Sede di SOS Leben devastata da un gruppo di femministe - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Sede di SOS Leben devastata da un gruppo di femministe

I fatti. Attorno alle 2.30 del mattino dello scorso 16 novembre un gruppo di femministe, orbitanti nella galassia dell’autonomia e della sinistra radicale, hanno assaltato a Francoforte la sede di Aktion SOS Leben, organizzazione pro-life estremamente attiva in Germania. L’edificio è stato imbrattato a colpi di vernice rosa, nonché ricoperto di frasi blasfeme e di slogan intimidatori.

La sigla, che ha rivendicato l’attentato, ha anche pubblicato un farneticante comunicato, in cui da una parte accusa SOS Leben di minacciare le donne in stato di gravidanza, dall’altra preannuncia nuovi blitz e nuove aggressioni contro chiunque si opponga all’aborto. Le indagini sono in corso, la Polizia sta cercando di individuare nomi e responsabilità in merito all’accaduto, prima che abbiano a verificarsi nuovi episodi di violenza.

Molti gli attestati di solidarietà pervenuti all’organizzazione pro-life da gruppi e personalità di tutto il mondo dopo questo attacco di furore ideologico e di intollerante fanatismo: tra questi, quelli del card. Walter Brandmüller e del Vescovo mons. Athanasius Schneider, che ha invitato SOS Leben a «non arretrare di un solo millimetro di fronte agli attacchi dei fautori della “non-cultura di morte”».

È intervenuto tra gli altri anche il Mevd-Movimento Europeo per la Difesa della Vita e della Dignità Umana, organismo cui SOS Leben aderisce e presieduto dall’italiano Alberto Zelger. In un proprio comunicato, il Mevd denuncia «il clima di intimidazione, che in varie parti d’Europa ostacola le iniziative di difesa della vita dal concepimento alla morte naturale. Auspichiamo altresì che le istituzioni europee vogliano contrastare con decisione questi attacchi alla libertà d’espressione, allontanando i fantasmi del passato, che sembrano ritornare sotto forma di una nuova dittatura del pensiero unico». Ma le istituzioni europee, in altri casi così solerti, in questo caso non si sono ancora fatte sentire… (M. F.)