Spagna: a Castiglia i Popolari varano i bagni misti pro-Lgbt - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Spagna: a Castiglia i Popolari varano i bagni misti pro-Lgbt

Per chi si chiedesse per quali ragioni il governo Rajoy sia naufragato in Spagna, la risposta è semplice: perché il Partito Popolare ha tradito i propri valori di riferimento e le proprie origini. Da tempo avevamo lanciato l’allarme: ora si è puntualmente verificato quanto preannunciato. Non serviva avere la sfera di cristallo per prevederlo… Ciò nonostante, pare che la lezione non sia stata ancora capita.

Per questo, in Spagna, il ministero per la Pubblica Istruzione della Comunità autonoma di Castiglia e León, guidata proprio dai Popolari, ha deciso di cambiare i bagni in tutte le scuole pubbliche, per conformarli all’ideologia Lgbt. Per questo è stato varato un apposito «Protocollo di attenzione educativa e di accompagnamento per gli studenti in condizioni di transessualità e con espressione di genere non normativa», protocollo che dovrebbe entrare in vigore in via sperimentale già nel primo trimestre del prossimo anno scolastico.

Agli studenti sarà anche consentito indossare un abbigliamento conforme all’identità sessuale con cui si identificano, anche in caso di uniformi. Tutto questo per consentire loro di raggiungere un’«inclusione educativa». Si noti come quest’imponente serie di cambiamenti, anche strutturali, particolarmente costosi, vengano fatti per meno di 20 bambini ritenuti “transgender” nell’intera Comunità di Castiglia e León, almeno secondo quanto rivelato dai dati ufficiali.

In realtà, tale provvedimento anticipa una proposta di legge sulla diversità sessuale, che verrà discussa mercoledì prossimo in sessione plenaria dai tribunali delle Autonomie, proposta che molto probabilmente riuscirà a passare ancora una volta grazie all’astensione dei Popolari, quindi ad un altro loro tradimento. Anche in tal caso, però, serviranno mesi prima che il testo legislativo venga approvato; il Ministero castigliano ha fretta ed ecco escogitato un espediente sul filo della legalità, però utile per bruciare le tappe.

Tra l’altro, il «Protocollo» prevede un punto alquanto rischioso per chi dovrebbe essere educatore:  «Tutti gli studenti hanno il diritto di non avere interferenze nella loro vita privata». Anche in caso di scelte sbagliate? Magari gravide di drammatiche conseguenze, per sé o per gli altri? Si noti come l’ansia da indottrinamento gender abbia fatto perdere di vista il buon senso. Altra assurdità, contenuta nel testo: «L’interesse dello studente sarà ritenuto prioritario», dove per «interesse dello studente» non si intende rimetter ordine laddove eventualmente, anche per l’immaturità propria dell’adolescenza, regni la confusione, bensì accettare incondizionatamente qualsiasi sua decisione, ad esempio chiamandolo non col suo nome registrato all’anagrafe, bensì col nuovo da lui scelto in base alla propria percezione sessuale, nonché indurre i suoi compagni di classe ad accoglierlo così com’è e ad agevolarne «l’integrazione», come se nulla fosse. Alle scuole si raccomanda di evitare le attività differenziate per sesso, mentre gli studenti vengono invitati a scegliere, in assenza di bagni misti, quelli conformi al gender percepito, discorso valido anche per gli spogliatoi, creando tra coetanei condizioni inopportune e di oggettivo imbarazzo.

Tutto questo in un territorio governato dai Popolari: anche da qui risultano chiare le ragioni del loro tracollo politico…