Convegno 23 ottobre 2021: salute, malati, salvezza anime

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Sabato mattina 23 ottobre a Roma (hotel Massimo d’Azeglio, via Cavour 18) si svolgerà un convegno su “Salute dei malati e salvezza delle anime” promosso da ‘Voice of the Family’ con la collaborazione di ‘Famiglia Domani’. Parleranno il cardinale olandese Eijk, lo storico Roberto de Mattei, il teologo padre Serafino Lanzetta. E l’inglese John Smeaton, conosciuto combattente pro-vita e famiglia. Lo abbiamo ampiamente intervistato sulle ragioni dell’appuntamento romano.

L’argomento è certo d’attualità nel mondo cattolico, specie quello che definiamo per comodità e un po’ semplicisticamente ‘conservatore’, dove ha dato e dà luogo a un dibattito molto aspro: come comportarsi di fronte alle strategie poste in essere in gran parte del mondo con l’obiettivo dichiarato di contenere la diffusione del Covid-19? E anche: come conciliare “salute dei malati e salvezza delle anime”, quale il ruolo di “Chiesa e società in un periodo buio della nostra storia”?

Un Convegno in materia si svolgerà sabato 23 ottobre dalle 9.30 alle 13.15, a Roma, Hotel Massimo d’Azeglio, via Cavour 18, promosso da Voice of the family con la collaborazione dell’Associazione Famiglia domani.

 Dopo il benvenuto di John Smeaton (cofondatore di Voice of the family, da mezzo secolo in prima linea in difesa di vita e famiglia), il cardinale Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht e di formazione medica, parlerà di “Questioni etiche sui vaccini Covid-19” (un tema molto ‘caldo’ nell’area dei cattolici conservatori). Seguirà la relazione dello storico Roberto de Mattei (presidente della Fondazione Lepanto) su “La Chiesa e le epidemie”. Spazio per domande e risposte, poi il teologo padre Serafino Lanzetta offrirà alcune considerazioni a proposito di “Vita spirituale durante la pandemia” e ancora John Smeaton affronterà un tema oggi a dir poco delicato: “L’autorità dell’insegnamento di Cristo in questo momento di confusione all’interno del movimento per la vita”. Altro spazio per domande e risposte, poi la conclusione della giornalista Maria Madise. La sera (20.00-21.00) possibilità dell’adorazione eucaristica presso la chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini.

Il Convegno – tanto complesso quanto attuale negli argomenti trattati – si prospetta di indubbio interesse. Ne spiega ragioni, contenuti e obiettivi John Smeaton nell’ampia intervista che segue.

INTERVISTA A JOHN SMEATON: RAGIONI E OBIETTIVI DEL CONVEGNO

Prima di tutto evidenziamo il titolo del Convegno del 23 ottobre: “Salute dei malati e salvezza delle anime – Chiesa e società in un periodo buio della nostra storia”. Signor Smeaton, per quali motivi Voice of the Family ha promosso un convegno su tali tematiche?

Nel corso della sua storia, la Chiesa si è presa cura della salute del corpo e dell’anima dei suoi figli come una buona madre. Molte persone faticano a capire come lo stia facendo oggi, mentre il caos sembra regnare nel mondo e anche all’interno delle strutture ecclesiali. Vogliamo esaminare le verità che si offrono come una bussola morale per le sfide di oggi; vogliamo imparare dalla storia della Chiesa e dall’esempio dei Santi. Ma soprattutto vogliamo aiutare le persone a mantenere la salute spirituale in un momento di crisi globale. E, con un occhio critico, vogliamo chiarire ai nostri confratelli laici cosa costituisce in questo momento un’autentica testimonianza pro-vita e pro-famiglia. Questi sono alcuni dei motivi per cui abbiamo organizzato questa conferenza per la giornata di Voice of the Family.

Quali sono gli obiettivi che si propongono gli organizzatori del Convegno?

