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Toscana: condom gratis dalla Regione. E la Chiesa che dice?

Un tempo questa notizia avrebbe suscitato scandalo. Avrebbe fatto discutere, posto problemi per lo meno di ordine morale ed educativo, messo a confronto autorità sanitarie e famiglie. Oggi, invece, no. Viene pubblicata senza particolare enfasi, non crea dibattito, passa quasi inosservata. Ed è quest’indifferenza generale, oltre ai contenuti in oggetto, ciò che fa più male a proposito della delibera approvata dalla giunta toscana, con cui si stabilisce di distribuire nei consultori contraccettivi gratis ai ragazzi tra i 14 ed i 24 anni. Dove per “contraccettivi” s’intende tutto, dai profilattici alla pillola del giorno dopo, dagli spermicidi alla spirale, dalla pillola estroprogestinica al cerotto transdermico, dall’anello contraccettivo alla contraccezione sotto cute. Con una leggerezza sconcertante… Persino di un vaccino antinfluenzale si tengono in maggior conto le controindicazioni.

Ma, per giustificare la scelta politica – in Toscana a governare sono le Sinistre – si fan ballare i numeri. E ci si affida a statistiche e percentuali, come ad esempio allo studio Edit dell’Ars-Agenzia Regionale di Sanità, in cui si dice certi che gli adolescenti tra i 14 ed i 19 anni abbiano rapporti sessuali sempre più frequenti e con “protezioni” progressivamente minori. In particolare, il 41,6% di loro avrebbe già avuto un rapporto completo, ma, di questi, solo il 56,3% avrebbe fatto ricorso al profilattico.

Da qui si evince subito come l’asticella della questione sia stata spostata e scorrettamente posizionata: a scatenare l’allarme, infatti, non sembrano essere le scelte intime di questi ragazzini, bensì il fatto che usino o meno il preservativo.

Allo stesso modo la risposta non è data da programmi di educazione alla morale, di cui nessuno parla, bensì da programmi di educazione alla salute attraverso campagne nelle scuole, dove ad esser problematizzato non è l’atto in sé (con tutte le implicanze affettive, psicologiche ed etiche del caso), bensì l’utilizzo o meno dello strumento. Al punto da giungere all’erogazione gratuita (il che significa, in realtà, con fondi pubblici, quindi soldi nostri) di condom fino ai 24 anni presso consultori ed ambulatori ostetrico-ginecologici delle strutture sanitarie pubbliche oppure, dietro prescrizione medica, anche nelle farmacie. Assieme a materiale informativo e dépliant. Cosa poi ne facciano questi giovani, affar loro, secondo la maggioranza al governo di Palazzo Strozzi, sede della Regione Toscana (nella foto, su licenza Creative Commons).

Ma gratis i preservativi saranno anche per soggetti appartenenti a fasce di reddito particolari, nonché per quelle donne tra i 26 ed i 45 anni, che abbiano scelto la contraccezione entro 12 mesi dal parto o entro 24 mesi da un aborto.

Possibile che nessuna voce si levi di fronte ad una simile distribuzione generalizzata di condom a spese del contribuente? Possibile che la Chiesa non abbia proprio niente da dire?