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V Giornata della Buona Stampa cattolica: successo ad Agazzano

La chiesa di S. Pietro in Tarquiano, ad Agazzano, nel Piacentino, era gremita lo scorso primo maggio per la V edizione della Giornata della Buona Stampa Cattolica, avente come tema generale: ’17: la rivoluzione dell’uomo, tema declinato secondo tre fasi storiche rivelatesi estremamente critiche: il 1517 col protestantesimo; il 1717 con la massoneria; il 1917 con comunismo e nuovo ordine mondiale.

1517, il protestantesimo

Dopo il saluto dell’avv. Marco Sgroi, a nome del Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum, sotto la cui egida si è svolta l’iniziativa, è intervenuto Don Marino Neri, presentando i principi filosofici e teologici della Riforma, principi che devono tener conto di due premesse: la personalità complessa e difficile di Lutero ed una Chiesa, quella del Cinquecento, checché se ne dica, per niente incancrenita. La mistica renana da un lato ed il nominalismo dall’altro, tuttavia, rappresentano due poderosi attacchi alla Scuola tomista, che sta attraversando un periodo di profonda crisi, a causa della quale il riferimento, San Tommaso d’Aquino, sopravvive soltanto nei testi. D’altra parte, «da una cattiva filosofia discende un pensiero teologico ancor peggiore», ha affermato Don Marino.

La corrente nominalista, in particolare, fa riferimento al francescano Guglielmo di Ockham, ripetutamente accusato di eresia. Egli rifiuta un accordo tra fede e ragione, è convinto che Dio possa fare tutto quanto possa esser compiuto senza contraddizione, il che fa cadere in una sorta di volontarismo cieco e insondabile. Inoltre, egli elimina tutti i concetti ritenuti non necessari (tra cui anche quelli di essenza e di legge naturale, caduti sotto la lama del famoso «rasoio di Ockham»), reputa di non poter «risalire dal particolare all’universale», gli stessi precetti della Legge sarebbero «tali solo perché Dio li ha comandati in questo modo» e non in un altro e lo stesso «accettare o meno un’anima» starebbe «nella potenza assoluta di Dio», così come un atto figurerebbe come «meritorio o riprovevole solo perché Dio ha così stabilito», benché potesse decidere anche l’esatto contrario: «Tutto insomma sarebbe frutto di un decreto di Dio», «i fatti naturali come quelli soprannaturali». Ed è proprio da questa congerie speculativa elaborata da Ockham, che si origina «la ribellione alla Scolastica di Lutero», che giunse a definire addirittura gli Scolastici come teologi «scrofe». Il “padre” della Riforma ritiene che, «per esser verità, Dio si sia fatto menzogna». Non «fides et ratio – ha commentato Don Marino – bensì fides sine ratione»: come criterio, «l’unica disposizione nei confronti della grazia» non sarebbero i Sacramenti, bensì «l’eterna predestinazione nei confronti di Dio, senza alcun merito». Lutero, come già Ockham, ritiene che Dio possa volere tutto ed anche il suo contrario, indistintamente, e riduce la Chiesa ad esser una semplice «assemblea di credenti». Cogliamo in questi discorsi germi anche oggi al centro del dibattito filosofico e teologico in ambito cattolico, un dibattito quindi non esente da rischi.

1717, la massoneria

Padre Paolo Maria Siano ha poi parlato di massoneria, spiegando come «la sua essenza sia immutata dal 1717 ad oggi». Di per sé ama presentarsi come adogmatica ed aconfessionale, ma non è proprio così: nella ritualità inglese, già l’«apprendista» ovvero il primo grado massonico impara a considerarla come «un sistema etico e morale: il che comporta evidentemente una legge, cui l’iniziato debba attenersi», quella dell’«armonia degli opposti», ha sottolineato Padre Siano. Non solo: il Maestro Venerabile ovvero colui che dirige la singola Loggia, deve impegnarsi «a farne conoscere la mistica», nelle Costituzioni del Goi, il Grand’Oriente d’Italia, si parla espressamente di un «ordine iniziatico», di «simbolismo» e di «esoterismo» rosacrociano, vissuto come il «ricongiungimento del sé al principio divino». In Italia ed in Francia l’iniziazione viene ritenuta «indelebile», quindi considerata quasi alla stregua di un sacramento e presentata come una «simbolica morte», come se introducesse una sorta di «mutamento ontologico». Gli stessi Maestri Venerabili ed il Gran Maestro godrebbero di un magistero iniziatico e di un’autorità ritenuta sacra ed inviolabile. Al cuore della massoneria sta una precisa ritualità impregnata di magia, si è di fronte ad un «teismo, ch’è ad un tempo non confessionale, pluriconfessionale e sovraconfessionale», interpretabile a piacimento, all’insegna del relativismo più spinto. Ma nell’ultimo grado, che si aprono le porte a forme di satanismo e ad una gnosi luciferina: qui il male viene inteso quale elemento inscindibile del divino, tutti elementi che confermano l’incompatibilità tra massoneria e Chiesa Cattolica: a differenza di quanto si sente talora dire, ha concluso Padre Siano, «fede e morale non sono pietre che opprimono, ma pietre che costruiscono»…

1917, il comunismo

Ha concluso la mattinata l’intervento del prof. Ettore Gotti Tedeschi, il quale ha spiegato per quali ragioni la globalizzazione sia fallita: «perché ha usato il modello marxista – fondato sul dominio e sulla gestione totalitaria del pensiero dell’uomo e del suo comportamento -, ispirandosi ad una visione luterana – con la separazione tra fede ed opere – e gestita da ambienti gnostici. E’ fallita, insomma, perché non aveva valori morali di riferimento». Dal «rapporto Kissinger del 1974» al «sincretismo religioso, che esclude l’etica giudaico-cattolica da ogni influenza sull’umanità ha assicurato l’illustre relatore – tutto è stato voluto e pianificato, nulla è avvenuto per caso. Il potere usa la separazione tra idee ed azioni, per gestire le azioni incolpando le idee». Economia e capitalismo «sono nati in casa cattolica e si sono ispirati a principi cattolici: sono stati deformati e corrotti poi dalla Riforma protestante», che da ciò ha generato «il marxismo», poi «corretto dall’utilitarismo» con la nascita dei «grandi imperi bancari e finanziari, delle concentrazioni internazionali» analizzate da Leone XIII nella Rerum Novarum, l’enciclica da cui sorse poi la Dottrina sociale della Chiesa.

Ha concluso la splendida Giornata della Buona Stampa la S.Messa, celebrata in Rito Romano Antico, partecipatissima non solo per la chiesa gremita, ma soprattutto perché evidente era il clima di comunione ideale e spirituale, che accomunava i fedeli presenti (M. F.).