Gotti Tedeschi: ripensiamo al messaggio di Fatima, in questi giorni - Corrispondenza romana
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Gotti Tedeschi: ripensiamo al messaggio di Fatima, in questi giorni

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(Marco Tosatti, Stilum Curiae – 25 marzo 2020) Carissimi Stilumcuriali, il prof. Ettore Gotti Tedeschi ci ha fatto partecipi di una sua riflessione che troviamo particolarmente preziosa, e tutta da meditare, in questi tempi così strani e tempestosi che stiamo vivendo. Una riflessione centrata sul messaggio lanciato all’umanità, e ai cristiani, e ai cattolici in particolare. Una riflessione che cade nel momento in cui i vescovi della Spagna e del Portogallo hanno deciso di consacrare i loro Paesi alla Vergine. Perché non imitare il loro esempio? Perché i vescovi italiani non potrebbero agire nello stesso modo? Diverse persone mi hanno scritto o chiamato per esprimere questo suggerimento. Vi offro qui a mo’ di esempio una delle lettere:

“Carissimi,cento anni fa, il 24 marzo 1920, la Madonna di Loreto veniva proclamata da papa Benedetto XV patrona di chi viaggia in aereo e per questo, come sapete, è stato indetto per quest’anno un giubileo lauretano, purtroppo menomato dall’emergenza che stiamo vivendo. 

Tra le iniziative giubilari, il viaggio nei vari aeroporti italiani e del mondo di un’immagine della Vergine lauretana: iniziativa che è stata interrotta a causa del covid-19. Qualche giorno fa è girata sul web la falsa notizia che l’aviazione italiana si sarebbe adoperata per far volare sull’Italia la Madonna così da impetrare la fine della pandemia. 

 
  1. Ebbene, perché non lanciare un appello al vescovo di Loreto e all’aviazione italiana in tal senso? Se non ora… quando?
  2. E perché non chiedere ai vescovi italiani di rinnovare la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria? Basterebbe riprendere il testo del 1959 leggermente riadattato. E si potrebbe fare avendo per centro propulsore proprio la Santa Casa di Loreto. Certo, l’ideale sarebbe farlo domani, festa dell’Annunciazione e dell’Incarnazione. Ma ogni momento è buono. Ancora una volta: se non ora… quando???”.

Ecco, ci sembra che entrambe le proposte siano ottime. In calce ne troverete una che mi è giunta ieri  E se qualche associazione cattolica le volesse formalizzare in un appello, Stilum Curiae sarebbe felice di rilanciarlo. Ma leggiamo che cosa scrive Ettore Gotti Tedeschi.


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Premetto che troverei surreale che un cattolico non credesse alla Madonna, Immacolata e Corredentrice. Conseguentemente mi sorprenderebbe che un cattolico mettesse in dubbio un messaggio profetico, riconosciuta da sempre dalla Chiesa, quale quello di Fatima. Tutti i papi dal 1917 vi hanno creduto e tre papi sono andati a Fatima ( Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ), le profezie si sono avverate. Eppure il messaggio di Fatima del 1917 più che ignorato o dimenticato, mi pare persino veramente negato. Quando invece andrebbe oggi ripensato, se crediamo sia giusto cogliere questo momento per confortare e convertire.

Nelle Sacre Scritture vien dato un avvertimento chiaro, se un popolo non vuole intendere le profezie, non si pente e non si converte, non ottiene misericordia da Dio. Ci sono più episodi in proposito nell’Antico Testamento, dove c’è però anche l’esempio di Ninive, dove tutta la popolazione ( Re incluso) pur essendo malvagia quanto Sodoma, credette al profeta Giona, si pentì, fece penitenza e si salvò. Nel Nuovo Testamento Gesù Cristo stesso porta il pentimento ed il perdono di Ninive come esempio ai farisei che non gli credevano.