C’è  confusione nel movimento per la vita riguardo all’insegnamento morale della Chiesa, in particolare sui vaccini e su altre questioni legate alla pandemia e questo ha implicazioni di vasta portata per la vita della Chiesa. Crediamo conseguentemente che sia vitale cercare di dissipare questa confusione, affermando con chiarezza e carità la dottrina morale cattolica su questi temi. Riteniamo che ciò debba essere fatto per la salute della Chiesa e del movimento pro-vita, nonché per il ripristino dell’equilibrio e dell’unità tra i fedeli che cercano la verità.

Durante il Convegno toccherete anche le pesanti ricadute politico-sociali originate dalle strategie adottate da vari governi in nome del contenimento della diffusione del coronavirus?  

In questo Convegno non approfondiremo le questioni politiche legate alla crisi del coronavirus: questi sono argomenti di grande importanza, ciononostante non si tratta di questioni da cui dipende la salvezza o che possano essere affrontate universalmente. Sono principalmente gli aspetti morali e spirituali di questi quesiti che tratteremo e che in effetti si applicano a tutti noi universalmente.

UNA GRANDE CONFUSIONE IN AMBITO CATTOLICO

Nel sottotitolo del Convegno si parla di “periodo buio della nostra storia” e nel titolo della Sua relazione si richiama questo concetto: “L’autorità dell’insegnamento di Cristo in questo momento di confusione all’interno del Movimento per la Vita”. “Periodo buio”, “momento di confusione” in ambito pro-life…cui del resto Lei ha già accennato nella risposta precedente. Può spiegare con precisione a che cosa si riferiscono sia la prima annotazione che la seconda? Perché soprattutto parla di “confusione all’interno del ‘Movimento per la vita’, Lei  dal 1996 fino a un mese fa è stato direttore nazionale per l’Inghilterra dell’Associazione per la protezione del bambino non nato …

Venti mesi di caos globale hanno seminato molto smarrimento tra i fedeli. La crisi di oggi offre una moltitudine di preoccupazioni sia per i cattolici sia per i non credenti, dalla paura del virus alla protesta contro le misure dei governi. Tuttavia non dobbiamo perdere di vista ciò per cui stiamo combattendo: combattiamo perché ogni vita, nata e non nata, sia protetta in modo che possa progredire nella conoscenza, nell’amore e nel servizio di Dio ed essere con Lui per sempre in Paradiso.

Nella nostra epoca attuale, tragicamente – e probabilmente in modo preponderante – la mancanza di formazione dei laici e di molto clero sta avendo conseguenze disastrose per il benessere delle anime sia all’interno che all’esterno della Chiesa. Ne deriva, ad esempio, che il concetto di “male intrinseco” non viene compreso dal popolo di Dio, né dai cattolici che abitualmente si fanno beffe delle leggi morali della Chiesa, né dai cattolici che vorrebbero aderire al suo insegnamento. I primi faranno una falsa distinzione tra opporsi all’aborto personalmente come cattolico e sostenere pubblicamente la sua legalizzazione su basi spurie.

Ci viene in mente qui il comportamento in materia di Joe Biden, che si dice cattolico…ma proseguiamo…

I secondi invece non sono in grado di distinguere atti umani che non possono mai essere sostenuti o giustificati, e atti umani che invece, sulla base di giudizi personali, potrebbero legittimamente trarre vantaggio dagli atti malvagi di altri – come nel caso dei vaccini contaminati dall’aborto per il Covid -19 o farmaci contaminati dall’aborto come l’ibuprofene.

SAN MARINO: UN VOTO CHE E’ SPECCHIO DELLA GRAVITA’ DELLO SMARRIMENTO DEI CATTOLICI

Per dimostrare l’oscurità e la confusione tra i cattolici di oggi, pensiamo al recente referendum sull’aborto a San Marino in cui il 77,28% degli elettori ha votato “Sì” all’aborto potenzialmente fino alla nascita, in un Paese in cui il 97% della popolazione anagraficamente si dice di fede cattolica. Eppure l’aborto è “un crimine indicibile” che, secondo il compianto cardinale Caffarra, è “la più profonda negazione della verità dell’uomo”, come aveva rilevato in un convegno di Voice of the Family a Roma nel 2017.

