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Spagna: il governo di Sinistra attacca la Scuola paritaria

Al governo spagnolo di Sinistra la scuola paritaria non piace. Il che non stupisce. Ciò che sconcerta è, invece, che stia letteralmente inventando tutti i modi, per sradicarla o quanto meno ridimensionarla, avvantaggiando la scuola pubblica non per meriti, né sul campo, bensì solo per concorrenza sleale.

Di cosa si tratta? Finora, in presenza di domanda sociale – vale a dire a furor di popolo -, ad un incremento delle richieste di iscrizioni presso la scuola paritaria corrispondeva un ampliamento dei posti disponibili. Ora non più: il ministero della Pubblica Istruzione e della Formazione Professionale del governo sinistrorso intende, infatti, cancellare la domanda sociale dai criteri qualificanti: anche qualora le domande aumentassero, nessun posto verrebbe aggiunto nelle aule paritarie.

Dal canto suo, il ministro Isabel Celaá (nella foto) ha fatto di tutto per lanciare messaggi rassicuranti alle famiglie, che, tuttavia, sono seriamente preoccupate da queste novità per nulla richieste, né concertate, calate dall’alto, senza il benché minimo coinvolgimento dei fruitori finali della scuola, gli alunni ed i loro genitori. Si tratta, del resto, di un’ansia alimentata dallo stesso governo, che precisa come intenda rendere l’educazione pubblica «la spina dorsale» del sistema educativo nazionale, confinando volutamente quella paritaria ad un ruolo da comprimaria, se non alla periferia del sistema scolastico. Non a caso Sandra Moneo, portavoce della Commissione educativa e della formazione professionale del Partito Popolare, ha accusato il ministro Celaá di voler limitare «la libertà di scelta delle famiglie».