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Varata nel Mississipi la legge più antiabortista degli Usa

Finalmente una buona notizia: il governatore del Mississipi, Phil Bryant, repubblicano, ha firmato lunedì scorso la legge sull’aborto più restrittiva di tutti gli Stati Uniti d’America. Dopo la quindicesima settimana è assolutamente vietato abortire: il limite finora era di venti settimane.

Ci sono solo due eccezioni, il caso cioè in cui la vita della donna sia minacciata o quello in cui il feto, in caso di nascita, sia condannato a morte da qualche patologia congenita. Aborto vietato, invece in caso di stupro o incesto, respinto un emendamento proposto in merito da alcuni senatori.

Il governatore Bryant ha rilasciato un commento su Twitter, subito poco dopo aver firmato la normativa: «Mi impegno a rendere il Mississipi il luogo più sicuro della Confederazione per la nascita di un bambino e questo disegno di legge ci aiuterà a conseguire questo obiettivo», obiettivo che consiste sostanzialmente, come da lui più volte ripetuto, nel «por fine all’aborto». Contro la normativa ha già preannunciato battaglia l’unica clinica abortista dello Stato, la Jackson Women’s Health Organization.