Nigeria: rilasciati 475 presunti jihadisti di Boko Haram - CR - Agenzia di informazione settimanale
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Nigeria: rilasciati 475 presunti jihadisti di Boko Haram

Sono tornati liberi. Non perché siano riusciti a provare la propria innocenza, bensì per l’opposto: perché nessuno è riuscito a provare la loro colpevolezza. Così in Nigeria ben 475 membri presunti della formazione jihadista Boko Haram sono stati rilasciati al termine di un processo di massa, durante il quale la maggior parte di quelli incriminati non sono stati condannati per insufficienza di prove. Lo sconcertante annuncio è stato dato dal Ministero della Giustizia. Sconcertante, anche per quello che Boko Haram ha significato e significa per la Nigeria da quando, nel 2009, iniziò una sanguinaria insurrezione nel nord-est del Paese, insurrezione che ha già provocato oltre 20 mila morti.

Ora i 475 imputati verranno rispediti nei loro Paesi d’origine, dove verranno sottoposti ad una «riabilitazione adeguata in centri appropriati» come ha specificato il portavoce del ministro di Giustizia, Salihu Othman Isah, con riferimento anche a quanti, tra loro, abbiano manifestato turbe mentali o problemi di salute.

Di contro, Haruna Yahaya, di 35 anni, considerato la “mente” del rapimento di 219 liceali tra i 12 ed i 17 anni, rapimento avvenuto nell’aprile del 2014 a Chibok, nello Stato del Borno, è stato condannato a 30 anni di carcere.

Alla sbarra, quando le udienze ebbero inizio, ad ottobre, c’erano 1.669 persone. Il tribunale, sistemato in una base militare a Kainji, era chiamato a giudicarli tutti. Uno ad uno. Dopo pochi giorni 468 furono subito liberati. 45 vennero condannati a pene comprese tra i 2 ed i 15 anni di carcere, 28 furono rinviati ad altre giurisdizioni. 82 di loro si sono proclamati colpevoli in cambio di un addolcimento della condanna.

La maggior parte dei processi si è svolta a porte chiuse, suscitando più di una critica, specie dalle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Il governo nigeriano continua a ripetere che il conflitto con Boko Haram sia giunto al termine, nonostante la proliferazione di attacchi a villaggi e kamikaze, soprattutto nel Borno, da sempre epicentro delle violenze: soltanto venerdì scorso un triplice attentato-suicida ha provocato almeno 19 morti e 70 feriti in un mercato del pesce a Konduga, ad una trentina di chilometri da Maiduguri, capitale del Borno.

I fatti diranno ben presto se l’ottimismo dell’esecutivo sia fondato o meno.