Nel XX secolo, noi abbiamo avuto ben più di un profeta come Giona ad avvisarci. A Fatima nel 1917 la Madonna stessa avvertì che se l’umanità non avesse cambiato vita e non si fosse convertita, la crisi già in corso si sarebbe aggravata. Nella II° parte del segreto svelato dalla veggente Lucia, Maria annunciò castighi che avrebbero toccato la società temporale, ma sarebbero stati evitati se gli uomini si fossero convertiti, si fosse sconfitto l’ateismo e consacrato il mondo al Suo cuore immacolato. In pratica Maria avvertì che la crisi morale avrebbe provocato crisi materiali. Questo avvertimento non fu recepito e non fu attuato come la Madonna aveva chiesto ( come notò persino Benedetto XVI ). Anzi il messaggio dei vertici della Chiesa è stato persino ribaltato negli ultimi nostri anni, lasciando intendere che è la miseria materiale ( e non più il peccato) a provocare la miseria morale. L’intellettuale cattolico Paul Claudel,negli anni ‘50) si definì turbato dal fatto che nonostante Fatima i sacerdoti non parlassero più dell’inferno. Il “Timor di Dio “, principio di sapienza, era perduto già allora; oggi mi pare persino deriso o considerato “bestemmia”.


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E’ bene ricordare, prima di accennare ai nostri ultimi tempi, quale fu il contesto morale che precedette il 1917. Poiché ben tre Papi, coscienti di ciò che stava accadendo, se ne occuparono. Pio IX con il Sillabo, Leone XIII con l’Humanum Genus, Pio X con la Pascendi. Si stava preparando la nascita del cosiddetto “modernismo” che debuttò a fine ‘800,primi ‘900. Il “modernismo “ fu un movimento filosofico che creò la crisi delle certezze illuministiche e generò la “morte di Dio” (secondo Nietzsche). Da questo derivò immancabilmente il modernismo teologico (influenzato da agnosticismo, immanentismo, evoluzionismo) che pur condannato come eretico da parte di Pio X, riuscì a mettere tutta la dottrina cattolica in discussione, dalla Rivelazione ai Dogmi, ai Sacramenti, ecc. scivolando progressivamente verso una teologia sempre più protestante, secolarizzata e concorrendo a suscitare i drammi di un mondo senza Dio e senza pace ( si era in piena I° guerra mondiale ). Da qui l’apparizione ed il messaggio di Fatima.

Straordinariamente interessante potrebbe essere ripercorrere i tempi successivi, dal 1917 ad oggi, anche perché l’umanità non ha solo vissuto la rivoluzione russa profetizzata a Fatima, ma anche la pandemia di influenza “spagnola” del 1918, la II° guerra mondiale, i 40 anni di guerra fredda, il Concilio Vaticano II, la nascita del Nuovo Ordine Mondiale e con esso l’avvio di un processo di globalizzazione che prescindeva da ogni legge naturale e che ha generato gli sconvolgimenti e le crisi in corso : sociali, economiche, politiche e soprattutto morali. Inascoltati ancora una volta furono i Papi, da Paolo VI a Giovanni Paolo II a Benedetto XVI, che avendo ben inteso Fatima, cercarono di consapevolizzare una umanità, che ha scisso la libertà dalla responsabilità, che si compiaceva ormai di illusioni e utopie economico-scientifiche, sociali, politiche e appunto soprattutto morali. Non voglio commentare, con queste considerazioni, il momento di afflizione attuale, propongo solo di rileggere, considerare ed attuare, ancora oggi, i messaggi di Fatima, se vogliamo (evangelicamente ) compiere lo stesso cammino e (avere la stessa fine) che fecero gli abitanti di Ninive: convertìti, perdonati e salvati.

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S. E. Rev.ma Card. Angelo De Donatis, Vicarius Urbis, Sua E. Rev.ma Card. Gualtiero Bassetti, Presidente CEI

in questi momenti di angoscia, di sofferenza e di dolore, il nostro grido sale verso il Cielo. Noi guardiamo trepidanti verso la Nostra cara Madre Celeste, la Mediatrice di tutte le grazie. La nostra fede ci dice che Ella, la Regina del Cielo e della terra, non ha mai tradito o disatteso le richieste dei suoi figli.

Con questa convinzione noi tutti chiediamo a Voi Cardinali, Apostoli di Cristo, a tutti i Vescovi della Chiesa in Italia, di consacrare l’Italia al Cuore Immacolato di Maria, unendovi ai Vescovi portoghesi e spagnoli che il 25 marzo consacreranno le loro nazioni e i loro popoli alla nostra Madre Celeste.

Siamo certi che le Sue Eminenze Reverendissime sapranno accogliere il grido di noi fedeli.

In Cristo e Maria,