LICEITA’ DEI VACCINI: UNA PARTE DEI PRO-VITA MOSTRA DI NON COMPRENDERE LA DOTTRINA CATTOLICA

La prima relazione del Convegno sarà quella del cardinale olandese Willem Jacobus Eijk, laureato in medicina prima di diventare sacerdote e dottore in Filosofia con una tesi molto significativa, sui “problemi etici dell’ingegneria genetica nell’essere umano”. Ebbene, il cardinale Eijk rifletterà a proposito delle “questioni etiche sui vaccini Covid-19”. Lei sa che è in corso da tempo un dibattito dai toni accesi all’interno del mondo cattolico che chiameremo genericamente “conservatore” sulla liceità dei vaccini contro il Covid-19 e sulla liceità delle misure adottate da molti governi allo scopo dichiarato di contenere la diffusione del virus. È un dibattito – oggettivamente fa male constatarlo – che vede schierati l’uno contro l’altro cattolici che fino a poco fa erano uniti nella difesa e nella promozione del diritto alla vita. Mi dica prima se anche in Inghilterra e nel mondo anglofono tale dibattito esiste ed è molto vivace…

Il dibattito sui vaccini contro il coronavirus è acceso e sfaccettato, provocando anzi una frammentazione sempre maggiore tra cattolici e sostenitori della vita anche nel mondo anglofono, forse più in America che in Inghilterra.

In questo dibattito diversi personaggi di spicco pro-vita e diversi media hanno ritenuto che sia moralmente illecito in qualsiasi circostanza per un cattolico o un sostenitore pro-vita ricorrere ai vaccini, alla luce del fatto che praticamente tutte le opzioni attualmente disponibili sono state sviluppate utilizzando linee cellulari di bambini abortiti ad un certo punto della produzione o dei test.

I sostenitori di questa tesi si richiamano alla dottrina cattolica…

No, questa non è dottrina cattolica. Nella loro comprensibile preoccupazione di rimediare alla terribile debolezza di così tanti vescovi e conferenze episcopali nel mondo nel formare le coscienze dei fedeli sull’aborto, sembrano aver scelto l’obiettivo sbagliato e, quindi, rischiano di aumentare la confusione e l’angoscia tra i fedeli. L’orrore dell’aborto, che giustamente rende nota la discussione sul male dell’aborto, non aggiunge peso alla questione che cercano di sollevare nell’attuale dibattito sulla liceità morale dei vaccini prodotti o testati con linee cellulari fetali.

A seguito di tali indicazioni gravemente fuorvianti da parte di gruppi pro-vita, è naturale che i loro sostenitori, non ultimi gli anziani sotto pressione da parte di parenti preoccupati per il vaccino, potrebbero vaccinarsi pensando di commettere un peccato mortale a causa di ciò che hanno sentito da quella parte.. D’altra parte, chi si vaccina rischia di essere reputato in famiglia e in comunità come non completamente pro-vita o non del tutto cattolico per aver considerato i vaccini moralmente leciti. In tal modo la questione morale della vaccinazione contro il coronavirus si sposta da una discussione di una questione etica a una tragica linea di demarcazione che divide tra loro gli oppositori dell’aborto.

Il Convegno è un’occasione importante per chiarire la questione etica e perciò saremo particolarmente lieti di ascoltare la relazione di apertura di Sua Eminenza il cardinale Willem Eijk, che cercherà di rispondere alle preoccupazioni di una parte dei cattolici con la sua autorità medica e bioetica (in effetti, era medico prima di diventare sacerdote e ha anche una vasta esperienza in teologia morale), nonché con la sua autorità spirituale come pastore e cardinale della Chiesa. Naturalmente anche il contributo di P. Serafino Lanzetta sarà importante per comprendere il corretto equilibrio tra la nostra salute spirituale e fisica, mentre il professor Roberto de Mattei ci aiuterà ad analizzare la situazione attuale alla luce della storia con la sua consueta chiarezza e precisione.

