Morte cerebrale: donna muore due volte - Corrispondenza romana
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Morte cerebrale: donna muore due volte

Mentre in passato la morte costituiva la cessazione di tutte le funzioni vitali dell’organismo con l’introduzione del criterio della morte cerebrale essa è determinata dalla cessazione definitiva, o presunta tale, anche delle sole funzioni cerebrali. Dunque, sulla base dei nuovi criteri di accertamento della morte è possibile praticare l’espianto degli organi a cuore battente e togliere i supporti vitali ad un paziente dichiarato cerebralmente morto, in quanto assimilabile a quel punto ad un cadavere.

Una donna 26enne portoghese campionessa di canoa era rimasta vittima di un grave attacco di asma mentre era incinta alla 19a settimana di gestazione. Cosicché i medici decisero di indurle il coma farmacologico allo scopo di farle proseguire la gravidanza. In seguito venne dichiarata morta cerebralmente ma la gravidanza proseguì e la giovane donna diede alla luce un bimbo. Per la mamma però non ci fu niente da fare e morì due ore dopo il parto a causa del deterioramento delle sue condizioni respiratorie (ilGiornale.it, 31 marzo 2019).

Ora, già è abbastanza complicato riuscire a capire come sia possibile che un cadavere possa portare avanti una gravidanza ed infine partorire; ma ancor più difficile è comprendere come sia possibile che un cadavere possa morire di nuovo!

Eppure, la successione degli avvenimenti descritta nell’articolo di cronaca non lascia spazio a dubbi o fraintendimenti: coma indotto, morte cerebrale, parto ed infine morte o meglio, seconda morte.

Sulla base del principio di non contraddizione è impossibile che una stessa cosa sia e non sia nel medesimo tempo, che A possa essere anche non A e che date due proposizioni costituenti una contradictio esse possano essere contemporaneamente vere e contemporaneamente false, in quanto è necessario che una di esse sia vera e l’altra falsa e che la falsità dell’una implichi la verità dell’altra e viceversa, senza una terza possibilità. A meno che non si proceda per assurdo.

Ma sembra che per molte questioni sensibili, inclusa quella della morte cerebrale, l’opinione pubblica sia ormai abituata a ragionare illogicamente, finendo per cadere nel ridicolo e nell’assurdo pur spesso senza accorgersene.

Di questo e di tanti altri problemi legati ai nuovi criteri di accertamento della morte si parlerà nel corso di un importante convegno proprio sul tema della morte cerebrale, organizzato dalla John Paul Academy for Humam Life and Family, che si terrà a Roma i prossimi 20-21 maggio (clicca qui per il programma).

Alfredo De Matteo