Gender diktat: lo Stato del North Carolina punito e sotto ricatto - Corrispondenza romana
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Gender diktat: lo Stato del North Carolina punito e sotto ricatto

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(di Rodolfo de Mattei su Osservatorio Gender)  Negli Stati Uniti vige oramai una vera e propria “dittatura del gender” che impedisce agli Stati di legiferare in difesa della famiglia naturale e contro le assurde disposizioni anti-discriminazione. Dopo lo Stato della Georgia, costretto a ritirare prontamente il suo “Free Exercise Protection Act” di fronte alle minacce dei big del cinema Disney e Marvel, tocca ora allo Stato del North Carolina essere messo sotto ricatto dalle lobby LGBT e dai potentati economici per aver osato emanare una disposizione di legge che regolamenta l’accesso ai bagni pubblici secondo il proprio sesso biologico. Una norma che, in altri tempi, sarebbe apparsa comica e surreale che si limita a ricordare e a ribadire che al bagno i maschi vanno con i maschi e le femmine con le femmine. 

La legge, cosiddetta “House Bill 2”, approvata lo scorso 23 marzo attraverso il normale iter democratico, ha infatti provocato la puntuale reazione di moltissime aziende, tra cui colossi come Facebook, IBM, American Airlines, Google e Apple, che sono insorti, sottoscrivendo unappello pubblico al Governatore repubblicano del North Carolina Pat McCrory per chiedere l’immediata abrogazione della legge in quanto nociva e discriminatoria nei confronti  dei loro impiegati e del loro business.

Pat McCrory

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Nelle intenzioni del Governatore McCrory, alla base dell’adozione di tale provvedimento vi era stata semplicemente la volontà di uscire da un’insostenibile situazione di anarchia e caos in materia di utilizzo di “bagni pubblici”. Una clima divenuto ingestibile, che un mese fa aveva visto Charlotte, la più grande città dello Stato, emanare un’ordinanza per la quale, in nome della non-discriminazione, oltre a prevedere una serie di protezioni fondate sull’orientamento sessuale, l’espressione e l’identità di genere, era stata introdotta la possibilità per le persone transgender di utilizzare le toilette pubbliche non in base al reale sesso biologico, ma al “percepito” sesso psicologico.

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David Schulm


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Ora dalle parole si passa però ai fatti. Dopo la National Basketball Association (NBA), che ha già fatto sapere di aver escluso a priori la città di Charlotte come candidata per lo svolgimento dell’All Star Game 2017,a prendere una dura e forte posizione è il colosso del pagamenti on-line PayPal, il quale ha annunciato in un comunicato stampa di aver rinunciato ad un investimento da ben 3,6 milioni di dollari nel North Carolina, che prevedeva l’apertura di diversi centri operativi con la creazione di oltre 400 posti di lavoro.

Una punizione esemplare che il CEO David Schulman ha commentato così:

“La decisione riflette i valori più profondi di PayPal e la forte convinzione che ogni persona abbia il diritto ad essere trattato in modo egualitario, con dignità e con rispetto. Questi principi di giustizia, inclusione e uguaglianza sono alla base di quello che cerchiamo di raggiungere. Mentre cercheremo una localizzazione alternativa per i nostri investimenti, rimarremo in stretto contatto con la comunità LGBT del North Carolina per combattere questa legge discriminatoria”.


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Il North Carolina, ricattato sul piano economico dai principali player privati del mercato statunitense ed internazionale, si trova messo con le spalle al muro anche da parte dell’Amministrazione Obama, principale deus ex-machina del processo di omosessualizzazione degli Stati Uniti che ha, a sua volta, minacciato il governatore Pat McCrory di interrompere l’elargizione dei fondi federali se non dovesse ritirare entro breve tempo tale norma. Ma su questo non vi è da stupirsi visto che la Casa Bianca ha dato l’esempio e indicato la strada, esattamente un anno fa, inaugurando l’8 aprile 2015 un “all-gender restroom presso l’Eisenhower Executive Office Building.

Il minaccioso e ricattatorio appello delle più importanti aziende internazionali e la solerte ritorsione di Pay-Pal contro il North Carolina, mostrano ancora una volta il metodo totalitario e intolleranteadottato nei confronti di chi si azzarda a dissentire dal diktat etico globale. Questa sì, una vera e inaccettabile discriminazione da denunciare e combattere con forza ! (di Rodolfo de Mattei suOsservatorio Gender)