Signor Smeaton, il dibattito tra cattolici cui stiamo assistendo è molto aspro sia nella contrapposizione sugli argomenti sia nei toni utilizzati, che non raramente appaiono esasperati specie via social. Lei che pensa del contesto in cui si sviluppa tale dibattito?  

La mancanza di formazione morale porta a un indebolimento della capacità di ragionamento di una persona. I sentimenti, governati dall’emozione, sostituiscono l’applicazione razionale della dottrina della Chiesa che si manifesta quando una persona decide su questioni di giusto e sbagliato, così come nel dialogo di una persona con gli altri. Con l’emozione che domina sulla ragione, la mancanza di carità prevale fin troppo facilmente, non ultimo nei social media che si prestano a frasi scortesi o perfino a citazioni crudeli. Abbiamo bisogno urgentemente di ritrovare la carità e di informarci approfonditamente sull’insegnamento della Chiesa prima di entrare nel dibattito non facile sulla liceità morale del vaccino.

CHI ACCETTA L’INIEZIONE DEL VACCINO E’ COMPLICE DI UN ABORTO?

Come Lei ha già notato, tra gli argomenti utilizzati dai contrari ai vaccini anti-Covid spicca quello che evidenzia come alcuni di tali vaccini utilizzino linee cellulari provenienti da feti abortiti. È una questione molto discussa… Lei che ne pensa? Chi inietta o chi si fa iniettare tali vaccini è complice di un aborto e dunque si pone al di fuori della dottrina cattolica?

La dottrina cattolica richiede che i fedeli si oppongano coscienziosamente all’uso dei resti fetali e militino per porre fine a tale pratica, ma consente l’uso di terapie quando non è disponibile alcuna alternativa. Questo insegnamento fa un’importante distinzione tra il male intrinseco implicato nel procurarsi e sfruttare tessuto fetale e l’uso dei prodotti risultanti da questo processo quando le circostanze sono sufficientemente gravi.

I servizi sanitari di tutto il mondo sono dominati dalla cultura dell’aborto. Di conseguenza ognuno di noi dipende, nell’ambito della cura della propria salute, da farmaci ordinari e quotidiani che sono stati prodotti in modo non etico, utilizzando nella loro produzione linee cellulari derivate da bambini abortiti.

Lo sfruttamento dei bambini non ancora nati è così diffuso nella ricerca scientifica che l’entità di questo problema e la complessità delle sue implicazioni stanno diventando evidenti solo ora. È estremamente difficile, se non addirittura impossibile, svincolare ricerche, terapie e farmaci legittimi dall’uso del tessuto fetale. La raccolta di parti del corpo fetale dovrebbe essere terminata immediatamente, non dovrebbero essere avviate nuove linee cellulari fetali e dovrebbero essere trovate alternative per le linee esistenti.

Non è mai accettabile impegnarsi nel male affinché ne derivi un bene. Tuttavia occorre prestare attenzione per evitare di aumentare la sofferenza di coloro che, dipendenti da farmaci e terapie, non hanno alcuna responsabilità in merito allo sviluppo di queste.

Non va mai trascurato che il modo più efficace per contrastare la produzione di terapie per mezzo di linee cellulari di origine fetale umana abortita, è quello di combattere l’aborto con un impegno sempre maggiore.

… e qui la Chiesa che fa concretamente, al di là di dichiarazioni anche forti e di iniziative limitate anche se meritorie da parte di gruppi di fedeli?

