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Panama: su vita e famiglia la Chiesa contro le lobby gender

I Vescovi di Panama non intendono assolutamente chinare il capo e darla vinta alle forti pressioni internazionali: così, al termine della 207ma assemblea generale della loro Conferenza episcopale, hanno pubblicamente comunicato di non voler nel modo più assoluto rinunciare a difendere il matrimonio e la famiglia, nonostante i diktat dell’ideologia gender e delle “nozze” gay, servitisi questa volta del parere consultivo espresso dalla Corte Interamericana per i Diritti Umani.

L’episcopato panamense ha rivendicato come un diritto esprimere la propria opinione: «Una minoranza sta cercando di imporsi alla maggioranza», accampando «pseudo-diritti» e «ignorando la nostra Costituzione», che tutela matrimonio e famiglia: «Affermare che tale difesa significhi discriminare o essere omofobici vuol dire distorcere la verità».

Non solo la Chiesa, ma l’intera società è preoccupata dalle deformazioni infiltratesi prepotentemente con l’ideologia del pensiero unico nei gangli e nei posti di comando della vita pubblica: «Pretendere di far tacere la voce della Chiesa cattolica è assurdo, poiché essa ha il diritto e il dovere di farsi sentire, quando veda minacciate le cellule fondamentali della società».