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Spagna: zero informazioni sugli aborti, cliniche denunciate

L’organizzazione «Avvocati cristiani» ha denunciato agli assessorati della Sanità di otto Comunità Autonome spagnole diverse case di cura abortiste con l’accusa d’aver violato le legislazioni regionale e statale vigenti in materia: in pratica, avrebbero negato le possibili conseguenze fisiche e psicologiche dell’aborto, nonostante la Giustizia alle vittime abbia «riconosciuto un risarcimento, in alcuni casi anche milionario, ad alcune pazienti per danni irreversibili» provocati con l’intervento.

Inoltre, avrebbero fornito sui loro siti «informazioni false allo scopo di incitare le donne ad abortire», anche «a scapito della loro salute»: secondo quanto riportato dal quotidiano Abc, ad esempio, la clinica El Bosque di Madrid avrebbe negato che, dopo l’aborto, potessero esservi dei «postumi» o che si potesse restare sterili, ciò che invece è capitato ad una paziente, risarcita poi con un milione di euro su sentenza della Corte Suprema.

Secondo il presidente dell’associazione, Polonia Castellanos, potrebbe configurarsi anche un reato di frode, essendo le cliniche ricorse «all’inganno per trarne un beneficio economico». Infischiandosene di qualsiasi «consenso informato» e di qualsiasi letteratura scientifica in materia: una situazione definita «inaccettabile» dai legali cristiani.

Secondo il British Journal of Psychiatry, le donne, che hanno abortito, presentano un rischio di contrarre patologie mentali superiore all’81% rispetto alle altre. Se poi l’aborto è volontario, il rischio di suicidio è addirittura triplo rispetto alla media.

Le denunce riguardano strutture di Andalusia, Asturie, Castiglia e León, Catalogna, Estremadura, Galizia, Madrid e Comunità Valenciana.