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Nelle Bermuda cancellata la legge pro-“nozze” gay

Tornare indietro si può: dallo scorso primo giugno nelle Bermuda è finalmente entrata in vigore la legge, che abolisce le “nozze” gay. Si tratta del Domestic Partnership Act, approvato lo scorso dicembre e firmato dal governatore John Rankin lo scorso 7 febbraio, tra le ire della lobby Lgbt e di molti parlamentari del Regno Unito, compreso il primo ministro Theresa May, che ha definito il provvedimento «deludente».

Le isole caraibiche sono così il secondo Paese al mondo, dopo la Slovenia, ad aver revocato la precedente disposizione favorevole alle nozze Lgbt, introdotta grazie ad una sentenza “galeotta” della Corte Suprema, che nel maggio scorso autorizzò i “matrimoni” omosessuali sulle Bermuda ed anche sulle navi registrate sull’isola, accogliendo quindi le istanze della “coppia” Winston Godwin e Greg DeRoche, canadese. Il Registro Generale respinse la richiesta, ma il Tribunale, come detto, la accolse, infischiandosene totalmente del referendum, con cui, nel giugno 2016, il 69% della popolazione respinse i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Alle coppie omosessuali è ora consentito, al massimo, contrarre un’unione civile.