque e in ogni cosa dobbiamo avere carità.

Concordo sul fatto che abbiamo motivo di essere messi a disagio dall’”Instrumentum laboris” del Sinodo amazzonico. Questo non è il primo documento di bassa qualità prodotto dalla segreteria del sinodo. Il cardinale G. Müller, già prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ha scritto un’eccellente critica. Non sono un esperto della regione, ma sono stato a Iquitos, nel Perù amazzonico, dove un sacerdote di Sydney, padre John Anderson, dirige una parrocchia esemplare per pietà, attività pastorale e ortodossia. Come nel Rio delle Amazzoni, molta acqua deve ancora scorrere prima del sinodo.

Un punto è fondamentale. La Tradizione Apostolica, gli insegnamenti di Gesù e degli apostoli, tratti dal Nuovo Testamento e insegnati dal magistero di papi e concili, è dottrinalmente l’unico criterio per tutti gli insegnamenti sulla dottrina e sulla pratica. Amazzonia o non Amazzonia, in ogni luogo della terra la Chiesa non può permettere che una confusione, e tanto meno un insegnamento contrario, danneggi la Tradizione Apostolica.

Lo Spirito continua ad essere con la Chiesa. Voi avete tutto il diritto di far sentire le vostre voci, ragionevolmente e con carità. Non dobbiamo stare ad aspettare il peggio.

Vostro nel Signore,
Vostro fratello riconoscente,

+ George Card. Pell