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No alla legge 194 … ma si all’aborto, in alcuni casi

L’avvocato Pietro Guerini, presidente del Comitato NO 194, ha elaborato una proposta di legge sull’aborto sostitutiva della 194, norma integralmente iniqua in vigore dal 1978 e direttamente responsabile della morte di milioni e milioni di esseri umani innocenti. Attraverso un comunicato ufficiale apparso sul sito internet del Comitato, si legge che l’avvocato Guerini ha ricevuto l’incarico da un senatore di redigere il testo di un disegno di legge che riproduca le posizioni abrogazioniste del comitato stesso rispetto alla 194, testo che lo stesso presidente Guerini presenterà in Senato entro la fine dell’anno in corso. Un evento storico, sottolinea Guerini, che rappresenta un importante avallo dell’operazione referendaria portata avanti dal Comitato da egli diretto e che reintrodurrebbe il reato di aborto volontario in Italia.

All’articolo 2  del testo in questione si legge però: “L’aborto volontario è consentito solo nel caso di grave pericolo per la vita della donna che porti a termine la gravidanza o affronti il parto, grave pericolo che deve essere accertato e rigorosamente documentato da una commissione composta da tre medici, nessuno dei quali dipendente o collaboratore della struttura sanitaria scelta dalla donna per l’eventuale interruzione di gravidanza, ed escludendo dall’accertamento qualsiasi analisi inerente un ipotetico suicidio della stessa. Ogni altra ipotesi di aborto volontario è vietata (…) lo Stato riconosce a tutti gli operatori sanitari il diritto all’obiezione di coscienza, eccetto il caso che il loro intervento sia indispensabile per salvare la vita della donna in imminente pericolo, in linea con il dettato del comma 5 dell’art. 9 dell’abrogata legge 194/78.

Nel manifesto di presentazione dell’iniziativa referendaria abrogativa della 194, si evince che essa “è finalizzata all’abrogazione della legge (dall’entrata in vigore della quale si sono registrati oltre 5 milioni di aborti, secondo i dati ufficiali del Ministero della Salute) e rigetta ogni ipotesi di trattativa, che sarebbe inconcepibilmente effettuata sulla pelle del nostro prossimo”. Eppure, la proposta di legge dell’avvocato Guerini non sembra andare nella direzione di una totale abrogazione della legge 194, tanto che, oltre ad ammettere la possibilità dell’aborto in alcuni casi, essa prevede (e limita) lo stesso diritto all’obiezione di coscienza di tutti gli operatori sanitari, diritto che non avrebbe senso menzionare né tanto meno disciplinare nel caso di una norma integralmente giusta ed equa. 

Il progetto di legge del Comitato NO194 purtroppo non sembra far altro che confermare, di fatto ed in linea di principio, la liceità dell’omicidio volontario dell’innocente, seppur a determinate condizioni … (A.D.M.)