L’ombra della massoneria dietro il caso Lambert - Corrispondenza romana
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L’ombra della massoneria dietro il caso Lambert

La memoria (e la coscienza) dei media si rivela spesso corta ed ha strane falle: lo dimostra il loro inaudito accanirsi contro chi, come Fondazione Lejeune, abbia contribuito economicamente alla battaglia dei genitori di Vincent Lambert, per consentire loro di pagarsi le spese legali per salvare la vita del figlio, ma, al contempo, l’assordante silenzio dei mezzi d’informazione circa gli aiuti ricevuti da Rachel, la moglie di Lambert, da sempre convinta fautrice dell’eutanasia nei confronti del proprio sposo. A finanziare i suoi avvocati, chiamati ad assisterla nella sua mortifera battaglia legale, contribuiscono i fondi raccolti dall’Admd ovvero l’Associazione per il Diritto a Morire con Dignità, un’associazione davvero particolare in Francia e diversa da molte altre. Perché?

Numerosi sono i blog e le testate giornalistiche, che denunciano gli stretti legami tra l’Admd e la massoneria, cui – non da ora – apparterrebbero molti dei suoi iscritti e dei suoi vertici, sino agli attuali: del resto, lo stesso presidente, Jean-Luc Romero, additato da molti organi d’informazione come massone, che lo sia o meno, ha sicuramente promosso negli anni un’azione politica del tutto compatibile e sovrapponibile ai programmi delle logge, dalla campagna pro-eutanasia a quella pro-Lgbt, tanto per citare un paio di esempi. E non a caso le cronache parlano di suoi strani incontri, come quello avuto l’8 novembre 2010 sul fine-vita con l’allora Gran Maestro del Grand’Oriente di Francia, Guy Arcizet.

Ma non è l’unica anomalia. Già otto anni fa l’agenzia ContreInfo precisò come l’allora presidente onorario dell’Admd, Henri Caillavet, esponente del Partito radicale di Sinistra morto nel 2013, fosse un «massone, figlio di massoni e padre di un massone. Iniziato nel 1935 [a soli 21 anni!-NdA], viene riconosciuto come una figura influente del Grand’Oriente. Secondo il socialista Jean-Pierre Masseret, “Caillavet è stato l’ultimo grande massone in politica”. Razionalista, ateo è stato per 38 anni deputato, senatore, ministro ed europarlamentare, e di tali cariche si è servito per portare avanti tutte le battaglie in favore dell’omosessualità, dell’aborto, dell’eutanasia,della riforma del divorzio, ecc. Ha sempre rivendicato d’aver agito soprattutto in quanto massone».

Ma ai vertici dell’Admd figura anche «Patrick Kessel, giornalista, ex-membro di diversi gabinetti ministeriali, presidente d’onore del Comitato Laicità Repubblica (come anche Henri Caillavet) ed ex-Gran Maestro del Grand’Oriente di Francia, noto per essersi a lungo battuto contro il viaggio di papa Giovanni Paolo II a Reims nel 1996». Inoltre, «Pierre Biarnès, membro del Grand’Oriente e senatore comunista dei Francesi d’Oltremare, promotore al Senato di due progetti di legge in favore dell’eutanasia nel 1997 e nel 1999, progetti che non sono però mai giunti in discussione».

L’elenco potrebbe proseguire ed evidenziare un’autentica azione di lobbying o di rete, che ha unito ed ancora unisce tra loro in modo sinergico numerose sigle, per promuovere un’autentica cultura di morte. Rete, di cui l’Admd rappresenta un tassello importante.

Da tutto questo emerge con chiarezza chi vi sia realmente dietro la campagna mediatica, che invoca la morte di Vincent Lambert, quali interessi siano in gioco e quali battaglie si stiano combattendo sulla pelle non solo sua, ma di tutti coloro che domani potrebbero trovarsi nelle sue stesse condizioni. (M. F.)