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Nicaragua: Nunzio aggredito dai paramilitari di Ortega

Dialogo di nuovo interrotto in Nicaragua, dove centinaia tra poliziotti e paramilitari sandinisti, legati a Daniel Ortega, hanno aggredito con violenza il Nunzio Stanislaw Waldemar Sommertag, il cardinale Leopoldo Brenes, peraltro presidente della Conferenza episcopale e arcivescovo di Managua, nonché il Vescovo ausiliario, mons. Silvio Báez, mentre si recavano a Diriamba, per liberare un gruppo di infermieri e di missionari francescani, assediati nella Cattedrale di San Sebastiano. Molti i feriti.

L’accaduto, senza precedenti, è stato interpretato come una frattura definitiva tra il filocomunista Ortega e la Chiesa Cattolica, con cui sono sempre intercorse relazioni comunque tese. Il presidente è deciso a non indire nuove elezioni, come richiesto da buona parte della popolazione, entro il primo trimestre dell’anno prossimo e ad aggrapparsi il più possibile al potere.

La Conferenza episcopale ha condannato con fermezza quanto avvenuto a Diriamba, raccogliendo anche la solidarietà dei Vescovi da tutto il mondo. Quelli del Costa Rica, in una propria dichiarazione, hanno parlato di un’aggressione «codarda» e  denunciato «la costante recrudescenza della repressione attuata dal governo nicaraguense contro il suo popolo».

Un precedente si era registrato anche presso una chiesa nella città di Jinotepe, pure profanata da un gruppo di paramilitari. In conseguenza di tanta violenza, la conferenza episcopale nicaraguense ha immediatamente sospeso i tavoli di lavoro, avviati nel tentativo di superare la crisi nel Paese.

Il conflitto era iniziato in aprile con le proteste contro la riforma della legge sulla sicurezza sociale, che il governo voleva imporre. Ortega ritirò il provvedimento, ma partì una feroce rappresaglia da parte di gruppi legati al regime, rappresaglia che provocò numerosi morti, scatenando l’indignazione generale. Le dimostrazioni, inscenate dalla popolazione, sono tuttavia finite nel sangue. Si stima che siano almeno 300 i morti provocati da questi scontri. Gli organismi internazionali hanno già accusato il governo Ortega di gravi violazioni dei diritti umani, di omicidi, di esecuzioni extragiudiziali, di maltrattamenti, possibili atti di tortura e di detenzioni arbitrarie.