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Parte male il Sinodo dei Giovani, errato l’Instrumentum Laboris

In un articolo l’arcivescovo di Filadelfia, mons. Charles J. Chaput, membro del Consiglio permanente del Sinodo dei Vescovi, ha elencato almeno cinque punti teologicamente deboli nell’Instrumentum Laboris del Sinodo dei Giovani.

L’approccio naturalistico, ad esempio, si fissa molto sugli elementi socio-culturali, a scapito di questioni morali e religiose ben più profonde.

Dell’autorità spirituale della Chiesa, il testo «modifica drasticamente i ruoli dell’ecclesia docens (la Chiesa che insegna) e dell’ecclesia discens (la Chiesa che apprende)».

La prospettiva antropologica, che viene proposta, è parziale e faziosa: a proposito del concetto di persona, l’Instrumentum Laboris non fa mai riferimento alla volontà, riducendo il tutto a «intelletto e desiderio», «ragione e affettività». Tuttavia, la Chiesa ci insegna come l’uomo, creato ad immagine di Dio, «possieda anche un intelletto ed una volontà». Non solo: anche «la spiritualità cristiana e la vita morale vengono ridotti alla mera dimensione affettiva, chiaramente espressa nel §130, in cui si evidenzia una concezione sentimentalistica della “gioia”», gioia che da nessuna parte viene descritta, invece, dal punto di vista cristiano, come «frutto della virtù teologale della carità».

L’arcivescovo Chaput denuncia anche come, «mediante questo documento, si dia l’impressione che la vocazione faccia riferimento alla ricerca individuale del senso e della verità particolari». Ma anche altri problemi teologici emergono dal testo: una falsa concezione del concetto di coscienza e del suo ruolo nella vita morale, una falsa dicotomia proposta tra verità e libertà, una falsa equivalenza tra dialogo coi giovani Lgbt e dialogo ecumenico, mentre in modo decisamente insufficiente, nonostante se ne parli sui media di tutto il mondo, affronta lo scandalo degli abusi.

La domanda è: perché continuare a giocare al ribasso? Perché proporre, come base di discussione di un Sinodo già in sé problematico e da più parti sconsigliato, un testo oltre tutto tanto deludente, fragile, inconsistente? È davvero strana l’atmosfera, che aleggia nella Chiesa, oggi.