Alcune domande

Mons_Vigano_Carlo-Maria-2
Print Friendly, PDF & Email

di Luciano Pranzetti

Abbiamo letto, su vari siti, e molto attentamente, la sintesi della dichiarazione che mons. Viganò ha rilasciato sulla crisi Russia/Ucraina (6 marzo 2022) con la quale definisce, e conferma, il conflitto russo/ucraino una “guerra giusta”.

Con il presente intervento intendiamo confrontarci, con serena ma ferma convinzione, con la tesi esposta dal monsignore, laddove le nostre opinioni non concordano con le sue. Intanto ci si permetta una breve osservazione pertinente alla personalità del monsignore così come ci viene da scrivere.

Partito da una “giusta causa” (agosto 2018) – la denuncia contro la pedofilìa ecclesiastica – il vescovo Viganò si è, via via, interessato ad una pluralità di temi – ecologici, sanitari, politici, economici – affermando una di lui vocazione laica e, naturalmente, sbiadendo quella spirituale (Le cose di lassù – Col. 3, 2) che dovrebbe distinguere un sacerdote, uomo di Dio, da un fervido “defensor populi”.
Noi, rispettosi dell’altrui dignità e della inviolabile libertà di scelta, nel manifestare la nostra personale opinione, non ci permettiamo, tuttavìa, di vietare a chicchessìa, tanto meno a un vescovo, di prendere posizione pro/contro determinate questioni, liberi, peraltro, di entrare in un dialettico esame.

Ciò premesso, allo scopo di diradare sospetti di una qual che sia nostra aprioristica avversione alla persona e al suo pensiero, scendiamo nella discussione.

1 – L’Espansione della NATO.
In questo capitolo, mons. Viganò fa l’elenco degli Stati Europei su cui, dopo la caduta del muro berlinese, gli USA hanno esteso la propria sfera di influenza: Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria (1999), Estonia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Slovacchia, Bulgaria e Romania (2004), Albania e Croazia (2009), Montenegro (2017) e Macedonia del Nord (2020). Conclusione: Putin non avrebbe avuto possibilità di accesso al Mar Nero, pertanto ha dovuto reagire con legittima “guerra difensiva e, dunque, guerra giusta”.

Domanda:
a) non crede che, le molte nazioni del Nord-Est Europa che gemevano sotto il tallone sovietico – altro che influenza! – si sentano più libere ora che allora?
b) l’Austria, la Svizzera, la Repubblica Ceca, la Mongolia e tutti gli Stati interni continentali di questo mondo, non avendo un accesso al mare, sarebbero in diritto, secondo il suo parere, di fare “guerre difensive, giuste”?
Tanto per precisare: la Russia di Putin ha tutto il fronte marino artico a disposizione per cui la tirata di sponda di monsignore è fuori di logica.

2 – La rivoluzione colorata in Ucraina e l’indipendenza di Crimea, Donetsk e Lugansk.
Nel 2014 queste tre zone dichiararono l’indipendenza “in nome dell’autodeterminazione dei popoli” con l’annettersi alla Federazione Russa.

Domanda: se il principio di autodeterminazione dei popoli vale per le tre zone citate, perché non dovrebbe valere anche per Polonia, Repubbliche Baltiche, Romania e le altre di c. s. per le quali scegliersi un “ombrello protettivo militare” è legittimo esercizio di autodeterminazione?

3 – Mons. Viganò fa il catalogo delle guerre gestite e condotte dalla NATO: Jugoslavia (1991), Kosovo (1999), Afghanistan (2003) Libia e Siria (2011) chiedendosi perché nessuno abbia sollevato obiezione alcuna.

Domanda: la guerra, divampata in Jugoslavia (1991-1995), fu l’effetto delle tensioni nazionaliste all’indomani della morte di Tito e la Serbia di Milosevič non fu quella che dette il via alla “pulizia etnica” con ciò facendo scattare l’intervento degli eserciti alleati NATO? O, secondo, la visione etica di monsignore, bisognava lasciar fare?
E che dire della guerra nel Kosovo (1998-1999)? Anche questo conflitto, uno dei tanti scoppiato nella guerra dei Balcani è da addebitare alla aggressività NATO?
Cecenia (2000): la prova di Putin con le atrocità che, oggi, semina in Ucraina. Anche questa, un’intrusione NATO?
Afghanistan (2003): non è forse, questo conflitto, l’eredità del precedente condotto dalla Russia?
Georgia (2008), Crimea (2014), Siria (2015), sono guerre della Nato o, non la smania di dominio di un Putin che non si arresta nemmeno davanti alla santità della sofferenza?
Parliamo dell’ospedale pediatrico di Mariupol, distrutto dall’aviazione russa, con la morte di numerosi bambini e donne partorienti. Per questo crimine, che si aggiunge ad altri simili – Cecenia 1999, Aleppo (Siria) 2011 – noi siamo del parere, giusta proposta di un nostro carissimo sodale, di mutare l’antonomastico appellativo con cui si indica la Russia, e cioè: “Orso russo” con la seguente in cui, sostituendo la s con la c, si ottiene “Orco russo” e non tanto per ironia quanto per verità. Perché? Non è tale, un orco, chi bombarda scuole e ospedali?

4 – Il presidente Volodymyr Oleksandrovyč Zelensky
Non si comprende come la guerra, scatenata da Putin, sia stata provocata dall’ideologìa LGBTQ. Noi, pur dichiarandoci contrari a siffatta sigla, non riusciamo a collegarla a un quale che sia conflitto. E non comprendiamo come osi, monsignore, a definire la guerra attuale, anteponendo un “dunque” – ergo – a sigillo della sua dichiarazione, “non solo giusta o difensiva, ma metafisica e spirituale” coinvolgendo Sant’Agostino che “parlerebbe della lotta tra la Città di Dio contro quella di Satana”. Espressioni di inaudita temerarietà se soltanto si pensi di assimilare la Chiesa Ortodossa Russa eretica, alla Chiesa Cattolica, vera città di Dio.
Niente di strano, peraltro, visto che Papa Bergoglio ha canonizzato Lutero e gli idoli amazzonici nella augusta Basilica di San Pietro in Roma.
Zelensky, ex attore, è stato eletto con il 73% delle preferenze. E’ accusato di non aver fatto partecipare alle elezioni, i rappresentanti del Donbass. Ma perché, Putin non si è comportato ugualmente, facendo arrestare i dissidenti? L’ex colonnello del KGB, conosce la tecnica della “disinformatzja” e sa come agire in queste circostanze, riuscendo a farsi connotare – ci vien da dire – come il paolino Katèchon, l’ostacolo che blocca l’avanzata del male sino al sacrificio di sé.

Abbiamo, giorni or sono, inoltrato alla Presidenza della CEI una lettera in cui chiedevamo – e lo chiediamo tuttora – l’attuazione del comando divino, trasmesso a Fatima nel 1917, con cui il Signore Iddio, tramite Sua Madre, la B. V. Maria, ordinava al Papa la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Lei.

DOMANDA
Per quale ragione, monsignore, la Madonna ha fatto il nome della Russia e non – che so – USA, Germania, Cina, Giappone? Risponda, per favore.

Iscriviti a CR

Iscriviti per ricevere tutte le notizie

Ti invieremo la nostra newsletter settimanale completamente GRATUITA.