Prove di panteismo: Living Chapel e giardini «Laudato si’» - Corrispondenza romana
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Prove di panteismo: Living Chapel e giardini «Laudato si’»

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È tutto un programma, già nel nome: giardino «Laudato si’». È stato inaugurato nei giorni scorsi a Rosolina, provincia di Rovigo, nel cuore del Parco regionale veneto, sul delta del Po, per iniziativa dell’incontenibile card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Al centro del progetto vi sono i soliti mantra da panteismo universale ovvero Madre Terra, ecosistema e biodiversità. Su Gesù Cristo, ovviamente, nemmeno una parola.

In proposito, suor Alessandra Smerilli, consigliere di Stato della Città del Vaticano e coordinatrice della task-force «Economia» della Commissione vaticana per il Covid-19, ha parlato molto laicamente di «un nuovo modello di sviluppo caratterizzato dal rispetto della terra e dalla custodia tra le persone». Ed anche l’unico riferimento al «significato spirituale del giardino» si è limitato a definire questo come il luogo «in cui siamo con Dio stesso» ed «in comunità, con le persone accanto a noi e in comunione con la terra». Un Dio generico, impersonale, valido per qualsiasi credo, ognuno lo chiami come vuole e creda in ciò che vuole.

Anche qui, immancabile, l’inaugurazione di una nuova Living Chapel o «Cappella Vivente Laudato sì», costruita sul modello di quella già varata lo scorso giugno presso l’Orto Botanico di Roma, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite e dedicata alla biodiversità, con la “benedizione” del Rettore de La Sapienza, di vari ministeri e Ong, della Regione Lazio, della Fao, di Mountain Partnership, di Faith for Earth, dell’Unep e del Global Catholic Climate Movement. Ed anche qui alla presenza del card. Turkson.

Ma un’altra Living Chapel all’aperto, con al centro un grande albero, è stata inaugurata nei giorni scorsi anche nelle Filippine presso la parrocchia di Santo Niño nell’isola di Sibuyan, a Romblon, anche qui «per l’ecologia integrale» ed in unione col «movimento globale per la spiritualità ecologica», come si legge sulla rivista My Pope, sotto l’immancabile egida del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Addirittura qui sono stati organizzati «programmi di formazione sulla Laudato si’», imposta quale nuovo testo fondamentale a tutti i fedeli, e sono stati istituiti dei «ministri dell’ecologia per promuovere una spiritualità ecologica integrale in ogni famiglia», con un cambio di paradigma rivoluzionario rispetto al Catechismo ed una metodologia degna di un indottrinamento di massa.


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A dispetto del nome, in realtà, della cappella e del senso del sacro, in senso cattolico, non vi è proprio nulla: nessun tabernacolo, nessun crocifisso, nessun’icona, nessun segno della nostra fede. Solo una vaga sacralizzazione della Terra, della natura, del mondo, adatta forse ad utopie panteistiche, a lanciare una sorta di surreale religione universale, non certo però ad affermare il primato di Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.
Non è certamente un caso che tutte queste iniziative vengano varate, con modalità autocelebrative, proprio nell’Anno speciale indetto per l’anniversario dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco con l’obiettivo dichiarato – come detto da suor Smerilli a Famiglia Cristiana – di «entrare nel concreto della transizione ecologica», come se, con tutte le piaghe che affliggono oggi la Chiesa di Cristo, questa rappresentasse una priorità… Può rappresentare una strategia, questo sì, destinata ad allontanare anime da Nostro Signore, non certo ad avvicinarle!