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“No Gender December”: l’ideologia del gender sotto l’albero di Natale

No Gender DecemberNo Gender December“, questo è il nome dell’ultima campagna ideologica volta a promuovere l’indifferenza sessuale e a rimuovere le obsolete categorie di maschio e femmina, boicottando tutti i “giocattoli di genere”. Dicembre è il mese del Natale e quindi dei regali e lo slogan dell’iniziativa parla chiaro: “stereotypes have no place under my Christmas tree” (gli stereotipi non hanno posto sotto il mio albero di Natale).

La campagna è stata lanciata in Australia dall’organizzazione “Play Unlimited” impegnata a combattere il cosiddetto “gender marketing”, rimuovendo le “segregazioni di genere” create dall’industria dei giocattoli e dai reparti commerciali dedicati a maschi e femmine. Il progetto, come l’analoga iniziativa ingleseLet Toys be Toys“, è finalizzato a eliminare i vecchi e rigidi stereotipi di genere nel mondo dei giocattoli per bambini. Quindi, premi e riconoscimenti a tutte le catene commerciali che, adeguandosi al “gender diktat”, hanno allestito reparti “neutri” dove i giochi non sono catalogati per maschi o femmine ma mischiati tra loro per favorire le naturali inclinazioni dei piccoli e, al contrario, boicottaggio e schedature di tutti gli esercizi commerciali che si ostinano a mantenere tali superate categorie. Sono banditi dunque colori come l’azzurro e il rosa, sia all’interno dei reparti che sulle confezioni e tutto ciò che in qualche modo possa ricondurre a uno dei due sessi. I bambini dovranno sentirsi liberi di essere attratti e giocare con bambole e cucine e le bambine, allo stesso modo, potranno impugnare fucili e pistole senza per questo essere considerate dei “maschiacci”.

Tony Abbott, primo ministro australiano ha dichiarato di non essere d’accordo con tale iniziativa ispirata alla “political correctness”, mettendo in guardia: “lasciate che i ragazzi siano ragazzi e le ragazze siano ragazze“. Una madre, intervistata riguardo la bontà di tale progetto, ha sottolineato il ruolo determinante giocato dalla natura, affermando: “io non incoraggio mia figlia a giocare con le Barbie e a vestirle con costumi da fata, ma semplicemente lei è attratta naturalmente da tutto ciò“.

La campagna per la promozione e l’imposizione del “gender diktat” avviene a tutti i livelli e il campo dell’infanzia è decisivo e strategico per manipolare, fin da piccolissimi, le menti degli inconsapevoli bambini, indottrinandoli all’ideologia del gender e all’indifferenza sessuale. L’iniziativa “No Gender December” che si propone di contrastare il “gender marketing” si fa promotrice, da parte sua, del “gender neutral marketing”. Due culture si scontrano, la prima, in linea con la realtà, afferma che l’identità sessuale di ciascuno di noi è stabilita dal dato biologico e naturale, la seconda, al contrario sostiene l’importanza decisiva del dato psicologico e socio-culturale. Non esisterebbero, dunque, maschi o femmine ma solamente individui liberi di assegnarsi il genere che preferiscono, orientando la propria sessualità in base alle proprie soggettive e sempre mutevoli percezioni. Una battaglia culturale determinante per il futuro delle prossime generazioni. (L.G.)