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Spagna: l’ideologia gender divide la galassia protestante

Protestanti divisi in Spagna sull’ideologia Lgbt: da una parte i fautori della linea «inclusiva», dall’altra quelli della linea «biblica».

Tra i primi si collocano gli evangelici, che sono un po’ i “decani” del protestantesimo iberico, essendo stati fondati nella seconda metà del XIX secolo, e che rappresentano l’unione di gruppi storici come quelli di presbiteriani, metodisti, luterani e congregazionalisti. Hanno accolto con grande entusiasmo l’ideologia gender ed altri principi cardine del modernismo spinto.

Contro tale presa di posizione si pongono battisti, pentecostali, carismatici e avventisti, che insieme rappresentano poi il contesto più numeroso, in stretti legami con Stati Uniti e America Latina: loro sono decisamente contro l’ideologia gender in nome della dottrina biblica, che condanna con grande chiarezza gli atti omosessuali tanto nell’Antico quanto nel Nuovo Testamento. Per questo vengono bollati di «fondamentalismo» e di «conservatorismo retrogrado» dagli evangelici.

Lo scontro divenne evidente nel 2014, quando il Consiglio Evangelico di Madrid avviò le procedure per espellere quanti fossero pro-Lgbt, come gli evangelici, pur figurando loro tra i fondatori di tale organismo. In un’intervista concessa al blog Homoprotestantes (un nome che è tutto un programma, è il caso di dirlo), la “pastora” Esther Ruiz accusò il Consiglio Evangelico di «inquisizione» e di discriminazione verso una «chiesa plurale», quale quella da loro promossa col sostegno anche degli anglicani spagnoli, che si opposero all’espulsione degli evangelici, atto che, secondo loro, avrebbe scordato il «pluralismo proprio del protestantesimo e delle chiese della Riforma».

La questione si è conclusa solo l’anno scorso con una soluzione di compromesso: gli evangelici rimasero nel Consiglio, però in virtù di un’appartenenza «non attiva», quindi senza diritto di parola, di voto e di partecipazione all’assemblea generale. La polemica tuttavia è continuata e si è spostata presso la sede della Ferede, la Federazione delle realtà religiose evangeliche di Spagna, istituzione di importanza fondamentale per tutto quanto concerne gli Accordi di Cooperazione, firmati nel 1992 con lo Stato. Anche qui a marzo i nodi dovrebbero però venire al pettine tra i banchi della 61ma assemblea generale, dove si profilano nuove, accese dispute.