Pontificia Accademia Vita: sì all’aborto da un suo membro - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Pontificia Accademia Vita: sì all’aborto da un suo membro

Lo ha detto ancora, lo scorso 29 agosto. Per di più proprio su El Litoral, un quotidiano argentino. Scelta certamente non neutra, per due motivi: 1) l’Argentina è attualmente scossa dal violento attacco sferrato dai pro-choice contro la Chiesa e contro il Senato, “reo” di aver bocciato il progetto di legge, con cui l’aborto sarebbe stato liberalizzato nel Paese; 2) dell’Argentina è originario papa Francesco. Stiamo parlando del rabbino Fernando Fishel Szlajen, che, in un’intervista a questo giornale, ha ribadito ancora una volta come lui sia sostanzialmente favorevole all’aborto.

In caso di stupro, ad esempio. Od in caso di pericolo per la salute (anche psicofisica) della donna. Come previsto dalla prospettiva ebraica, del resto, che accetta l’aborto anche in caso di patologie del feto, non considerato «persona, se non alla nascita, bensì essere umano».

L’aborto verrebbe ritenuto illecito soltanto nel caso rappresentasse un capriccio, da cui il “no” anche di Szlajen al progetto di depenalizzazione, bocciato dal Senato argentino. Ma è difficile che una donna dichiari di volerlo praticare per “arbitrio”. Ed in tutti gli altri casi il rabbino ritiene che ammazzare i figli in grembo sia tutto sommato permesso. Una logica della resa, del tutto inaccettabile da parte di chi sia come lui, dal 16 maggio dell’anno scorso, membro ordinario della Pontificia Accademia per la Vita.

È inammissibile che chi detenga tale incarico se ne vada in giro a far proclami in aperto contrasto con la Dottrina cattolica. Ciò che già in passato suscitò giustificato clamore (ad esempio, non più tardi del febbraio scorso), senza che ciò abbia modificato di una virgola la linea pervicacemente perseguita dal rabbino Szlajen. Il quale è convinto che sia sufficiente fare «un discorso serio» sull’aborto, “derubricandolo” da questione di fede a semplice «problema bioetico» ed evitare «pressioni» o «barricate» (non specifica se, con tale termine, si riferisca a quelle provvidenzialmente levate dal Catechismo, dall’Humanae Vitae e dall’Evangelium Vitae, ma è lecito ritenere che possa essere così).

Ancora una volta lo scandalo è che nessuno dica niente e che chi può non assuma i dovuti provvedimenti.