Il ruolo della Chiesa nel guidare questa lotta è indispensabile: ho sostenuto a lungo che il movimento pro-vita mondiale è troppo piccolo, impotente per vincere da solo la battaglia contro l’aborto. I vescovi cattolici di tutto il mondo si sono impegnati energicamente nelle campagne di vaccinazione contro il Covid-19 per proteggere la salute del corpo – in alcuni Paesi hanno persino trasformato le chiese chiuse al culto in centri di vaccinazione. Eppure, nel contempo, milioni e milioni di bambini vengono uccisi: e qui c’è scarsissimo impegno concreto, quasi niente (salvo poche eccezioni), da parte della Chiesa nel lottare contro questo abominevole crimine che infrange la legge divina e la legge naturale. Finché l’aborto legalizzato disumanizzerà i bambini non ancora nati, questi continueranno a essere sfruttati dalla scienza medica. Dobbiamo riconoscere la scioccante realtà che l’aborto ha completamente corrotto la scienza medica e la pratica medica. È tempo che i vescovi, i leader di 1,2 miliardi di cattolici nel mondo, escano allo scoperto e si uniscano in prima linea al movimento anti-aborto.

Non è proprio quello che intendono perseguire quei leader pro-vita che denunciano l’origine dei vaccini?

E’ veramente spiacevole che in questo momento critico nella storia del mondo e della Chiesa, alcuni leader pro-vita abbiano lanciato quello che è un attacco all’insegnamento cattolico sostenendo l’esistenza di una remota cooperazione materiale tra l’esecuzione di un aborto e l’iniezione di un vaccino, che da tale aborto trae origine.  

È impossibile escludere l’aborto dai mali dove si applica questa cooperazione materiale. Questo dove porterebbe i medici pro-vita che devono prendere innumerevoli decisioni coraggiose nella loro vita lavorativa quotidiana, al fine di evitare la cooperazione formale nell’aborto? E dove porterebbe ogni persona, ogni famiglia, in tutto il mondo, una volta scoperto che i farmaci di tutti i giorni vengono prodotti anche usando le cellule dei bambini abortiti?

Potrei stilare una lunga lista di domande simili qui. Il punto è che non possiamo combattere l’aborto minando la tradizione morale cattolica.

Se le preoccupazioni sulla natura contaminata dall’aborto del vaccino potrebbero far parte di un giudizio prudenziale personale di non riceverlo, promuovere questa posizione come, oggettivamente, la corretta comprensione della dottrina della Chiesa e dunque vincolante per tutti i cattolici, è divisivo e porta i fedeli alla deriva.

LA CHIESA NON HA COLTO L’OPPORTUNITA’ OFFERTA DALLA SITUAZIONE

Torniamo al titolo del Convegno, alla Chiesa e al “periodo buio”. Come valuta la reazione della Chiesa cattolica, a livello universale e a livello nazionale (Lei si è confrontato da vicino con l’esperienza inglese) davanti alla diffusione del Covid-19, all’adozione – per ragioni dichiarate di “bene comune” – di misure limitative di diverse libertà fondamentali della persona umana in uno stato democratico, all’imposizione dell’uno o dell’altro vaccino?

leader della Chiesa sembrano aver permesso alla paura circa i pericoli del virus di avere la precedenza su una questione molto più urgente…

Quale?

Semplice da individuare: perché Dio ha permesso una battuta d’arresto per l’umanità che coinvolge la salute personale e pubblica, le economie nazionali, le gravi restrizioni in materia di diritti di libertà, di istruzione e tanto altro ancora. Perché? Osserviamo che prevenire è sempre meglio che curare, nel regno spirituale così come nell’assistenza sanitaria. La pandemia ha fornito un’opportunità data da Dio ai leader della Chiesa di attingere dalla storia, dalle parole della Madonna a Fatima e dall’insegnamento dei Santi, per spiegare ai fedeli e ai leader politici come la disposizione al peccato dell’umanità sia collegata ai disastri naturali e artificiali.

La Chiesa secondo Lei ha colto tale “opportunità”?

No, per niente. I leader della Chiesa in molti Paesi hanno dato priorità a considerazioni pragmatiche, duplicando gli sforzi dei governi per promuovere i programmi di vaccinazione e l’importanza delle misure di contenimento, fino al punto, in Inghilterra e Galles, di avvisare i sacerdoti che non erano obbligati a sforzarsi di fornire gli ultimi sacramenti a coloro che erano in pericolo di morte.

