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Venezuela: inaudito attacco del comunista Maduro alla Chiesa

Un’incredibile accusa è stata rivolta dal presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ai Vescovi del Paese, ritenuti responsabili del reato di «odio» per il semplice fatto di aver denunciato con le proprie omelie la corruzione dilagante.In merito il leader comunista ha convocato il procuratore generale, il difensore del popolo, il controllore generale ed il presidente del Tribunale supremo. La locale Conferenza episcopale ha avvertito: si tratta di un attacco a tutta la Chiesa. In particolare, il Vescovo di San Filippo, mons. Victor Hugo Basabe, ha dichiarato trovarsi sulla «via della maledizione» coloro che continuano a non capire come «la causa fondamentale dei mali del Venezuela sia la persistenza di un modello economico, politico e sociale che nega Dio e quindi la dignità umana». Parole, ritenute da Maduro potenzialmente in grado di «provocare scontri, violenza, morte, esclusione e persecuzione»: abbastanza, secondo lui, per accusare di «calunnia» i vertici della Chiesa venezuelana ed il «loro veleno, il loro odio, la loro perversità. Nessuno crede a questi diavoli con la tonaca, giunti per invocare la guerra civile».

Toni di una violenza inaudita, quelli cui è ricorso il leader comunista. Toni, che hanno spinto il vicepresidente della Conferenza episcopale, mons. Mario Moronta, a negare le accuse loro mosse. Dal canto suo, il vescovo di San Cristóbal si è detto convinto che il governo sia presto costretto a «fare marcia indietro», poiché eventuali provvedimenti come arresti o rappresaglie diverrebbero un caso internazionale.