Marino provoca, il centro destra raccoglie - Corrispondenza romana
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Marino provoca, il centro destra raccoglie

Ignazio Marino registra matrimoni gay in CampidoglioIl sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha trascritto sedici matrimoni omosessuali registrati all’estero, compiendo un atto moralmente disdicevole, oltreché giuridicamente illecito. D’altra parte, chi fosse Ignazio Marino e quali fossero i suoi veri obiettivi era noto da tempo, ben prima che divenisse il primo cittadino della capitale.

La principale strategia di lotta dei militanti di stampo radicale è sempre la medesima: compiere atti altamente simbolici contra legem per costringere la politica a legiferare nel senso da essi auspicato. Dalla loro hanno il vento a favore (mass media e gran parte dell’opinione pubblica) ed una opposizione politica, culturale e religiosa debole, incerta e dotata di scarso spirito combattivo.

Lo stesso ministro dell’interno, Angelino Alfano, pur avendo duramente criticato il gesto del sindaco di Roma, da egli ironicamente stigmatizzato come un autografo fatto alle coppie, e inviato una circolare ai prefetti chiedendo loro di invitare formalmente i sindaci a cancellare tutte le trascrizioni delle unioni tra persone delle stesso sesso contratte all’estero, si è dichiarato favorevole ad una legge sulle unioni civili sul modello tedesco, a patto che non si contemplino né i matrimoni gay né tantomeno le adozioni dei bambini da parte degli stessi.

Una posizione politico intellettuale bipartisan sostanzialmente condivisa anche dal cattolico Matteo Renzi, il quale ha dichiarato che la legge alla tedesca è un buon punto di mediazione e consente alle coppie omosessuali di godere dei diritti civili. Il premier ha altresì aggiunto che la proposta è già pronta e comincerà l’esame al senato.

A ben vedere, il semplice riconoscimento a livello civile delle unioni omosessuali costituisce una implicita accettazione della tesi sostenuta dagli ideologi del gender, sulla base di cui l’orientamento sessuale non è legato al dato biologico bensì alla scelta individuale. Pertanto, la distinzione tra unioni civili e matrimonio oppure, ancora peggio, tra matrimonio con e senza adozione non demarca alcun confine etico e antropologico ma solamente tappe graduali all’interno del medesimo percorso ideologico.

Una soluzione, quella del riconoscimento delle sole unioni civili, chiaramente di compromesso che porterà esclusivo giovamento alla causa della controparte, ossia dei demolitori della famiglia e della legge naturale.

Il principale errore consiste nel credere che una siffatta soluzione possa smorzare sul nascere i tentativi di equiparare del tutto le unioni innaturali a quelle naturali, quando in realtà non sarebbe che il suo logico trampolino di lancio. (A.D.M.)