Fra teatro e Fede: si prova nella torre del Barbarossa

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a-teatro-sacro-007(di Marzio Dolfi su reportpistoia.it) SERRAVALLE – I personaggi non sono né in cerca di autore, né di regista. Tutto è pronto, compreso il soggetto. E domani, venerdì sera questa idea di teatro avrà anche un palcoscenico: quello del Castello di Castruccio a Serravalle.

Ma andiamo con ordine. Tutto è cominciato da una idea di Linda Manfredini. Alle spalle una solida esperienza di regia, sviluppata soprattutto in Inghilterra e un sogno nel cassetto: quello di provare che “può ancora esistere un teatro cattolico”. Attorno a questa scommessa è nato un bando, sono stati selezionati 4 attori e si è cominciata una sperimentazione.

Le prove sono in corso da un po’ di tempo e hanno trovato a Serravalle il loro palcoscenico naturale. Niente sipari. Niente luci. Niente scenografie. Lo sfondo per mettersi in gioco lo ha offerto il paese. E venerdì le prove diventano rappresentazione, mantenendo però lo spirito di partenza: quello di una sperimentazione e della verifica di un’ idea.

I protagonisti di questa insolita sceneggiatura sono Jacopo Costantini, Costanza D’Ardia, Francesco Sgro e Gabriella Zeno. Tutti giovanissimi attori, ma con alle spalle una storia da professionisti. Arrivano infatti da diverse Accademie di arte drammatica ed hanno partecipato già a varie produzioni in diverse zone. Le loro storie infatti portano con sé esperienze eterogenee e arrivano da città e scuole sparse per l’Italia. “E’ un’ottima occasione per mettermi in gioco – dice Jacopo – riunendo in un unico progetto due parti della mia vita, la Fede e la professionalità”. Gli altri sono d’accordo con lui. E Linda Manfredini vede prendere corpo la sua idea di teatro: “a noi – dice – non basta trattare temi cattolici, vorremmo di più… vivere il teatro da cattolici, ecco, formando una compagnia di cattolici praticanti che ripercorrano le origini sacre del teatro, esplorando il cattolicesimo in tutti i suoi misteri”.

Anche i testi non mancano per far viaggiare questa sperimentazione: si parte da Calderon de la Barca (sceneggiato da Edith Teresa Liccioli) o da vecchie storie. Una fra tutte, tratta da una vicenda vera: quella di una cittadina tedesca (Munster) che fra il 1500 e il 1600 finisce nelle mani di un predicatore che cambia regole e strutture morali, rendendo obbligatoria la poligamia. La storia è quella di una giovane coppia che si ribella, sfida questo conformismo rovesciato e viene chiusa in una torre: ecco l’incontro con Serravalle con le prove fatte dentro la torre del Barbarossa, nel chiuso di segrete, intime, suggestioni.

La compagnia è fatta. Manca solo lo sponsor per arrivare a una produzione e far decollare questa sorta di nuove sacre rappresentazioni.

Venerdì, dalle 21, in collaborazione con la Pro Loco, nel castello di Castruccio un assaggio, una “prova in corso”, un’occasione per assistere ad una contaminazione di generi e di stili e a una performance di buoni attori.

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