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Lovanio: Ateneo cattolico nella bufera, petizione pro Mercier

Sconcerto e amarezza si sono tramutati in una petizione (https://www.e-petitions.org/petition-ucl-it/), che in poco tempo si è avvicinata all’obiettivo delle 10 mila firme, quelle di coloro che hanno chiesto ai vertici dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio – compreso Rettore, presidente del Consiglio d’amministrazione e Gran Cancelliere ovvero il card. Joseph De Kesel – di cambiare immediatamente rotta ed esprimere solidarietà e sostegno, anziché biasimo, al prof. Stéphane Mercier.

Tale docente è stato convocato dalle autorità accademiche e su di lui è stata aperta un’istruttoria interna per il semplice fatto d’aver proposto alle sue matricole di Filosofia un testo dal titolo La filosofia per la vita, in cui si affronta anche il tema dell’aborto, definendolo per quel che è ovvero «l’omicidio di una persona innocente. E un omicidio particolarmente abietto, perché l’innocente è senza difese». E’ bastato questo per scatenare le ire delle femministe e della stampa laicista e per vedere il gotha dell’Ateneo chinare il capo, scaricare il proprio professore, ricordare in un proprio comunicato ufficiale che il diritto all’aborto è «codificato nel diritto belga» e definire «inaccettabile veicolare posizioni contrarie ai valori portanti dell’Università nel quadro di un insegnamento». Valori tra i quali, essendo Università Cattolica, la vita, in quanto principio non negoziabile, dovrebbe avere un posto di tutto rispetto. Invece no. Inconcepibile.

A Lovanio evidentemente non si legge il Catechismo, che, ai numeri 2271-2272, definisce l’aborto «gravemente contrario alla legge morale», lo parifica all’infanticidio nella categoria degli «abominevoli delitti» e ritiene il provocarlo o il collaborarvi «una colpa grave» con «scomunica latae sententiae», quindi automatica.

Nel testo della petizione si richiama anche la necessità per ogni Ateneo, che voglia fregiarsi del titolo di cattolico, di adeguarsi alla Costituzione Apostolica sulle Università Ex Corde Ecclesiae, scritta da Giovanni Paolo II e tuttora vigente, Costituzione che vincola tali istituzioni ad essere «fedeli al messaggio cristiano così come esso è presentato dalla Chiesa», invita i docenti ad essere «testimoni ed educatori di un’autentica vita cristiana», orienta la ricerca alla «Verità suprema che è Dio» ed alla promozione del «bene autentico delle persone e della società umana», così da rendere i propri studenti «veri testimoni della fede nel mondo».

Si legge nella petizione: «E’ precisamente questa vocazione propria di un’Università Cattolica che il prof. Stéphane Mercier si è sforzato di rispettare nei propri corsi ed è per questa sua fedeltà ch’egli oggi si trova nella bufera con la pavida connivenza del suo datore di lavoro, l’Università Cattolica di Lovanio. Sconfessando il prof. Mercier», tale Ateneo «sconfesserebbe sé stesso e meriterebbe il duro avvertimento di Nostro Signore agli Apostoli: «Voi siete il sale della terra; ma, se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini» (Mt 5, 13). Un testo chiarissimo, che proprio per questo ha incontrato l’immediato consenso di migliaia di sottoscrittori (M. F.).