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Scozia: aborti a casa raddoppiati, governo denunciato

La denuncia è stata portata in tribunale dalla Spuc-Società per la Protezione dei Bambini non nati: in Scozia il governo raddoppia il numero degli aborti a domicilio e combatte le organizzazioni pro-life.

La direttrice sanitaria scozzese, dr.ssa Catherine Calderwood, si è rifiutata di tornare sui propri passi, non ha cancellato la decisione di autorizzare l’assunzione di misoprostolo (secondo stadio dell’aborto farmacologico) anche al di fuori del contesto clinico.

Secondo la Spuc, le azioni intraprese dall’esecutivo sono illegittime e fuorilegge: il proprio domicilio privato non sarebbe infatti un luogo né idoneo, né approvato ove abortire, provocherebbe ancor più traumi nella donna e la esporrebbe a maggiori rischi di coercizione; inoltre la normativa vigente prevede la presenza di personale medico durante la procedura abortiva, ciò che a casa propria ovviamente non può avvenire.