Lo Stato Islamico “mostra i muscoli” all’Europa, debole e addormentata - Corrispondenza romana
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Lo Stato Islamico “mostra i muscoli” all’Europa, debole e addormentata

La nuova strage compiuta il 22 marzo a Bruxelles per mano dell’Isis, ha riportato bruscamente alla realtà chi si era illuso che, la cattura del super ricercato mancato-kamikaze di Parigi, all’interno della roccaforte islamica di Molenbeek, avesse rappresentato una fiduciosa inversione di rotta e un duro colpo alla rete terroristica presente sul territorio belga.

Tutto il contrario. Più che un’immediata vendetta per l’arresto di venerdì scorso di Abdeslam, sembra infatti essere più credibile l’ipotesi che il suo fermo abbia impresso un’accelerazione obbligata all’esecuzione di attentati che si stavano pianificando accuratamente da tempo ed attendavano solamente il momento opportuno per essere messi in atto.

La presenza di “cellule dormienti” sul territorio europeo è stata confermata dallo stesso “Stato Islamico” che, a poche ore di distanza dagli attentati, ne ha rivendicato in rete la paternità, dichiarando come essi siano stati opera di una «cellula segreta» e che ben presto vi saranno «altre operazioni in Europa», mettendo così in guardia circa l’esistenza di una vasta e attiva rete di micro cellule terroristiche pronte ad entrare in azione.

Gli attentati di Bruxelles e le rivendicazioni dello Stato Islamico non fanno altro che confermare, d’altra parte, quella che è la strategia promossa e diffusa dall’ISIS on-line, da tempo, attraverso i suoi diversi network. In particolare, lo Stato Islamico ha messo a punto una studiata e sofisticata campagna di propaganda sul web fatta di video, audio, immagini e testi che vengono divulgati attraverso i principali canali di comunicazione della rete con il fine di renderli virali per reclutare combattenti, diffondere il più possibile il suo messaggio di lotta ed ottenere finanziamenti. Fanno parte di tale campagna una serie di e-book in lingua inglese diffusi sulla rete, ciascuno dedicato ad uno specifico fronte della guerra globale nella quale è  attualmente impegnato lo Stato Islamico. Di questi e-book, tre, sono dedicati esclusivamente ai musulmani d’Occidente:How to survive in the West”, “Muslim Gangs” e “Black Flags from Rome.

E’ utile riportare alcuni passaggi di questi libretti di propaganda per sottolineare come il processo al quale stiamo assistendo non sia casuale ed imprevedibile ma, all’opposto, sia il frutto di una premeditata e studiata strategia. In tal senso, “Muslim Gangs” si apre con questo avviso ai lettori:

Lo scopo di questo libro è quello di dare ai musulmani un punto di partenza su come fare le proprie bande e farle crescere in un movimento jihadista che può assumere e diventare una forza di resistenza in Occidente”.

L’autore sottolinea come “Muslim Gangs” costituisca, rispetto alle pubblicazioni precedenti, un passo in avanti ulteriore nella strategia di lotta all’Occidente, fornendo al lettore una serie di preziosi consigli:

Si è già discusso nel ebook “How to Survive in the West” di come essere un lupo solitario. In questo ebook, “Muslim Gangs”, vogliamo andare oltre e trasformarci in una banda di resistenza. La prima cosa che devi decidere è: qual è il tuo obiettivo come banda? Vuoi fare il lavoro di propaganda per cambiare la società, o vuoi fare il lavoro militare e formare una tua milizia armata? Scegli uno dei 2 bracci: Ogni paese e organizzazione terroristica ha 2 bracci principali: braccio di propaganda e braccio militare”.

L’e-book fa leva sul sentimento di fratellanza universale che riunisce insieme tutti i musulmani del mondo, appartenenti indistintamente alla grande comunità della umma islamica, scrivendo:

Un musulmano può essere di qualsiasi parte del mondo, di ogni razza e cultura, ma la sua fede fa di lui un fratello di un altro musulmano. Quindi ci sarà un musulmano bianco, un nero e uno marrone all’interno dello stesso gruppo ma i loro cuori sono uno, la loro lealtà sono uno, sono uniti nella loro causa e uniti nella loro dipendenza da Allah (Dio). (…) Noi siamo un solo popolo, misericordiosi gli uni con gli altri e implacabili contro il nemico. (…) Tutte le bande musulmane che non sono musulmani praticanti sono fedeli alla loro religione anche anche se non la praticano, e soprattutto quando sono minacciati da un nemico comune.”.

L’autore del testo mette inoltre in luce come il fenomeno della “bande musulmane”, seppur differenziato in base alle etnie di immigrati presenti sul territorio, sia diffuso capillarmente in tutta Europa:

E’ importante sottolineare che questo fenomeno delle bande “Ghetto” musulmane è diffuso in tutta Europa. Esempio: nel Regno Unito, la maggior parte delle bande sono composte da musulmani del Sud Asia, in Francia sono bande di arabi maghrebini, in Germania sono bande di turchi, in Finlandia sono bande somale ecc”.

Un formidabile ed inaspettato alleato, in tale processo di conquista dell’Europa, è, secondo l’autore dell’e-book, l’Europa stessa, fragile e disorientata ed in preda ad una profonda crisi economica e di identità:

L’Europa sta tornando al Medioevo [a causa della recessione finanziaria]. Bande armate si stanno formando in milizie per i politici razzisti, e un giovane minoranza musulmana è loro nemico. Tutto questo mentre un califfato è in crescita in tutto il Mediterraneo della porta accanto”.

Lo scenario prospettato dall’autore è quello di una situazione di crescente conflitto sociale che inevitabilmente porterà ad uno scontro frontale tra le due fazioni, islamici ed anti-islamici:

I tuoi attacchi, all’inizio saranno piccoli in rappresaglia agli attacchi del nemico nel vostro territorio. Cercheranno di colpire dove fa male, così anche voi dovrete colpirli dove fa più male. Questi colpi tra le due parti aumenteranno l’intensità del conflitto, e gradualmente prenderà fuoco una guerra. La guerra sarà così dura che non ci sarà spazio per polizia e resteranno sul campo ad affrontarsi solo i mujahideen e i neo-nazi. (…) L’unica ragione con la quale la polizia può mostrare un segnale di forza è perché possono portare rinforzi in un “punto preciso” di violenza. Ma, se ci sono molteplici aree di violenza attraverso il paese semplicemente non ci sarà polizia sufficiente per contrastare. E cosi ci saranno lotte “tribali” e mini milizie che si formeranno in diversi paesi europei, ciascun gruppo per difendere il proprio territorio e, la moschea, la chiesa o le logge framassoniche diventeranno i quartieri generali di ciascuno di questi gruppi”.

Lo Stato Islamico avanza dunque in Europa secondo due direttrici strategiche chiave, rappresentate dai suoi due bracci di azione sopra descrittibraccio di propaganda e braccio militare. Il primo braccio rappresenta la linea “dolce”, attuata silenziosamente con le armi demografiche, migratorie e di propaganda; il secondo braccio militare è invece la linea “dura”, messa in pratica attraverso attentati e bande armate, finalizzate a creare una situazione di incontrollabile caos e conflitto sociale. Tra le due strategie di conquista sembra preferibile questa seconda via in quanto l’unica in grado di dare un indispensabile scossone di risveglio alla coscienza europea assopita dal relativismo culturale imperante. Bisogna sperare quindi che conoscere il piano di conquista possa aiutare l’Europa e l’Occidente a prendere atto della realtà e favorire una maggiore consapevolezza del pericolo che incombe su di noi. (L.G.)