Pakistan: 800 famiglie cristiane in fuga da Lahore - Corrispondenza romana
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Pakistan: 800 famiglie cristiane in fuga da Lahore

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Pakistan: è bastato un post su Facebook, per infiammare la popolazione musulmana a proposito di un presunto caso di «blasfemia»: la foto pubblicata sui social dal 22enne Patras Masih avrebbe mancato di rispetto a Maometto. Il giovane si è rifiutato di cancellarla e tanto è bastato per far scattare un’autentica caccia all’uomo con minacce anche di morte: chi voleva impiccare il giovane, chi bruciargli la casa. Il clima è diventato ben presto incandescente con visite senza preavviso di estranei, ripetuti interventi della Polizia e tentativi di compromesso con proclami di pacifica convivenza, nonostante tutto.

Temendo un’esplosione di violenza, dopo aver notato la strada principale di Lahore, luogo degli scontri, bloccata da una barriera di pneumatici in fiamme e la folla inferocita, circa 800 famiglie cristiane se ne sono andate dal quartiere di Shahdara ed hanno cercato rifugio presso parenti, in attesa che le acque si placassero. In città su 15 milioni di abitanti, i cristiani sono una schiacciante minoranza, solo 500 mila.

Ed i social stanno diventando sempre più un terreno minato a causa della legge sulla blasfemia: un 16enne cristiano, Nabeel Masih, è detenuto in carcere dal settembre 2016, perché accusato di aver pubblicato una foto blasfema su Facebook.


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