Medico perde il lavoro dopo aver detto ad un paziente: "Un feto è un essere umano" - Corrispondenza romana
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Medico perde il lavoro dopo aver detto ad un paziente: “Un feto è un essere umano”

Un medico sudafricano è stato accusato di “condotta non professionale” dopo aver detto ad una donna fatti scientifici sui bambini non ancora nati.

Secondo il Sowetan Live, Jacques de Vos avrebbe detto a un paziente che “un feto è un essere umano” e che l’aborto uccide un essere umano. Dopo queste affermazioni, de Vos è stato licenziato e gli è stata vietata l’attività di medico.

De Vos sta ora fronteggiando quattro accuse di condotta non professionale da parte del Consiglio per le Professioni Sanitarie del Sudafrica in un’inchiesta che è iniziata questa settimana. Secondo il rapporto, de Vos avrebbe “violato l’autonomia del paziente con i suoi discorsi anti-aborto”.

Anthony McCarthy, direttore di ricerca e di educazione della SPUC (Society for the Protection of the Unborn Children, il più grande gruppo pro-life inglese), ha descritto le accuse come “basate sull’ideologia, non su fatti scientifici”.

Il dottor McCarthy ha detto: “Da un punto di vista scientifico, la questione di quando inizia una nuova vita umana è relativamente poco controversa. La vita umana inizia con la fecondazione. Il concepimento segna il passaggio dalle cellule prodotte dal padre e dalla madre, ad una cellula con un genoma umano completo che costituisce un nuovo essere umano”.

Ha continuato: “La vita non ancora nata nel grembo materno è senza dubbio umana, e le prove di ciò sono schiaccianti. Poiché i genitori sono umani – appartenenti alla specie Homo sapiens – e l’embrione è orientato a crescere come loro, anche il nuovo essere vivente è umano. Questa nuova vita è ovviamente molto giovane e molto piccola, ma non è meno umana di quanto lo siamo ora. Dal punto di vista scientifico e medico, i fatti dichiarati da Jacques de Vos sono senza dubbio veri”.

Con l’inizio dell’inchiesta contro de Vos, c’è il sospetto crescente che le accuse mosse contro di lui facciano parte dei crescenti tentativi di diffamare tutti coloro che sono a favore della vita.

Nel corso dell’anno, SPUC ha riferito dell’intensificarsi degli attacchi mediatici e legali contro le persone a favore della vita. Secondo SPUC, questi attacchi sono un tentativo di eliminare qualsiasi presenza visibile pro vita nella società, facendo anche ricorso ad attacchi legali volti a censurare i discorsi pro life.

Insomma, dire qualcosa che sembra così scontato, non è mai stato più difficile. (Chiara Chiessi)