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Massoneria: summit operativo-simbolico in Israele

Il Grand’Oriente di Francia in questi giorni si è recato in trasferta, a Israele per la precisione, ed il suo Gran Maestro, Philippe Foussier, in un’intervista all’emittente i24News, ha spiegato le ragioni di questo insolito viaggio, avvenuto su invito delle tre logge della sua obbedienza, presenti in loco, a sottolineare l’importanza strategica di tali rapporti bilaterali, da tanti punti di vista.

«Le tre logge del Grand’Oriente di Francia in Israele – ha spiegato il Gran Maestro – hanno conosciuto un forte sviluppo negli ultimi tempi» con una crescente adesione di nuovi adepti. «Sono giunto come Gran Maestro, ciò che han fatto anche i miei predecessori, per testimoniare il mio sostegno a quest’evoluzione molto interessante». Evoluzione recente, eppure già perfettamente allineata alla “casa madre”, in Francia: «Le tre logge che abbiamo qui in Israele funzionano esattamente come quelle che abbiamo ovunque in Francia. In tutto abbiamo 1.300 logge, la stragrande maggioranza delle quali in Patria, ma alcune anche oltremare e all’estero», benché meccanismi e strategie siano «identici dappertutto». Una presenza capillare, dunque, e non limitata ai soli interessi nazionali.

Il Gran Maestro Philippe Foussier è stato a Gerusalemme, dove ha «stretto un certo numero di contatti», tra i quali il locale primo cittadino, ha incontrato anche il Sindaco di Tel Aviv, l’ambasciatrice francese in Israele, ma non è mancata una capatina ai Luoghi Santi ed al memoriale di Yad Vashem: non si è trattato certo di una visita turistica, in quanto – ha dichiarato durante l’intervista il Gran Maestro – «la massoneria si pratica con miti, riti e simboli e una delle forti dimensioni, che ci accompagna, è quella del Tempio di Salomone, che utilizziamo come riferimento, che ci aiuta a lavorare. Per i massoni trovarsi in terra di Israele rappresenta una dimensione particolare, poiché ci rimanda a richiami, di cui ci serviamo regolarmente. La massoneria affonda le sue origini in diverse tradizioni e specialmente nelle tradizioni bibliche», ha dichiarato, mostrando come la sua trasferta avesse una valenza operativa e simbolica molto forte, una valenza in cui nulla è stato lasciato al caso.

Da qui il Gran Maestro si è lanciato in un affondo contro l’antisemitismo «sempre presente ed anzi tale da conoscere in Francia un rigurgito davvero preoccupante». Di contro, ha ricordato come «i massoni siano fautori di una concezione umanista ed universalista dell’uomo, che va riaffermata senza tregua», contrapponendosi all’«estrema destra», oltre che, si badi bene, non tanto alle fedi ed alle pratiche religiose quanto agli «integralismi ed ai fondamentalismi religiosi ed anche questo è uno dei significati della mia visita qui in Israele». Molto chiaro, no? Non sono le credenze a far problema, purché se ne stiano chiuse nelle proprie sagrestie, qualunque esse siano. E s’intuisce come il Gran Maestro fosse lì anche per ricacciarcele…