No ai funerali in chiesa per il capo dei massoni ivoriani - CR - Agenzia di informazione settimanale
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No ai funerali in chiesa per il capo dei massoni ivoriani

In Europa non se n’è parlato, la notizia è stata sistematicamente taciuta, benché meriti: il card. Jean-Pierre Kutwa, arcivescovo d’Abidjan, si è rifiutato di celebrare i funerali religiosi al Gran Maestro e fondatore della Gran Loggia della Costa d’Avorio, Clotaire Magloire Coffie (nella foto), morto in un incidente automobilistico lo scorso 29 gennaio. Il suo improvviso decesso ha scosso il mondo economico e politico nazionale. Del resto, la massoneria è molto potente anche in Costa d’Avorio. Tanto che i primi nomi, apparsi sul necrologio completo di programma delle esequie, sono altisonanti: il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, quelli del Congo, Denis Sassou Nguesso, e del Gabon, Ali Bongo Odimba, ad esempio.

Il programma prevedeva anche una S.Messa per domenica 12, ma niente da fare. E’ stata annullata, nonostante le fortissime pressioni politiche esercitate sul card. Kutwa, mostratosi dal canto suo esemplare e determinato. Ha ricordato come fede cattolica e massoneria siano incompatibili. Non solo: si è anche premurato di raccomandare a mons. Ziad Sacre, a capo della missione cattolica libanese del posto, di non celebrare alcuna Messa nemmeno per Michel Georges Ghorayeb, morto col Gran Maestro Coffie nello stesso incidente. Solo il sacerdote della locale comunità greco-ortodossa ha finito per accettare di celebrare una funzione religiosa nel corso della veglia funebre congiunta, lo scorso 6 febbraio.

Del resto, i testi sono chiari. Anzi chiarissimi. Già Clemente XII, nella Bolla dogmatica «In eminenti» del 28 aprile 1738, non lasciò spazio a dubbi: «Motu proprio, con sicura scienza, matura deliberazione e con la pienezza della Nostra Apostolica potestà – scrisse –, decretiamo doversi condannare e proibire, come con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, condanniamo e proibiamo le predette Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole dei Liberi Muratori o des Francs Maçons. Pertanto, severamente, ed in virtù di santa obbedienza, comandiamo a tutti che nessuno ardisca o presuma sotto qualunque pretesto o apparenza di istituire, propagare o favorire le predette Società dei Liberi Muratori, di ospitarle o nasconderle nelle proprie case o altrove; di iscriversi ed aggregarsi ad esse; di procurare loro mezzi, facoltà o possibilità di convocarsi in qualche luogo; di somministrare loro qualche cosa od anche di prestare in qualunque modo consiglio, aiuto o favore, palesemente o in segreto, direttamente o indirettamente, in proprio o per altri, nonché di esortare, indurre, provocare o persuadere altri ad iscriversi o ad intervenire a simili Società, sotto pena di scomunica per tutti i contravventori, da incorrersi ipso facto e senza alcuna dichiarazione, dalla quale nessuno possa essere assolto, se non in punto di morte, da altri all’infuori del Romano Pontefice pro tempore».

Da allora son trascorsi quasi tre secoli, ma la musica è sempre la stessa. Tanto che la Dichiarazione emessa il 26 novembre 1983 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, con specifica approvazione di Giovanni Paolo II, ha ribadito la condanna e la diffida relative all’appartenenza alla massoneria, i cui «principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la Dottrina della Chiesa, perciò l’iscrizione ad essa rimane proibita. I fedeli, che appartengono alle associazioni massoniche, sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione».

Coloro che si son permessi di esercitare pressioni sull’Arcivescovo d’Abidjan, affinché acconsentisse comunque a celebrare i funerali del Gran Maestro Coffie, sono abituati forse ad un clero inetto e privo di spina dorsale, pronto ad abiurare pur di compiacersi gli umani favori. Ma non tutti, provvidenzialmente, sono così. C’è anche chi ancora, nella Chiesa, applica il Catechismo. E, soprattutto, sa dir di no, quando in gioco vi siano Eucarestia e Sacramenti.

Le esequie del capo dei massoni della Costa d’Avorio sono durate più giorni, sono state celebrate dal 6 al 10 febbraio scorsi e sono state scandalosamente simili a quelle riservate ad un Capo di Stato. Vi hanno partecipato numerosi politici massoni come il ministro della Sicurezza e Gran Maestro, Hamed Bakayoko, nonché Alain Donwahi, ministro della Difesa e Gran Maestro della Provincia del Grande Centro. Ma vi erano anche il vicepresidente Daniel Kablan Duncan, il ministro dell’economia digitale, Bruno Koné, l’ex-primo ministro Jeannot Ahoussou Kouadio, il presidente del Consiglio Economico, sociale e ambientale, Charles Koffi Diby, così come l’ex-premier, la signora Henriette Konan Bedié. Grazie a Dio a questa compagnia alquanto singolare il card. Jean-Pierre Kutwa ha detto no. Contro tutto e contro tutti. Eppure senza se e senza ma (M. F.).