La Madonna predisse a Fatima nel 1917 un terribile castigo se l’umanità non si fosse convertita e disse a Giacinta, una dei tre bambini ai quali era apparsa, che vanno più anime all’inferno per peccati di impurità che per qualsiasi altro motivo. Oggi molti di questi peccati sono la politica ufficiale delle nazioni più potenti: l’aborto e il cosiddetto matrimonio tra persone dello stesso sesso – due dei quattro peccati che gridano vendetta al Cielo – sono sanciti nelle costituzioni nazionali di Paesi in precedenza cristiani. Sono morti più bambini in tutto il mondo a causa dell’aborto legale che persone uccise in tutte le guerre della storia umana documentata. E in tutto il mondo, una miriade di bambini viene corrotta dall’educazione sessuale a scuola, spesso con l’approvazione di vescovi cattolici.

Invece di utilizzare un’opportunità inviata dal Cielo per attirare l’attenzione sulla disposizione al peccato dell’umanità e sulle quattro cose ultime – morte, giudizio, Paradiso e Inferno – i leader della Chiesa hanno concentrato praticamente tutti i loro sforzi verso la necessità di evitare la morte: un buon obiettivo terreno, ma assolutamente secondario rispetto all’obiettivo di puntare alla salvezza delle anime.

In Inghilterra e in Galles, ad esempio, la reazione – dominata dalla paura – dei leader della Chiesa, li ha portati a sollecitare lo Stato a chiudere le chiese quando tale restrizione non era stata imposta dal governo. La paura li ha portati ad imporre la Comunione sulla mano, contrariamente alle leggi della Chiesa, a un rispettato ente di opinione scientifica e soprattutto alla venerazione dovuta al Santissimo Sacramento, a causa dell’inevitabile aumento dei sacrilegi connessi alla distribuzione della Comunione in questo modo.

UN APPELLO AI LEADER PRO-VITA E PRO-FAMIGLIA DI TUTTO IL MONDO

Che cosa si sente di dire ai cattolici che sull’argomento sono schierati con convinzione sul fronte dei critici di vaccini, imposizioni, misure limitative delle libertà fondamentali?

Faccio appello ai miei colleghi, leader pro-vita e pro-famiglia in tutto il mondo che nutrono serie preoccupazioni circa particolari reazioni politiche al Covid-19 in merito alle misure di contenimento e/o ai programmi di vaccinazione obbligatoria anche per i bambini, in particolare quei programmi che cercano di reprimere il consenso dei genitori. A loro rivolgo un appello, in questo tempo di oscurità morale senza precedenti: noi che abbiamo combattuto per decenni per difendere gli innocenti abbiamo una responsabilità particolare nel mantenere una corretta visione etica, un senso delle proporzioni e delle priorità ben ordinate.

Non dobbiamo perdere di vista che il male fondamentale da combattere è l’aborto, che rende possibile in primo luogo la produzione di vaccini e farmaci contaminati. Tuttavia, tragicamente, l’aborto viene raramente contrastato con il giusto vigore. Il dibattito in corso ha mostrato che, nelle file dei fedeli cattolici, c’è molta volontà ed energia per combattere, ma sarebbe un terribile errore strategico incanalare questo non contro il vero male dell’aborto ma contro i suoi effetti collaterali.

La nostra missione deve essere quella di mantenere le persone fedeli alla dottrina della Chiesa, che è l’unica speranza per sconfiggere l’aborto. Non possiamo combattere l’aborto minando la tradizione morale cattolica, indebolendo così la fiducia dei cattolici nell’insegnamento della Chiesa sia su questioni correlate che in generale.

Il movimento per la vita non deve dunque smettere di concentrarsi, anche nel mezzo della pandemia di Covid-19, sulla persecuzione di milioni di bambini distrutti fisicamente o spiritualmente ogni mese, una persecuzione che sta colpendo ogni famiglia sulla Terra.

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