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Nelle Bermuda “nozze” gay cancellate a furor di popolo

Il governatore delle Bermuda, John Rankin, ha approvato una legge, la Legge sulle Unioni Domestiche, in base alla quale non è più permessa la celebrazione di “nozze” gay nell’arcipelago o sulle navi con la bandiera nazionale, “nozze” consentite dal 5 maggio scorso su decisione della Corte Suprema, territorio britannico d’Oltremare.

La nuova normativa, votata dal Senato, riconosce ancora le unioni tra persone dello stesso sesso, ma cessa di parificarle al matrimonio vero e proprio. Concede esclusivamente diritti legati ad eventuali eredità in assenza di testamento ed all’assistenza dei malati.

La decisione ha immediatamente scatenato l’ira delle varie lobby Lgbt, che ritengono illegale l’azione condotta dal governo. In realtà, alle “nozze” gay è contraria la maggior parte della popolazione, come ha sottolineato il ministro per gli Affari Nazionali, Walton Brown, ricordando l’esito del referendum votato nel giugno 2016: all’epoca, contrario ai “matrimoni” omosessuali fu il 69%, favorevole solo il 31.