Varata anche nell’Uttarakhand la legge anti-conversione - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Varata anche nell’Uttarakhand la legge anti-conversione

Nello Stato indiano dell’Uttarakhand, i cristiani, pur rappresentando solo lo 0,37% della popolazione, sono evidentemente considerati un pericolo: è, infatti, il settimo Paese, dopo Orissa, Madhya Pradesh, Chhattisgarh, Gujarat, Himachal Pradesh e Jharkhand, ad emanare una normativa anti-conversione.

La nuova legge prevede da un minimo di 2 ad un massimo di 5 anni di prigione per gli autori di conversioni forzate. Se la persona convertita è un minore, una donna o un dalit ossia qualcuno appartenente alla casta più bassa dell’induismo, la pena è di 2 anni. Per convertirsi, è obbligatorio prima ottenere un permesso statale, anche quando tutto sia finalizzato al matrimonio, pena la dichiarazione d’invalidità del medesimo. Un’apposita richiesta deve essere formulata al magistrato distrettuale almeno un mese prima della conversione. Prima di concedere il permesso, un’indagine poliziesca deve appurare i veri motivi della decisione… Qualora tale procedura non venisse seguita, la conversione può essere dichiarata nulla ed illegale.

La nuova legge costituisce una palese violazione della libertà religiosa ed un’inammissibile interferenza dello Stato nella sfera privata, ma viene incontro alle richieste degli estremisti indù, al potere nell’Uttarakhand. Alcune organizzazioni cristiane hanno già annunciato battaglia in tutte le sedi legali (T. M.).